Abbattere le barriere architettoniche senza abbattere la bellezza archittetonica. Si può?


So che questo post rischia di sollevare un vespaio di polemiche, ma nel mondo del politicamente corretto, a volte corrotto, si può avere anche l'onestà di andare controcorrente. Tutto sommato, poi, abbiamo ben altri problemi, nel marasma cittadino, quindi prendete questo spunto con la dovuta chiave critica.

Si tratta delle famose barriere archittetoniche, che ancora oggi fanno disastri in giro nella moderna architettura, senza contare la prepotenza del traffico e dei parcheggi che rende la via dei disabili un vero calvario. Spesso però per abbatterle non si risparmia la stessa opera da rendere accessibile. Molti edifici storici, molte facciate di chiese antiche, ovviamente non erano state predisposte per gli scivoli o le necessarie entrate facilitate.

Oggi è sacrosanto prendere provvedimenti (soprattutto per le chiese, ci mancherebbe) ma quello che mi chiedo e vi chiedo è: si può cercare di farlo rispettando in qualche modo l'armonia dell'edificio? Ho preso due esempi classici: Santa Susanna e Sant'Ignazio (quest'ultimo ben più torturato dal parcheggio selvaggio).





Guardate se questi innesti tubolari non graffiano oltremodo la facciata, oltre a dare un senso di precaria sicurezza. Possibile che non si possano studiare pedane meno invasive? O addirittura soluzioni artistiche capaci di integrarsi con scalini e gradinate?

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