Video: Anagnina, ragazza aggredita in coma

Ordinaria violenza metropolitana. Ecco un video che farà discutere, inutilmente per giorni, e che fotografa silenzioso la nostra sicurissima città. In pieno giorno, di lunedì pomeriggio, in mezzo alla gente, fra di noi. Siamo all'Anagnina, al capolinea della Metro linea A.

Nelle immagini scorgiamo una ragazza (una infermiera romena di 32 anni) ed un ragazzo (Alessio B., un ventenne romano pregiudicato) che camminano. Nel video muto sembrano perfettamente tranquilli. Ma ad un tratto si mettono a parlare con foga sempre più crescente. Fino a che non vengono alle mani, e lui, conclude la discussione con un pugno in faccia alla donna, che cade malamente al suolo priva di sensi.

La ragazza ora è in coma, ricoverata al Policlinico Casilino, dove è stata operata per gravi lesioni riportate al cranio. Il pregiudicato romano, che se ne era andato come se nulla fosse, poco dopo è stato rintracciato (su segnalazione di alcun testimoni) ed arrestato dai carabinieri della Stazione di Roma Cinecittà in collaborazione con i militari del 6° Reggimento Genio Pionieri.

Nella ricostruzione della vicenda si parla di una banale lite scoppiata prima in fila alla biglietteria per motivi di precedenza. Sembrava tutto finito ma di lì a poco la tragedia. Ad ogni modo sarebbe delittuoso parlare di dinamica dell'incidente, cioè stabilire chi ha cominciato o chi ha provocato chi. Bastano queste terribili immagini senza sonoro.

Un uomo che colpisce una donna, come se fosse una sagoma, lei che stramazza a terra. E resta immobile. Sotto gli occhi dei passanti che corrono noncuranti per non perdere il loro treno. Intanto una persona in fin di vita giace lì accanto, da sola. Finché qualche curioso non crea quel tipico drappello che costringe anche gli altri a interessarsi, ma sempre con prudente distacco.

Accade ogni giorno, ogni notte. A Roma e nel resto del mondo che si autocertifica civile. E se magari tu corri per intervenire prima o dopo, ti senti pure dire "che ti sei immischiato", "che non ti riguarda" o peggio "che te la sei andata a cercare". Ecco, se questo è il sistema in cui dobbiamo convivere, forse è il momento di fermarlo, quanto meno di combatterlo.

  • shares
  • +1
  • Mail
25 commenti Aggiorna
Ordina: