La Tana della Lupa: Caccia a ottobre giallorosso


Avere ragione ad essere pessimisti è detestabile, ma purtroppo le recenti due vittorie di fila non ci avevano convinto. Il biscottone avvelenato da Vucinic all'ultimo minuto con l'Inter e primi punti europei contro i temibili (?) "vampiri" del Cluji, trafitti al cuore più dai paletti dell'Olimpico, che dalla superiorità romanista, facevano illudere che almeno lo stellone fosse tornato a baciarci.

Putroppo non è così. Perché non basta nemmeno un miracolato Lobont a rovesciare le sorti dell'ennesima figuraccia in trasferta. Napoli pare Monaco. Ci prende a pallonate, strameritando la storica vittoria. Ranieri continua a fare cose senza senso e, peggio, a difenderle verbalmente come se fosse a braccia conserte, ma con le maniche legate dietro.

Gli unici due giocatori decenti, Menez e Borriello, vengono tolti senza motivo sullo 0 a 0. La stanchezza sembra possedere tutti, e la resa è totale. Cinque sconfitte stagionali, dove a parte Brescia e Milano, nemmeno ci abbiamo provato a fare qualcosa. Quello che fa impressione è il voltafaccia di un gruppo che fino a pochi mesi fa non mollava contro tutto e tutti, fino compiere un'impresa indimenticabile. Dove sono (ri-)finiti? Diamogli la caccia..

Appare di nuovo quella sensazione da incubo che subito ci spaventò a inizio stagione. Come faremo a ripeterci? Questa Roma sembra essere tornata proprio quella della crisi prima dell'arrivo di Ranieri. Allora se fu prima di tutto lui a rovesciare quel dramma, non possiamo ricominciare con il tormentone del nuovo allenatore. Ci dimostri che siamo troppo pessimisti (perché in fondo "siamo solo a meno 6 da chi si gioca il campionato"...). Ci stupisca ancora. Sbagliarsi, ancora una volta, sarebbe splendido.

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