La Tana della Lupa: Luce Vucinic


E nel buio, ad un tratto, si accende la luce. Che flash! Non è la prima volta che Mirko ci regala queste perle, ma quando le fa a tempo scaduto (dopo aver sbagliato tutto nei pochi minuti in campo) contro i campioni di Italia e d'Europa, ci rendiamo conto che il nostro "Amore per Montenegro, ha un sapore vero".

La Roma resuscita nel risultato, come ci aveva abituato, fin troppo bene. Ad onor del vero la partita non è stata quella battaglia avvincente dello scorso marzo. Anzi, nella ripresa soprattutto, abbiamo avuto l'indigesta sensazione che il biscottone fragrante del pareggiotto fosse stato infornato.

Roma gagliarda ma, a parte Menez e Borriello, piuttosto inconcludente. Inter un po' imballata, e meno cinica del solito. Insomma sembrava (e proprio non si capiva perché, soprattutto in casa nostra) un punticino facesse comodo ad entrambe. Il campionato ringrazia, e tutti si candidano ad anti-Inter, ma per ora restiamo, persino in gravi condizioni, gli unici avversari a spaventarli davvero.

Un goal comunque, non fa primavera, e ve lo dice un Rondone... Ci sono ancora tanti nodi da sciogliere. C'è la strana paranoia di Ranieri per spettri lippici che francamente da un professionista maturo e serio come il mister, lascia un po' perplessi. C'è stata l'assurda trappola bresciana in mezzo a questa resurrezione, dove la follia sembrava diretta da un disegno oscuro, che ancora nessuno riesce a leggere.

C'è un portiere che non si sa se c'è. C'è una panchina che comincia a stare scomoda a chi la deve usare (in entrata o in uscita). Ma tranquilli, Totti, che tutti aspettano al varco come sempre per accusarlo di essere "il caso" della Roma, farà ancora rosicare tanti detrattori. Buon compleanno Capitano.

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