Sciopero delle Donne contro la cultura della violenza anche a Roma

Il 25 novembre 2013, anche Roma aderisce allo Sciopero delle Donne contro la violenza della cultura, tu che fai?

Il clima di rivolta che investe ogni piega dell'esistenza non poteva non toccare le donne, colpite duramente da ogni stagione culturale, sociale, politica ed economica.

Le donne di ogni razza, credo, ceto e cultura, violate, sfruttate, ferite e uccise da chiunque, che hanno scelto il colore rosso, come il sangue che da e toglie la vita, e la giornata simbolica del 25 novembre, per organizzare uno sciopero altrettanto simbolico per fermare la cultura della violenza.

Lo sciopero delle donne per vivere in modo più partecipato la protesta a quello che opprime, e il significato di questa data storica, proclamata dall’Onu Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, già scelta dal gruppo di attiviste nell'Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981, in ricordo del 25 novembre 1960 e il brutale assassinio delle tre sorelle sorelle Mirabal, attiviste della Repubblica Dominicana contro il regime dittatoriale del loro paese.

Un giorno che l'Italia ha iniziato a celebrare solo dal 2005 in alcuni centri antiviolenza e Case delle donne, ma nel 2007 ha portato 100 000 donne (40 000 per la questura, comunque sempre tante) a manifestare a Roma "Contro la violenza sulle donne", senza alcun patrocinio politico.

Con i primi manifesti (che potete scaricare on line, condividere e appendere), le magliette e gli shopper illustrati dal tratto inconfondibile e impegnato di Stefania Spanò, con tutta la saggezza femminile che continua ad infondere al personaggio della sua Anarkikka, iniziano a vedersi anche a Roma le prime manifestazioni palesi delle adesioni allo sciopero del prossimo 25 novembre.

Dai manifesti esposti nelle bellissime vetrine del negozio di gioielli Le donne di Danae a due passi dal Pantheon (via della Maddalena, 40), alla Fondazione Nilde Iotti, passando per la Casa Internazionale delle Donne di via della Lungara 10, dove tutti i giorni dalle 10 alle 19, orario continuato (Tel 06.68401720 Fax 06.68401726) trovate shirt e shopper, mentre domani ospita il convegno dal titolo “Per aiutare – davvero- la ragazza che sbatte nelle porte”, organizzato dalla cooperativa sociale Be Free.

“Non mi viene una risposta vera, una cosa da farmi dire Ecco, ci siamo. Mi amava e mi picchiava. Io lo amavo e mi facevo picchiare. E’ una cosa tanto semplice, tanto stupida e tanto complicata. E’ una cosa terribile. (…) E il suo amore per me diventa una cosa crudele, come il sorriso sulla faccia di un nazista”.
Roddy Doyle – La ragazza che sbatteva nelle porte.

Le modalità di adesione variano in base alla città, la regione e ovviamente le singole preferenze di ogni individuo o gruppo:

- Lenzuola e/o pezzi di stoffa rossi esposti dai balconi e/o dalle finestre
- 15 minuti di silenzio, in piedi, interrompendo qualunque attività di lavoro si stia svolgendo
- logo e magliette da indossare durante i 15 minuti di astensione dalle proprie attività lavorative
- Manifestazioni territoriali di piazza organizzate localmente (con eventuale corteo)
- flash-mob e sit-in locali, foto e video da girare e mettere in rete durante quella giornata

Via | Lo sciopero delle donne - Facebook

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