Atac: autisti protestano sino al 9 novembre 2013

Il rifiuto di prestazioni straordinarie degli autisti Atac continua sino al 9 novembre 2013, una forma di sciopero contro l'azienda, il Campidoglio e i sindacati, con disservizi che ricadono sull'utenza.

Chi si sposta in città con i mezzi di Trasporto pubblico gestiti da Atac, ha ben chiari gli effetti della protesta intrapresa ieri e oggi, dagli autisti che rifiutano le prestazione straordinarie di lavoro, imposte dall'azienda per coprire i turni imposti dal contratto di servizio.

Ottanta autisti in meno, centoventi tra le ore 11 e le 16.30, in aggiunta ai bus in servizio regolare a 30 chilometri all'ora, solo per la prima giornata di una settimana di astensione che promette di estendersi sino a sabato 9 novembre, con lo sciopero di venerdì 8 a coronare il tutto.

Una forma di protesta autonoma e autogestita, nata da un gruppo segreto di Facebook al quale hanno aderito 3.085 persone in pochi giorni. Una forma di sciopero per il Prefetto, contro il prezzo del risanamento dell'azienda che ricade sugli autisti, insieme al malcontento dell'utenza per gli inevitabili disservizi, paventata all'azienda da tempo, che domani ha un programma un "assedio" al Campidoglio in divisa, e riconosce parecchie colpe ai rappresentanti sindacali "corruttibili".

Autisti come Micaela Quintavalle, in servizio presso la rimessa di Tor Pagnotta, che lo scorso 28 ottobre ha lanciato la proposta della rivolta degli straordinari durante un'assemblea allo Scua (la rappresentanza di tutte le sigle sindacali in Atac) nella sede di via Prenestina.

Autisti che oltre a far le spese di condizioni di lavoro massacranti, devono fare i conti con gli effetti fisici e psicologici di turni e tratte troppo lunghe, insieme alla mancanza di pause, servizi, sicurezza per se e i passeggeri.

"Le norme sulla sicurezza non vengono nemmeno lontanamente rispettate con tutte le conseguenze che si possono immaginare. Ci obbligano, con vergognose disposizioni interne che intimoriscono qualche lavoratore, a non rispettare il codice stradale. All'azienda non interessa la sicurezza del passeggero né tantomeno del lavoratore".

Via | Facebook

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