Gli effetti del decreto taglia e non ricuci per la manovra da 24,9 miliardi, approvata martedì dal Consiglio dei Ministri, si fanno sentire. Anche perché la maggior parte delle disposizioni verrà applicata da subito. Non era difficile prevederlo.
Mentre stiamo scrivendo sotto Montecitorio, stanno manifestando i dipendenti di diversi enti pubblici o parzialmente pubblici. Tra cui Ispesl, Ipsema, Insean. Tutti enti che hanno scoperto improvvisamente, una mattina, di essere “inutili”, per cui da “sopprimere”. La soppressione di Ipsema e Ispesl e l’attribuzione all’Inail delle funzioni svolte da questi due istituti avviene dalla data di entrata in vigore del decreto legge.
In particolare l’Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del Lavoro) che esiste da 30 anni, si chiede se davvero non occorra più per la sicurezza e la salute dei lavoratori italiani. Con tale provvedimento del Governo chiude l’unico Ente di ricerca del Paese. l’Ispesl è per altro in grado di autofinanziarsi per più del 60% dello stanziamento concesso dallo Stato.
La frase “siamo tutti sulla stessa barca” di Berlusconi diventerà, se non lo è già diventata, un vero tormentone. Soprattutto considerando certi inevitabili, quanto comprensibili, facili paragoni.
Cimurro
28 mag 2010 - 20:21 - #1Un paese senza ricerca è destinato ad essere fagocitato.
precario
28 mag 2010 - 21:25 - #2Sembra una operazione di facciata finalizzata al passaggio di competenze a privati.
Sin dalla prima legislatura questo governo si è distinto per smantellare via via pezzi dello stato per darlo in concessione ad organi privati.
L’Ispesl stesso qualche anno addietro si è visto scindere il controllo e le verifiche del comparto ascensori per darlo poi ad organismi privati.
Il solo indirizzo delle verifiche e controlli Ispesl attualmente ammonta a circa 35 milioni di euro…una bella cifretta ed un bel pacchetto clienti da gestire non credete??
Luigi Scibetta
28 mag 2010 - 22:16 - #3Io credo che ci siamo svegliati un pò tardi, questa mobilitazione era giusta iniziarla quando hanno venduto il servizio degli ascensori, i famosi decreti Brunetta, l’immobilismo dell’Ente, Il quasi 50% del personale precario di cui non si conosce la fine. la mancanza di coesione tra le sigle Sindacali, di cui si è fatta valere la legge della maggioranza(Berlusconi insegna).