Non so voi ma con l’arrivo del caldo quello che mi spaventa più del cambio di stagione, è il ritorno di quei piccoli e fetenti esserini assetati di sangue che riescono a trasformate una serata all’aperto in una guerra all’ultimo morso, espressione dolorosamente poco eufemistica grazie anche al temperamento dalla zanzara tigre (nella foto).
Per quanto il Campidoglio, grazie anche al sistema di monitoraggio con le «ovitrappole»,
dichiari la situazione sotto controllo e l’inizio della campagna di disinfestazione in tutta la città per la fine di maggio, ripensando alla scorsa stagione io non mi sento affatto tranquilla.
Nel 2009, infatti il programma di interventi del Comune ha ottenuto buoni risultati riducendo i costi, vincendo anche il concorso sugli esempi di buona amministrazione promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica, ma le piccole infami hanno comunque banchettato con le mie povere carni, facendone “manbassa” ogni volta che abbassavo la guardia.
Questa volta però, comune o non comune, le zanzare non mi coglieranno impreparata e il drink dovranno sudarselo, perché ho già pronto un piano preventivo che non contempla sostanze tossiche ma una perfetta organizzazione.
Grazie a qualche vicino previdente, beneficio dell’aiuto dei preziosi pipistrelli, anti-insetto naturale capace di divorare fino a duemila insetti a notte, ma chiunque può correre ai ripari come hanno fatto a Corviale e Casalpalocco, installando una «bat box», se non cambierà le cose nell’immediato lo farà in futuro, ristabilendo in parte anche l’ecosistema che l’inquinamento ha spezzato allontanando i chirotteri dalla città.
Oltre a questo il mio kit di sopravvivenza contempla zanzariere, niente acqua ferma (anche quella del gatto è praticamente corrente) e una serie di lanterne autoprodotte, alcune provviste di essenze che le tengono lontane (lavanda, citronella, geranio …) e altre riempite con una soluzione vischiosa a base di zucchero e aceto per attirare e rendere innocue le più agguerrite.
Per tutta l’estate profumerò come un campo di lavanda, essenza base che sostituirà profumi e idratanti in commercio che spesso contengono sostanze che le attirano, e durante le spedizioni in luoghi paludosi più a rischio sarò equipaggiata con un piccolo trasmettitore ad ultrasuoni di quelli che vendono anche in farmacia per le culle dei neonati.
Le mie soluzioni collaudate con successo purtroppo hanno ancora qualche falla e non permettono distrazioni, quindi la ricerca di modi per ‘gestire le zanzare’ che non contemplino l’intossicazione e la deflagrazione del buco dell’ozono, continua, e ogni suggerimento è ben accetto. E voi siete pronti all’attacco?
fabio nolli
25 mag 2010 - 10:55 - #1A me ha risolto la vita una di quelle racchette elettriche che vendono i cinesi a 5 euro
Dall’anno scorso sto diventando esperto in smash che nemmeno Panatta all’epoca sua..