Ecco il Piano quadro della Ciclabilità di Roma. Obiettivo: 986 chilometri di piste ciclabili entro il 2020

Piano quadro della ciclabilità

Il futuro delle biciclette a Roma è in due fasi: la prima dal 2011 al 2013, la seconda dallo stesso anno fino al 2020. Questo è il piano annunciato e finalmente presentato dal sindaco Gianni Alemanno con gli assessori all’Ambiente Fabio De Lillo e alla Mobilità Sergio Marchi.

Un investimento complessivo di 43 milioni di euro con l’obiettivo -entro dieci anni- di arrivare a 986 chilometri di piste ciclabili tra reti locali e itinerari idrografici di Tevere e Aniene. Ai 110 km di percorsi ciclabili e ai 116 km nel verde, il piano ne ha già finanziati altri 65 a cui andranno ad aggiungersi 224 km di corridoi principali, 594 km di reti locali e 128 km di corridoi verdi.

Nella prima fase, il piano prevede l’estensione doppia dei chilometri protetti nei corridoi (da 100 a 200) e l’incremento del bike sharing oltre a quello dei parcheggi per bici. L'intenzione è di arrivare a 45 stazioni di bike sharing nella prima fase. I parcheggi per biciclette aumenteranno: 1.060 nei nodi di scambio e 2.700 dislocati in 135 scuole.

Un progetto ambizioso che contiene un obiettivo ancora più complesso: il collegamento dei percorsi già esistenti, attraverso il Parco degli Acquedotti. Una misura chiesta da anni a gran voce dagli utenti capitolini delle due ruote, di cui si sono fatti portavoce alcune associazioni proprio durante la presentazione del Piano quadro.

Lamentano non solo una viabilità pericolosa per chi utilizza la bicicletta, ma anche la mancanza di misure adeguate per il controllo dei livelli di inquinamento, vera minaccia per i ciclisti urbani. Indicativo lo slogan su uno degli striscioni: "Sono 364 giorni che vi aspettiamo: benvenuti in Europa".

Foto | Flickr

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