La canzone romana più bella di tutti i tempi: the winner is Roma Capoccia

pubblicato: venerdì 12 marzo 2010 da roby

Eh sì, alla fine a spuntarla è stato il ‘Cuppolone’ di Roma Capoccia, incoronata da voi lettori di 06 come la più bella canzone romana e su Roma che sia mai stata scritta con il 33% dei voti. La medaglia d’argento va a un pezzo del musical Rugantino, Roma nun fa la stupida stasera, 14%, il terzo posto a un cult della canzone popolare: La società de’ magnaccioni, 10%.

Per dovere di cronaca citiamo anche gli altri brani che hanno ottenuto qualche voto: va forte la tradizione popolare con Quanto sei bella Roma cantata da Gabriella Ferri e Tanto pe’ canta di Nino Manfredi; bene anche i cantautori: quelli della vecchia generazione rappresentati da Porta Portese di Claudio Baglioni, quelli ‘a metà’, Luca Barbarossa con Roma spogliata e Eros Ramazzotti con Adesso tu, e quelli della nuova, Sergio Cammariere con Tempo perduto e Vinicio Capossela con Al Colosseo. Si piazzano anche due outsider: l’hip hop dei Colle der Fomento, Il cielo su Roma, e la demenziale Grande Raccordo Anulare, nata in una parodia di Corrado Guzzanti.

Tornando a Roma Capoccia, pochi forse sanno che Antonello Venditti la scrisse a soli 14 anni, mentre frequentava il tanto da lui decantato liceo Giulio Cesare. Fu uno dei suoi primi pezzi incisi agli esordi, nel 1972, eseguita anche con Francesco de Gregori ai tempi del mitico Folkstudio. Dopo il salto il testo per ricordare, davvero, quanto è bella Roma.

Roma Capoccia
Quanto sei bella Roma quann’ è sera, quando la luna se specchia dentro ar Fontanone e le coppiette se ne vanno via, quanto sei bella Roma quando piove.
Quanto sei bella Roma quann’ è ‘r tramonto quando l’arancia rosseggia ancora sui sette colli e le finestre so tanti occhi, che te sembrano dì: quanto sei bella.

Oggi me sembra che er tempo se sia fermato qui, vedo la maestà der Colosseo vedo la santità der Cuppolone, e sò più vivo e sò più bbono no, nun te lasso mai Roma capoccia der monno ’nfame.
’Na carrozzella va co’ du’ stranieri un rubbivecchi te chiede ’n po’ de’ stracci li passeracci so usignoli; io ce so nato, Roma, io t’ho scoperta… stamattina.

Foto | Flickr

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