Roma Sparita riappare su Facebook

Teatro Drammatico Nazionale Via Quattro Novembre

Finalmente ne parliamo. Li ho seguiti ed inseguiti per un po'. Ne valeva la pena. Dentro una normale pagina di Facebook, questa volta si trova veramente tanto. Di Roma, dei romani e di chi ama Roma e di chi la studia.

Roma Sparita è un vero laboratorio, museo virtuale, archivio storico, circolo di appassionati che va molto oltre quello che si potrebbe immaginare. Ad oggi conta circa 60'000 iscritti con più di 6'000 foto in 64 album! Con delle medie di visite giornalieri e settimanali da autorevole sito di settore.

Ma ripeto, dietro i numeri, c'è molto di più. Sfogliando tale virtuale album sociale si conferma la sete dei cittadini (che altre volte abbiamo incontrato e segnalato) per un passato che si temeva dimenticato, mentre mai come oggi viene cercato, desiderato e partecipato grazie anche alle diverse vie interattive. Una Roma che non c'è più ma che si scova ancora, si riconosce, si commenta, evoca vissuti e ricordi, cinema e Storia, strega con la sua magia. Eterna.

Si passano le ore a perdersi fra attimi immortali (servirebbe un motore di ricerca!). Siamo andati dai creatori e curatori di questo spazio seducente. Vediamo di capire come è nato, come funziona e dove vuole arrivare. Ne parliamo prima di tutti con Daniele Chiù, fondatore del gruppo.

L'idea mi è venuta perché sono appassionato di Roma e di foto, allora ho creato un gruppo su FB che si chiama "Foto Roma Sparita". Questo accadeva verso aprile 2009, quando ho visto che le foto e gli iscritti aumentavano in modo esponenziale ho dovuto aggiungere altri due amministratori, prima Lucia Prandi e quindi Fabio Pucci.




Il tempo passava e le foto aumentavano; non c'era più modo di gestirle, né quindi di suddividerle. Allora abbiamo pensato di creare una Pagina di FB, dove le foto possono essere divise e catalogate per municipi e in Centro per rioni. Tocca a noi smistare le immagini che sono ora più di 6000. E' diventato veramente faticoso tenere ordinata la pagina, nonostante l'inserimento di foto sia stato limitato per poche ore, vengono inserite centinaia di immagini.

Sono felice di aver ideato il gruppo ma devo molto a Fabio, Lucia e Tekkaman che hanno lavorato giorno e notte per creare la pagina. Ho scoperto che c'erano molti nostalgici nascosti, io ho solamente risvegliato la loro memoria per quanto riguarda i più grandi, e ho tolto qualche curiosità ai più giovani, che possono vedere come era Roma ai tempi dei loro nonni.

Devo dire che questo successo non era del tutto inaspettato, quando il gruppo ha preso il decollo è diventato inarrestabile, e sono convinto ancora oggi sia tra i più bei gruppi di Facebook.




Chi vi scrive condivide pienamente. Come iscritto, partecipo attivamente, soprattutto nei commenti, probabilmente la cosa più affascinante della pagina (eccetto le liti stupide). Ci sono tante critiche e polemiche sulla forza e sull'uso del più potente social network della Rete, che ormai supera certi numeri di Google. Ma questa volta è stato usato per una bellissima iniziativa. Pensiamo solo all'utilità didattica di un luogo aperto alle consulenze nel passato romano. Sentiamo in proposito anche l'opinione di Fabio Pucci.

Dunque, per me tutto ha inizio la prima settimana di dicembre 2009 quando sono in rete alla ricerca di antiche fotografie su Roma. Su Facebook trovo quattro o cinque gruppi che trattano di Roma Sparita, ma il numero di foto presenti era esiguo e quello che ne aveva di più e anche di più interessanti era il gruppo "Foto Roma Sparita" di cui Daniele Chiù era (ed è tuttora) il fondatore.

Cominciai a frequentare il gruppo assiduamente ed approfittando delle ferie natalizie potei dedicarmici a tempo pieno, segnalando i doppioni all'amministratore in quanto, come fan, non potevo intervenire sulle foto. Verso fine dicembre gli utenti avevano raggiunto la quota di circa 8-900 iscritti e oltre 1000 foto che Daniele da solo non riusciva più a governare. Fu così che prima Lucia Prandi e poi io fummo nominati co-amministratori del gruppo e cominciammo ad avere parte attiva nell'organizzazione delle foto e nella moderazione dei commenti.

Decidemmo che fosse necessario avere un regolamento per disciplinare il comportamento dei fan dal punto di vista della tipologia di foto. Ed abbiamo cominciato ad inserire un disclaimerin relativamente all'uso e utilizzo delle foto, di cui noi non abbiamo nessun diritto. Il regolamento si rese necessario perché abbiamo notato che la presenza di determinate tipologie di foto, in particolare quelle ritraenti scene di guerra di liberazione o quelle con la presenza della milizia fascista, generava un proliferare di commenti che a vole andavano oltre le regole di civile comportamento.

Abbiamo così cominciato a regolare l'invio delle foto stabilendo quali erano ammesse e quali no. Durante questa fase ormai gli utenti erano diventati quasi 15.000 e le foto superavano le 1800, quasi senza doppioni... Ed i limiti del 'gruppo' di Facebook apparivano sempre più evidenti. Aprimmo quindi la pagina, la rendemmo pubblica e bloccammo immediatamente il gruppo.

Cercammo di convincere (in realtà non ce ne fu tanto bisogno) i fan a seguirci sulla pagina ed in meno di una settimana avevamo "nuovi" 5'000 fan. I primi giorni della pagina sono stati pieni di lavoro durissimo e incessante di travaso e smistamento delle 2500 foto (al momento della chiusura del gruppo): ogni foto veniva lavorata una per una... e questo per due settimane di seguito. A volte ci mancavano le forze, ma sentivamo la spinta dei fan, i loro incoraggiamenti a continuare e soprattutto i loro apprezzamenti: erano la nostra ricarica energetica.

La crescita numerica fu esponenziale, arrivammo fino ad avere quasi 400 foto al giorno da smaltire, un numero sovrumano per sole due persone effettivamente presenti (io e Lucia). Il nostro modus operandi? Non è un segreto, lo si può leggere nel menu di Roma Sparita, in "Come funziona la pagina". Ma 400 foto al giorno erano davvero troppe ed abbiamo deciso di riservare l'apertura a solo due giorni la settimana...




E ora? State diventando famosi. Intervistati, avete aperto anche un canale su youtube. Noto anche la volontà di tradurre in inglese le didascalie. Dove volete arrivare?

Non pensavamo a questa dimensione del fenomeno, che ci ha sicuramente sorpresi. Eravamo convinti della bontà del progetto, ma francamente i numeri sono andati oltre ogni nostra immaginazione. Ogni romano si è riconosciuto in una sua personale storia, in un suo personale ricordo. E anche se non ce li ha raccontati, ce li ha espressi con un post di ringraziamento. Riceviamo ogni giorno tante mail di ringraziamento, ma anche di proposte di collaborazione, di partecipazioni ad eventi. Ne stiamo preparando alcuni, purtroppo non posso farne menzione ma sono eventi molto grandi e presto saranno resi pubblici.

Ma abbiamo molto lavoro, idee, progetti. E tutto questo grazie ai nostri fan. Senza di loro tutto questo non sarebbe mai esistito. Sono loro che ci sottomettono le foto e in questo modo siamo riuscito a rendere pubblico un patrimonio importantissimo. Ci siamo resi conto di quanto la gente ami e voglia conoscere; la testimonianza è l'accoramento della loro partecipazione. Basta scorrere i messaggi in bacheca.

Le nostre iniziative future non potranno che andare in questa direzione, cioè in quella di promuovere la cultura, la conoscenza, il sapere. Le proposte ci sono, le stiamo vagliando e qualcuna cercheremo di realizzarla. Stiamo cercando di superare i limiti di Facebook, creando un sito che farà da contraltare alla pagina di. Ci stiamo già lavorando, ma ci vorrà ancora del tempo. Vorremmo creare un qualcosa che sia facilmente fruibile, per tutte le fasce di utenza, anche per quella che ha poca dimestichezza coi mezzi informatici.

E' tutto. Che altro dire? Non sparite, mi raccomando!








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