
E’ una tradizione romana avere dei sushi bar o dei ristoranti giapponesi “easy going”, facili da gestire e da pagare. Eppure, qualche volta le eccezioni si incontrano eccome.
Dio solo sa che se c’è un ristorante di sushi (o più correntemente: “susciaro”) che mette a soggezione il cliente quanto riesce a fare F.I.S.H. di via dei Serpenti. L’acronimo sta per “Fine International Seafood House”. Arredamento curatissimo, per carità: ma giusto quel tipo di precisione che vi fa sentire il fiato sul collo a ogni posata che scegliete a casa del vostro amico aristocratico di scuola. No relax. No pace. Si ansia da prestazione fantozziana.
Non c’è niente di più lontano dall’idea di un susciaro dal volto umano di questo posto, dotato di una piccola entrata su una via il cui nome non evoca animali simili a quelli che vi aspettare di mangiare. Se pensate che il personale del ristorante più supponente in cui abbiate mai mangiato sia supponente, aspettate di conoscere quello di F.I.S.H.
Ma non è ancora questo il punto. Il punto non è neanche che pagherete sproporzionatmente caro, carissimo tutto questo. Il punto è che il sushi è medio. Semplicemente medio. Se non ci credete e siete masochisti o molto, molto ricchi, provate da voi.
cittadino
10 dic 2009 - 17:25 - #1qualche civico più giù e c’è hasekura…sempre caro arrabbiato per i prezzi (come tutti i giap nostrani), ma almeno esci di lì con la soddisfazione di aver mangiato cibo di ottima qualità!
ps: recentemente ho avuto modo di apprezzare sushi e sashimi in oriente; il pesce era semplicemente divino; i prezzi erano semplicemente umani (con meno di 10 euro si può mangiare tutto il cibo che si vuole, a volontà, fino a quando non ti escono le prime branchie sul collo!). questa cosa dei prezzi folli nostrani mi fa sempre più “irritare”…