Il museo di Valentino di Roma muore prima di nascere - I motivi e le cause di un pasticcio in salsa capitolina


Avrebbe potuto essere un museo gioiello di Roma. Il luogo del trionfo del made in Italy. Un vanto romano agli occhi invidiosi del mondo, da quelli dei cugini francesi che pretendono di insegnarci la moda a quelli dei vicini milanesi spesso snob verso il mondo sartoriale romano. Parliamo del museo di Valentino, una promessa fatta dall'ex sindaco di Roma, Walter Veltroni, a quello che oggi viene celebrato come "l'ultimo imperatore" ma che la giunta Alemanno non ha mantenuto.

A gettare benzina sul fuoco delle polemiche mai spente sono stati lo staff dello stilista e lo stesso Valentino, intervistato più volte in questi giorni per l'uscita di un film sulla sua vita. "Veltroni si era impegnato davanti a tutto il mondo- ha detto suo il braccio destro, Giancarlo Giammetti- ma con la giunta Alemanno c'è stato un intoppo. L'assessore Croppi ci ha proposto di fare un museo per più stilisti, e noi non ci siamo più ritrovati con quell'idea".

Fin qui la storia. Ma cosa c'è veramente dietro allo stop al museo di uno dei più grandi stilisti di tutti i tempi? La risposta, per chi frequenta le stanze del Campidoglio e quelle di AltaRoma, è nota da tempo. Un museo unico a Valentino avrebbe scatenato l'ira degli storici stilisti romani, alcuni dei quali avrebbero anche minacciato di disertare le sfilate romane azzoppando definitivamente una rassegna che da anni si vuole rilanciare ma che da tempo registra poca visibilità causa assenza degli stilisti top. Ma c'è di più.

Tra i motivi secondari, si sussurra negli ambienti di quelli che la sanno lunga, ci sarebbe anche l'irritazione di alcuni personaggi di spicco dell'amministrazione verso l'atteggiamento di Valentino. Non solo per le pretese dello stilista, ovvero per aver chiesto tutta per se la grande struttura dell'ex mercato del pesce di San Teodoro, sede da pochi giorni di un farmer market, quanto per la pretesa di avere un museo tutto per se in città dopo la sua l'ingenerosa "fuga" da Roma circa 25 anni fa, quando Valentino scelse Parigi come suo quartier generale snobbando la Capitale e decretandone la quasi-morte sul fronte di un settore così importante come l'alta moda.

Foto: Demujer

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