Switch Off nel Lazio. Roma capitale europea del Digitale Terrestre. Viterbo resta fuori

Ci sono cose che noi romani non possiamo immaginare... Abbiamo problemi di ritardo su tutto, fra infrastrutture, trasporti, comunicazioni, connessioni di rete (a riguardo, l'Italia intera è sempre più indietro nelle classifiche mondiali e intanto si tagliano i fondi per recuperare terreno!), eppure dobbiamo essere i primi in Europa per il Digitale Terrestre. Chissà perché, per Mamma TV si scatta...

Il 16 novembre Roma saremo la capitale della televisione digitale d'Europa. Anticipando città come Londra, Parigi e Madrid che effettueranno questo famoso switch off tra il 2010 e il 2012. Dotarsi di un decoder affidabile (o di un nuovo televisore) diventa quindi indispensabile, se ci si vuole ancora abbrutire davanti alla tv. Come risintonizzare tutto anche dopo lo spegnimento generale, il 30 novembre, o chiamare l'antennista nel caso non si veda nulla anche con i dovuti e pagati aggiornamenti tecnologici (nonostante le agevolazioni e i contributi).

Per "fortuna", ovviamente, nonostante le roboanti dichiarazioni, ci sono ancora diversi dubbi da risolvere. Il primo, che farebbe quasi ridere (infatti tutti i comici ci scherzano sopra) se non fosse grave dimostrazione di iniquità è l'esclusione di Viterbo e della Tuscia. Unica zona del Lazio e d’Italia a rimanere esclusa dal piano di digitalizzazione televisiva. Insomma, atterra il Digitale, ma c'è già l'extra-terrestre: il Viterbese.

Poi, la questione antenne e ripetitori. Non è un caso se ogni messaggio promozionale ricorda stile controindicazioni mediche, che, dopo tutto, si potrebbe dover "chiamare l'antennista". Il segnale digitale infatti è più pulito di quello analogico, ma proprio per questo "dove prima l'antenna di casa captava un segnale debole, ma sufficiente a farci vedere il canale, ora non sarà più così''', fa sapere Francesco Soro, presidente del Corecom Lazio, che aggiunge come ''col passaggio al digitale spesso chi ha costruito ripetitori non potrà più trasmettere, perché non sarà più un operatore di rete. Queste antenne saranno spente, e quindi non sappiamo cosa potrebbe succedere, giusto per fare un esempio, in province come Rieti e Frosinone''.

Insomma, se poi pensiamo anche ai problemi per telecomando, frequenze e interferenze, capiamo meglio perché il presidente Rai, Garimberti, auspica ironicamente "speriamo che ce la caviamo", e soprattutto non possiamo che applaudire lo splendido spot Rai con Max Giusti, che infine annuncia, in un rovescio gattopardiano: "Non cambia niente...Ma cambia tutto". Fenomenali.

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