Non ci sono parole. Sono passati giorni dall’incidente che ha stroncato la vita ad Eva, una ragazza che andava in bicicletta. Libera, coraggiosa, serena. E certo questo non è il primo, né l’ultimo temiamo, di omicidi del traffico. La gente si ferma a quella lapide di gesso sui sampietrini, rigogliosa di fiori e messaggi di rabbia e commozione.
I Fori Imperiali, il Colosseo sullo sfondo, l’Antica Roma come testimone muta di uno scempio quotidiano. Sfrecciano incuranti ancora taxi, autobus e traffico comune. Non rallentano, nonostante ciò che è accaduto, nonostante quel cartello e quelle parole appuntate al vento sullo smog. Nonostante i ciclisti romani, grazie anche ad una blogosfera che funziona (e che spaventa) abbiano mostrato al mondo cosa fosse successo. Da soli. Senza retorica. Chiedendo ancora e sempre quello spazio sicuro che meritano.
Forse non basta far capire anche ai media la situazione, forse non bastano le fiaccolate, le bici appese (e rimosse) o rovesciate, i segni, gli appelli e i fiori. Forse si vuole ancora sangue. Ancora stragi. Fino a che non ci sarà un vero gesto eclatante di rivoluzione. Perché di traffico si muore, è vero, ma la morte non può essere sempre e solo dalla stessa parte…
vhemt
07 nov 2009 - 17:33 - #1Bellissimo articolo, complimenti
miglioraroma
07 nov 2009 - 23:24 - #2Io vorrei veramente che qualche bravo avvocato si prendesse a cuore la morte di questa ragazza per punire - se fosse dimostrata la loro colpevolezza- oltre al tassista anche chi, nel Comune di Roma, non ha ordinato che -in occasione del rifacimento della Via dei Fori Imperiali- venise costruita una pista ciclabile, come dice la legge. Come mai nessuno ne parla? Qualcuno potrebbe intervistare i nostri amministratori?
alexandros86
08 nov 2009 - 08:52 - #3Una causa del genere la perderebbe l’avvocato… Basta un vincolo archeologico inserito dalla sovraintendenza e la legge che citi (regionale) va a farsi benedire perché fonte giuridica inferiore.
E’ così purtroppo. Io adesso non so se il Comune c’abbia provato o meno a chiederlo alla Sovraintendenza (probabilmente sì), però non ci danniamo per questa cosa che è inutile…Semmai si chiedano altre piste ciclabili che colleghino il centro.
P.s. RIP Eva.
Andrea2001
08 nov 2009 - 09:24 - #4Ma non c’è bisogno della pista ciclabile basterebbe che automobilista è ciclista rispettino le norme della strada e certi incidenti non accadrebbero. E aggiungo che dovrebbo mettere l’obbligo di indossare il casco anche per i cliclisti.
husqvarna510smr
08 nov 2009 - 13:39 - #5I ciclisti per Roma? ah quelli che passano SEMPRE con il rosso? e non venite a dirmi che non è cosi. Se la cercano, punto.
rondoner
08 nov 2009 - 15:47 - #6@husqvarna510smr
…come quelli che cercano la rissa online… due punti: cercare di rispettare chi viene ammazzato da innocente, senza senso, in mezzo alla strada. Altro che rosso (guarda le foto). Idiota.
traveller
08 nov 2009 - 18:44 - #7Una domanda: al tassista è stato eseguito l’alcol-test (o l’esame del sangue oer rilevare un’intossicazione da cocaina -o altri stupefacenti-)? Ah già dimenticavo: usare l’auto è un crimine:drogarsi no.
Detto questo mi dispiace per quella povera ragazza, ma non sopporto di essere criminalizzato solo in quanto automobilista.
caterpillar86
08 nov 2009 - 21:26 - #8Vivissimi complimenti husqvarna510smr, continua così
freedom
08 nov 2009 - 23:12 - #9Mi sembra che la disgrazia sia “sfruttata” sopratutto x farsi conoscere e per pubblicizzarsi da parte di pseudo associazioni di ciclisti. Tutto cio’ chiaramente con l’amarezza per la morte della ragazza.
Sono d’accordo che i ciclisti dovrebbero avere il rispetto di tutti, così come i pedoni; ma chi di voi andrebbe a farsi una passegiata nel parco della Caffarella di notte sapendo dei pericoli che si possono correre??? Non sarebbe il caso, di avere la percezione che in certe situazioni il pericolo è troppo, ed evitarlo?? Appunto perchè non siamo in Germania, in Austria ecc… Dove tutti questi Esterofili del c…o dicono che si vive meglio!!! E questo ve lo dice uno che và in bici da 47 anni senza avre mai avuto incidenti.
rondoner
09 nov 2009 - 11:07 - #10@Freedom
A parte che con questa logica è sempre colpa del più debole, fino alle aberrazioni secondo le quali il violentatore o il delinquente è “tentato” dalla vittima, quindi ha perfino delle attenuanti. Poi, se tu sostieni che la passeggiatina notturna (per altro legittima) alla Caffarella a caccia di lupi mannari, sia in qualche modo paragonabile ad un ritorno serale in sella ad una bici, nel cuore di Roma, in una strada famosa in tutto il mondo, tenendo la propria destra… sono paralleli tuoi.
Forse non vi è ancora chiaro. I Fori Imperiali non sono la Colombo o Corso Francia. E’ piena di turismo fino a tarda ora. Magari provate a rallentare, e guardare dove vi trovate. Potreste scoprire qualcosa di Roma…
traveller
09 nov 2009 - 19:09 - #11Io continuo a chiedermi che sanzioni, e se mai, verranno irrogate al tassinaro. E soprattutto se non fosse fatto di porcherie varie (quando succedono questi incidenti, guarda caso, si scopre che alla base di ogni disgrazia c’è spesso una bella bottiglia di alcolici o una bella pista di coca o un bel chilum chilometrico… ah già il problema non è questo è l’auto)
mamaa
10 nov 2009 - 14:01 - #12Il CdS prevede e riconosce già di suo le biciclette come veicoli e utenti deboli della strada, non esiste quindi che di giorno posso andare in bici e di notte no.
Ciclisti che usano male il mezzo e non rispettano il Cds ce ne sono, ma questo non significhi che per loro sia prevista la pena di morte, comunque non é il caso in questione.
Di automobilisti/scooteristi/camionisti/tassinari/etc che usano male il mezzo ce ne sono a tonnellate (sui grandi numeri l’incidenza é maggiore).
La differenza tra un motorizzato e un ciclista é che se il ciclista si distrae o fa una c@zz@t@ ne paga le conseguenze sula propria pelle, se la distrazione o la c@zz@t@ la fa un motorizzato é molto più probabile che la vita la perda il malcapitato che gli capita sotto che sia pedone, ciclista o anche scooterista e addirittura automobilista (ubriaco tampona smart: l’ubriaco scappa, la donna al volante muore!)
Alla fine non credo che sia esclusivamente il mezzo a determinare la sua pericolosità, ma il suo guidatore: se sei un prepotente assassino quando vai in macchina, sicuramente lo sei anche se vai in bici.
Rimane la differenza tra chi vive e chi muore in caso di incidente.
traveller
10 nov 2009 - 19:46 - #13Io insisto col dire che il problema non è il mezzo ma quello che uno si cala prima di mettersi alla guida. Certo che a mettersi al manubrio di una bicicletta, piuttosto che al volante di un auto, dopo essersi fatti uno spinello chilometrico si fanno meno danni. Ma ripeto: il problema non è l’ auto o la moto, ma quello che uno si spara prima di mettersi a guidare. Poi se qualcuno può rinunciare al mezzo motorizzato, ma non a imbibinarsi di tutto in corpo è un altro discorso…
rondoner
11 nov 2009 - 12:40 - #14Traveller, siamo tutti convinti che i fattoni al volante siano pericolosi. Purtroppo però lo sono anche gli imbecilli che hanno bevuto solo acqua e cibi ipocalorici. Ancora non esiste l’imbecillometro, purtroppo. Forse si dovrebbe allora rendere molto più faticose le patenti, e soprattutto strapparle in via definitiva a coloro che si dimostrano appunto imbecilli senza scuse (anche se privi di sostanze stupefacenti). Ma poi l’industria auto come fa che già sta sempre a frignare?
traveller
11 nov 2009 - 17:14 - #15Come hai detto: bisognerebbe strappare la patente a chi dimostra di essere un pericolo pubblico!
Poi è vero che non esiste l’imbecillometro, ma un test psicologico in grado di escludere chi ha il q.i. di un lombrico e l’aggressività di un rottweiller sì. E il tutto senza rendere l’esame di abilitazione alla guida complesso come conseguire un brevetto doi volo. In quanto alle case automobilistiche ti dico questo (da appassionato di auto, nota bene): che finiscano tutte quante a gambe all’aria! Sono gestite da maniche di pavidi ,opportunisti e incompetenti senza passione. Quindi che la selezione naturale faccia il suo corso. E qui chiudo se no vado OT.