Via Gradoli 96: i transessuali, le Brigate Rosse e le sedute spiritiche

Lettera inviata da Romano Prodi al senatore Dante Schietroma

In questi giorni di RegioneLazioGate, il civico 96 di Via Gradoli è stato più volte indicato dalla stampa come il condominio dove avvenivano gli incontri tra Marrazzo e il transessuale Brenda che ieri negava il suo coinvolgimento nella vicenda.

Ebbene, lo stesso condominio era già noto alle cronache (e alla storia) per essere stato l’alloggio dell’allora capo delle Brigate Rosse Mario Moretti (6 ergastoli, in semilibertà dalla fine del 1997) durante il rapimento di Aldo Moro.

È infatti da lì che l’esponente delle BR si spostava quasi quotidianamente per interrogare il detenuto eccellente tenuto nascosto in Via Montalcini. Ma andiamo con ordine.

Il 16 marzo del 1978, giorno della strage di Via Fani, le forze di polizia perquisiscono moltissimi stabili della capitale compreso il condominio di via Gradoli 96 dove gli agenti bussano alle porte di tutti gli interni.

Anche al numero 11 affittato a Moretti, o meglio al fantomatico ingegnere genovese Mario Borghi. Nessuno risponde e gli agenti inspiegabilmente se ne vanno, nessuna forzatura. Per la (ufficiale) scoperta del covo bisogna attendere il 18 aprile.

Alle ore 8,15 di quel giorno un’inquilina del piano di sotto telefona all’amministratore del condominio per segnalare un’abbondante perdita d’acqua da quello che è l’appartamento di Moretti.

Sembrerebbe del tutto casuale come da sempre sostiene lo stesso Moretti ma da quanto si apprende dai verbali dei vigili del fuoco penetrati nell’interno 11

Il danno era semplicemente provocato dalla doccia, del tipo telefono, rimasta aperta e rivolta contro il muro che faceva infiltrare l’acqua da dietro la vasca da bagno lungo il muro danneggiando i solai sottostanti. Si eliminava il danno chiudendo il rubinetto erogatore.

E non è finita qui. Il 2 aprile del 1978 , due settimane dopo la perquisizione mancata, nel corso di una seduta spiritica (?) bolognese tra professori universitari alla domanda “Dove si trova la prigione di Moro?” spuntano fuori le parole Gradoli, via Cassia, Viterbo e i numeri 6 e 11.

Romano Prodi, che a breve diventerà Ministro dell’Industria in sostituzione di Carlo Donat Catin, segnala al suo partito quanto appreso ma, invece che perquisire l’interno “11” di Via Gradoli (traversa di Via Cassia), le forze dell’ordine metteranno a soqquadro Gradoli, nel viterbese, che dista dal capoluogo di provincia giusto “6” chilometri.

È quanto si apprende dall’interessantissimo Doveva Morire di Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato, dal quale abbiamo tratto anche la lettera collettiva trasmessa nel 1981 da Romano Prodi al senatore Dante Schietroma, Presidente della Commissione Stragi. La trovate riprodotta nelle immagini della gallery.

Lettera inviata da Romano Prodi al senatore Dante Schietroma
Lettera inviata da Romano Prodi al senatore Dante Schietroma
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