
Stagista a reddito zero? O precario da 300 euro al mese? Se il tuo problema è il reddito (e chi non ne ha in questo periodo) allora ecco un piccolo palliativo ai tuoi problemi: dal 1° settembre è infatti operativa la legge regionale per il reddito di cittadinanza garantito, ovvero la normativa che permetterà a chi è disoccupato, o precario a reddito bassissimo, di ricevere uno stipendio di reddito minimo pagato dalla regione Lazio.
La legge regionale per il reddito minimo garantito era stata approvata dall’amministrazione Marrazzo il 4 marzo scorso. Dal primo settembre, fino alla fine del mese, si potranno invece presentare le richieste per ottenere il beneficio attraverso i moduli che si possono ritirare presso gli 800 uffici postali della Regione, i 60 comuni capofila di Distretto sociosanitario ed i 20 Municipi del Comune di Roma.
La legge prevede l’erogazione di 583 euro mensili, oltre alla eventuale fornitura di prestazioni indirette gratuite ed agevolazioni tariffarie da parte dei comuni. Per questo anno le domande potranno essere presentate unicamente da coloro che presentano i seguenti requisiti: etàcompresa tra i 30 e i 44 anni; residenza nella regione da almeno 24 mesi al momento della presentazione della domanda; iscrizione ai centri per l’impiego come inoccupati (o alla ricerca di una prima occupazione) o disoccupati/precariamente occupati. Seguono altre info.
“Le domande- ha spiegato l’assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi- potranno essere consegnate o inviate mediante raccomandata con ricevuta di ritorno presso i comuni capofila dei distretti socio sanitari e i Municipi di Roma. Una volta raccolte tutte le domande pervenute, le Province stileranno le graduatorie degli aventi diritto, secondo i criteri stabiliti dalla Regione.
Come detto le domande potranno essere fatte da chi è iscritto ai centri per l’impiego come inoccupato (o alla ricerca di una prima occupazione) o disoccupato/precariamente occupato. Per queste categorie occorre rientrare nel cosiddetto stato di disoccupazione che si mantiene anche se si è occupati (ivi compresi i contratti di tipo subordinato) quando il reddito annuo percepito è inferiore all’importo fiscale non soggetto all’imponibile Irpef (8.000 euro). Le domande potranno essere presentate anche da coloro che hanno un reddito personale imponibile non superiore a 8.000 euro nell’anno precedente. Sono poi attribuiti punteggi ulteriori per i carichi familiari, per le donne, per i disabili, per i soggetti in emergenza abitativa e per i disoccupati di lungo periodo con oltre 24 mesi di iscrizione ai centri per l’impiego.
In base all’accordo sottoscritto con Poste Italiane, per questo primo anno di sperimentazione della legge gli uffici postali, oltre a distribuire la modulistica con le relative istruzioni per la compilazione, dovranno anche ritirare le domande inoltrate ai comuni capofila e ai municipi romani, effettuare la prima lettura elettronica dei moduli, inoltrare le richieste alle Province ed erogare gli assegni del reddito minimo garantito”.
“Con l’assestamento di bilancio regionale approvato lo scorso 8 agosto- ha concluso Tibaldi- la legge per il reddito minimo garantito ha avuto una maggiore copertura finanziaria per il triennio 2009-2011. Con 135 milioni di euro, 15 per questo scorcio di anno e 60 per i due successivi, si avrà un considerevole aumento dei beneficiari e quindi una più significativa sperimentazione di questa innovativa legge per un welfare inclusivo basato sulla universalità dei diritti per tutte e tutti, a cominciare dalle fasce più deboli del mercato del lavoro”.
La modulistica potrà essere distribuita anche attraverso altre strutture accreditate e i servizi per l’impiego, gli ex uffici di collocamento, delle Province.
Foto: Flickr
il dritto
31 ago 2009 - 20:07 - #1Wow. Mi sa che mi trasferisco a Roma di corsa. Me lo trovate, un lavoretto in nero di circa 417 euro, così da arrivare a 1000 euro cash?
Alexandros86
31 ago 2009 - 22:13 - #2Condivido le preoccupazioni de “il diritto”. Incentiverà, più che mai, il lavoro nero. Queste soluzioni sono applicabili sono in unione sovietica o in qualche altra dittatura dove il lavoro nero è spiazzato dal regime, non in paesi democratici. Pertanto avrei preferito che si procedesse sulla linea degli sgravi fiscali, dei maggiori diritti a chi ha redditi bassi e non posso che condannare pure io questa deriva assistenzialista che è la causa del ritardo del sud nei confronti del nord. Vogliamo lasciare che la nostra regione diventi dipendente dall’assistenzialismo che tanto male ha fatto a questo paese?
gigggino
01 set 2009 - 10:50 - #3Mah…
majormerlo
02 set 2009 - 07:35 - #4ottima idea
finalmente qualcosa si sta muovendo
inutile dare altri soldi alle imprese, tanto non assumono….
maxc_66
02 set 2009 - 12:38 - #5perchè il lavoro nero viene combattuto/spiazzato solo nelle dittature?
a maggior ragione dovrebbe esserlo in un paese democratico dove è necessaria la collaborazione e responsabilità di tutti.
A parte questa osservazione sono d’accordo sul timore che incentiverà le due tendenze più brutte del nostro paese: il lavoro nero e l’inerzia assistenzialista (chiunque non guadagni cifre altissime cercherà di “guadagnarne” meno del minimo, e chi non guadagna rischia di farsi bastare il poco che avrà)
GIGITOTO
02 set 2009 - 17:48 - #6BELLA CAZZ*TA ALLORA CHI VA A LAVORARE PIù?
UNO SI TROVA UN LAVORO IN NERO DA 1000 EURO E CI AGGIUNGE IL SUSSIDIO DI MARRAZZO.
E POI LE ALTRE REGIONI COSA SONO CHE NON FANNO NIENTE???
E’ UNA PRESA PER I FONDELLI PER CHI LAVORA VERAMENTE E NON GUADAGNA NIENTE
E POI SONO SOLDI DELLE NOSTRE TASSE!
Tonino 89
03 set 2009 - 09:06 - #7Secondo me non è una cattiva idea, questo genere di misure esistono in tutti i paesi d’ Europa o quasi, in Germania mi sembra che l’ assegno per i disoccupati è di oltre 700 euro al mese, in Francia anche è più alto di questo di Marrazzo e dovremmo dire che Grmania e Francia sono nazioni assistenzialiste? Poi è ovvio che il lavoro nero deve esser contrastato con tutti i mezzi.
Tonino 89
03 set 2009 - 09:09 - #8Ma poi non fatevi tanto incantare è una cosa che durerà solo un anno, Marrazzo l’ ha fatta solo per poter vincere le elezioni del 2010.
stever
07 set 2009 - 12:46 - #9e chi ne ha 45 come me “Romano de Roma” e forse tra un anno (46) sarò disoccupato senza ammortizzato sociali a lunga scadenza (azienda sotto i 15 dipendenti) dopo 25 di servizio onorato e con moglie e 2 figlie piccole a carico ? niente ? perchè fino a 30-44 anni ? gli altri potranno morire di fame ? ma che concetto è quello dell’età ?
Filippo Anello
29 dic 2009 - 10:50 - #10Quando l’applicazione stupra lo spirito della legge.
Ancora una volta l’applicazione stupra lo spirito della legge in danno di chi non ha voce per difendersi. Parliamo della norma voluta dalla regione Lazio n.4/2009 in tema di reddito minimo garantito.
Intanto prendiamo atto dei ritardi, che hanno fatto saltare tutte le tempistiche previste per i vari adempimenti a livello provinciale, ma che saranno certo applicate con severità nei confronti degli utenti.
Indicazioni molto strette circa i tempi di presentazione dei ricorsi alle graduatorie provvisorie (dieci gg.), ma nessuna indicazione circa l’ente a cui i ricorsi vanno presentati (liste stilate dalle province in base a disposizioni regionali a chi rivolgersi).
Tra l’altro la provincia di Roma non ha pubblicato neanche delle graduatorie ma solo degli elenchi nominativi, negando cosi’ la possibilità riconosciuta dal legislatore di verificare ed eventualmente ricorrere per i punteggi assegnati (Reg.Reg. L.Reg 4/2009 – art.5 c8). Motivo questo sufficente per ricorsi senza limiti di prescrizione, da parte degli esclusi e di quanti risultano ammissibili ma non ammessi.
L’ANALISI DEI CRITERI PER LA FORMAZIONE DI QUESTE GRADUATORIE FA EMERGERE UNA SCANDALOSA REALTÀ IN CONTRASTO CON LE PIÙ BANALI ED ELEMENTARI REGOLE DI BUONSENSO OLTRE CHE DI TRASPARENZA.
L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), è uno strumento che permette di misurare la condizione economica del nucleo familiare, tiene conto di reddito, patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche del nucleo familiare (tipologia e numero di componenti).
E’ obbligatorio presentarlo anche per iscrivere un bambino all’asilo, qui si stanno elargendo oltre 20 Ml. di euro l’anno. La modulistica richiedeva questo dato, chi ha stilato le graduatorie lo conosce, ma le disposizioni regionali lo hanno subordinato rispetto agli altri elementi che contribuiscono alla formazione della graduatoria.
Se ne terrà conto solo a parità di punteggio!
E così la regione Lazio concederà un sostegno economico a disoccupati, precari e inoccupati senza discriminare tra nullatenenti privi di reddito che vivono in affitto… e disoccupati con case di loro proprietà e che percepiscono redditi immobiliari (affitti) e patrimoniali (fondi) di qualunque importo, purchè i loro redditi da lavoro del 2008 non abbiano superato gli 8.000 €
Mettendo per mezzo di regole di protezione che nulla hanno a che vedere con le “pari opportunità” una donna di 30 anni, disoccupata da due mesi sullo stesso piano di un uomo di 44 anni disoccupato da 7 anni.
Senza considerare se la “prole” a carico dei nuclei familiari è in età scolastica o maggiorenne e occupata con reddito proprio.
Senza discriminare tra madri vedove, quindi prive di supporto economico e separate percepienti assegni di mantenimento.
Ma si spinge oltre nel delirio, agevolando nelle graduatorie i nuclei monoreddito rispetto a quelli privi di reddito, senza distinguere un invalido al 35% da uno al 100%.
Inoltre, mancano le più elementari misure atte a prevenire le tipiche furberie. Immaginiamo quello che è accaduto a livello anagrafico contestualmente o dopo la presentazione della domanda, in mancanza di precise scadenze per la presa in carico all’interno dei nuclei familiari di nonni invalidi, fratelli single, nipoti studenti.
Come non ci sono limiti al numero di agevolazioni assegnabili ad un singolo nucleo familiare, che come appare dalle liste pubblicate in alcuni casi sembrerebbero averne ricevuti due anche tre.
Nessun requisito di cittadinanza può anche andar bene, ma che tra i documenti da presentare non sia prevista neanche l’esibizione di un permesso di soggiorno valido, questo potrebbe essere motivo di qualche riflessione.
Insomma un’altra occasione di buon governo, perduta, purtroppo in danno di chi più ne aveva bisogno. Che vergogna assessore Tibaldi (PRC), a pochi mesi dalle elezioni regionali.
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Filippo Anello
339.2548857
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