
La vicenda del conto gonfiato a due turisti giapponesi sta mettendo sempre più nei guai il titolare e i lavoratori del ristorante Il Passetto. L’eco avuto sulla stampa anche giapponese ha spinto altri turisti nipponici, tuttora presenti in Italia, a denunciare fatti analoghi.
Il 7 giugno scorso una coppia di trentacinquenni ha raccontato ai poliziotti del Commissariato Trevi Campo Marzio di aver scelto il ristorante nei pressi di piazza Navona, attratti anche dall’affabilità del cameriere. Poi stessa prassi: “Trust in me”.
La sorpresa è arrivata puntuale al momento del conto: 293 euro. Prezzo che, dalla ricevuta della carta di credito, è salito a 352 euro. “Tasse sul conto”, sentenziò il cameriere. Su richiesta, pubblichiamo qui un’immagine ingradita dell’ormai celebre scontrino.
Surfer
07 lug 2009 - 07:51 - #1Ma chiusura dell’attività a parte, sta gente un po’ di galera se la farà o no?
A parte la truffa, danneggia anche il turismo e l’immagine della città e del paese.
Sta gente mi manda in bestia, se solo penso che c’è chi si spende tanto per attirare il turismo…
Piumadoro
07 lug 2009 - 08:43 - #2poi ci chiediamo perchè c’è crisi in Italia…
l’Italia vive di turismo…e l’Italia in che stato è?E’ sporca, chi vorrebbe venire in una città sporca, in più tutti cercano di fregare i turisti (aggiungo che tentano di fregare anche gli italiani inclusi i romani…)
Questo all’estero non succede
marco0909
07 lug 2009 - 10:39 - #3sono d’accordo con surfer, c’è sicuramente un danno all’immagine di roma da affiancare alla truffa. non so se si può parlare di “aggravante”, certo è che per quanto accaduto il turismo sarà penalizzato.
gunthermarco
07 lug 2009 - 10:53 - #4a questi truffatori devono togliere anche le mutande…neanche come lavapiatti li farei lavorare.
L’unica possibilità per una città come Roma è il turismo,e invece cosa abbiamo: SPORCIZIA,DEGRADO,SERVIZI PUBBLICI CARENTI,TRUFFATORI,EXTRACOMUNITARI CHE BIVACCANO AD OGNI ANGOLO,VENDITORI ABUSIVI,TRAFFICO,INQUINAMENTO….è UNO SCHIFO.
Dario Pacifici
07 lug 2009 - 12:29 - #5E’ la solita vecchia storia dei ristoranti “tipici per stranieri”. E’ successo un paio di volte anche a me a Barcellona e a Corfù. Fidandomi del menu multilingua ( evitate i ristoranti con i menu scritti in diverse lingue ) ho preso delle grandi batoste.
Non so se il Passetto è in questa categoria, ma c’è un certo tipo di ristorazione che nasce malata; mi spiego meglio:
su 10 ristoranti:
2 per passione
1 con professionisti che si mettono in proprio
4 a conduzione familiare ( senza grandi pretese ma con materie prime di qualità )
1 amici che hanno voglia di fare
2 Da affaristi che si buttano nel campo della ristorazione perchè ci sono margini alti ( a tutto dire, se si fa ristorazione di qualità )
SpaceApe101
08 lug 2009 - 09:58 - #6e comunque praga è la stessa cosa… espongono menù con dei prezzi invitanti ma con la clausola che magari quel menù vale nel tavolo vicino al cesso di martedì dalle 11,30 alle 11,31…
SpaceApe101
08 lug 2009 - 10:00 - #7gunthermarco, rileggi il tuo commento per favore, sembra lo strale di un vecchio di paese…
MaryOriginale
09 lug 2009 - 11:01 - #8Questa mentalità a Roma non c’era, ce l’hanno portata, Anni fa ho lavorato per un ristorante napoletano, io non ero in regola e anche molti altri camerieri iitaliani e nelle cucine, soprattutto indiani. Alla fine del mese non c’era mai una volta che ti pagassero tutto. Il secondo mese ho lavorato mattina e sera, superando di gran lunga le ore consentite per legge e alla fine del mese mi sono sentita dire che se prendevo tutti i soldi me ne dovevo andare. Allora non sono più andata a lavorare e quando il direttore mi ha chiamata al telefono mi ha detto che aveva fatto una battuta. Ho dovuto aspettare un mese che mi pagassero e alla fine mi hanno dato tutti i soldi. Cmq non mi hanno fatto lavorare più. Il ristorante era sempre pieno e faceva soldi a palate.
Questi fanno così, risparmiano al massimo sul personale che è il costo più alto, e spesso ingannano anche i clienti pur di guadagnare, cosa che è successa diverse volte anche li, poi chiudono e aprono da un altra parte.
Roma è piena di questi ristoranti e di questi ristoratori. Una volta non era così.
E pensare che questo uomo è anche in gamba e posso dirlo perchè l’ho visto lavorare per due mesi, non capisco perchè non cerca come direttore di albergo e lascia quella catena di ristoranti napoletani fraga clienti. Forse perchè ha la stessa mentalità, per loro è normale comportars con gli altri in modo disonesto.
Per fortuna ora con la laurea faccio tutt’altro lavoro, ma pensate tutta la gente che deve lavorare e vivere a queste condizioni!