Caso Moro - Ferdinando Imposimato ha nuove prove per i pm?

La procura di Roma apre un fascicolo sul Caso Moro, dopo l'esposto presentato da Ferdinando Imposimato, l'ex giudice che si occupò delle prime indagini, e afferma di avere nuove prove per i pm.

A 35 anni dal sequestro di Aldo Moro, la strage della sua scorta, la lunga prigionia, il ritrovamento del cadavere, indagini, processi, ricostruzioni, romanzi letterari e spettacoli, Ferdinando Imposimato, giudice istruttore del rapimento Moro, ha presentato un esposto alla Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato ne' indagati.

Un esposto che accusa le forze dell'ordine di aver monitorato per settimane il covo delle Brigate Rosse di via Montalcini, e l'ex giudice è pronto a fornire ai pm la documentazione inserita nel suo libro 'I 55 giorni che hanno cambiato l'Italia', edito da Newton Compton il 1 gennaio 2013, manifestando la


"Massima fiducia nella volonta' dei giudici di accertare la verita' sulla morte di Moro".

Sul blog del Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, che in passato si è occupato di importanti casi di terrorismo, come quello che ha ucciso Aldo Moro nel 1978, trovate un accenno ai fatti

La “scoperta” del covo di via Gradoli il 18 aprile 1978, già noto ai servizi da prima del sequestro Moro, e la diffusione del falso comunicato sul lago della Duchessa, vennero usate contro il Presidente della DC per creare un'operazione di facciata contro le BR. Lo scopo era di dissuadere il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa , pronto coi suoi GIS venuti a Roma da Milano, dalla decisione di liberare Moro, ridotto in condizioni umilianti e degradanti a causa della lunga prigionia. Lo Stato stava già operando su altri fronti.
La domanda sorge spontanea. Perché oggi? La risposta spertiamo di non doverla leggere su un libro, o di averla da un altro gioudice tra altri 35 anni...

Via | Ferdinando Imposimato
Foto | Wikipedia

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