Il tempo passa e scoperta dopo scoperta Leonardo da Vinci continua a far discutere e dividere gli animi. La scoperta dello sconosciuto e inedito “Ritratto” raffigurante Leonardo, olio su tavola di cm 60×44, databile al XVI secolo, operata dallo studioso di storia medievale Nicola Barbatelli ad Acerenza in Basilicata, è motivo di accese dispute che dividono gli esperti, in ogni caso da oggi questo ritratto andrà ad arricchire l’esposizione dei circa 50 modelli di macchine Leonardesche, allestita nella basilica romana di Santa Maria del Popolo.
Chiunque potrà contemplare l’opera visitando la mostra nelle Sale del Bramante, prorogata fino al 31 agosto, da qui l’eccezionale scoperta continuerà il suo ‘tour’ tra i più grandi musei internazionali, tra cui l’Hermitage di San Pietroburgo. Per gli appassionati di arte, i curiosi e gli scettici, l’appuntamento inaugurale è per oggi alle 18.30 nella Basilica di Piazza del Popolo.
Valentina =^..^=
05 giu 2009 - 13:28 - #1Molto interessante, l’ho vista due settimane fa circa, da vedere!
Michele induni
22 ago 2009 - 10:33 - #2Io non capisco come si faccia ancora a considerare la sanguigna di Torino l’autoritratto di Leonardo Da Vinci!
Ormai Leonardisti, scienziati, storici dell’arte hanno ampiamente discusso circa la l’impossibilita che il personaggio ritratto non sia e non potrebbe mai essere Leonardo Da Vinci e cio per una serie di considerazioni storiche incontestabili!
Purtroppo, forse per mere ragioni di carattere speculativo, le amministrazioni continuano a evitare confronti scientifici che porterebbero alla sola demolizione di una teoria del tutto casareccia circa il reale volto di Leonardo.
Anche quest’anno numerose scoperte hanno ineterssato questo tema, come la riscoperta ad opera del medievista Nicola Barbatelli, di una tavola lignea raffigurante il volto di Leonardo (oggi definito “leonardo lucano o di Acerenza”).
Una commissione di scienziati (quelli veri), studiosi e storici dell’arte hanno condotto una fittissima attivita di indagini scientifiche che hanno dimostrato che la tavola cosiddetta lucana ha una datazione che corrisponde alla vita di Leonardo, i pigmenti utilizzati sono compatibili con le opere del genio, e sulla stessa pellicola pittorica sono state ritrovate numerose impronte digitali di Leonardo.
Questi risultati saranno resi noti appena la commissione scientfica, guidata dai Prof. Festa, Capasso, Terrasi, docenti delle rispettive Universita di Chieti e Napoli, completera’ i rapporti.Tali risultati saranno di fatto pubblicati sullarivista “Nature” una delle più antiche ed importanti raccolte scientifiche esistenti, forse in assoluto quella considerata di maggior prestigio nell’ambito della comunità scientifica internazionale.
Da tali studi è emerso che esiste una compatibilita tra il volto di Leonardo realizzato dall’allievo Melzi e quello lucano, come sembrerebbe inesistente il rapporto con ritratto di Torino.
A questo punto continuare a credere che l’opera conservata presso la Bibliotca Reale di Torino possa essere ancora considerata l’autoritratto del genio toscano, significherebbe glorificare una iconografia immaginaria e quindi non corrisponedente certamete al reale volto di Leonardo.