Ballottaggio Roma 2013: le ultime gaffe di Alemanno e Marino

Non è ancora finita purtroppo, la scampagnata elettorale. Marino ed Alemanno stanno completando i loro comizi di chiusura, ma intorno a loro le polemiche e gli sfottò non finiscono. Anzi raddoppiano.

marino de blasio liberiamo roma

La sfida televisiva non è bastata. Il primo a "slogarsi" una caviglia con lo "slogan" è Marino. Edoardo de Blasio, candidato col Partito Liberale Italiano in queste elezioni amministrative 2013, lo accusa di un nuovo plagio (dopo quello di "daje!" fatto al Movimento 5 Stelle). "Liberiamo Roma" era la sua bandiera. E lo fa sapere in una nota:

La campagna elettorale di Marino, che lo porterà a contendere ad Alemanno la poltrona da Sindaco al ballottaggio prossimo venturo, ha ritrovato, all'improvviso vigore. La scelta di "Liberiamo Roma" ha catalizzato consenso a sinistra, ha unito sentimenti forti. Forse come non mai. Merito di una sola frase? Chissà...."Liberiamo Roma" pare abbia avuto due percorsi diversi, addirittura contrapposti. Cosa che per i simboli politici è praticamente impossibile.

La verità, invece, è che il padre "naturale" di "Liberiamo Roma" è Edoardo de Blasio,
Già dal Dicembre 2012, il tanto fortunato ed efficace claim indossava la veste di un'associazione, di un sito, di un contenitore di idee e proposte politiche, tutte sotto l'egida paterna di de Blasio. "Liberiamo Roma" muoveva i primi passi come brand politico per poi diventare una vera e propria lista elettorale del Partito Liberale Italiano per le elezioni amministrative del 26 e 27 Maggio 2013.

Cosa è successo dopo, dunque?
A volte, la verità è semplice: Ignazio Marino, candidato del PD, si è impossessato di un claim già esistente, regolarmente registrato e di proprietà di un altro candidato. Non solo. L'ha utilizzato, come è evidente, facendolo diventare il vessillo ufficiale di quest'ultimo scorcio di campagna elettorale, nel momento in cui lo stesso era caduto dopo la mancata elezione di de Blasio e della sua lista...

Lo stesso Edoardo de Blasio dichiara sdegnato:

"abbiamo presentato una lista elettorale con questo nome e la frase “Liberiamo Roma” è stato il claim della nostra campagna elettorale, per di più è anche stato depositato come brand al Ministero dello Sviluppo Economico come marchio.

Non vedo come il candidato a futuro Sindaco di Roma possa ritenersi affidabile visto che ha dovuto copiare il nome dalla mia lista elettorale, facendo finta di nulla. Un candidato che non ha idee per uno slogan, non potrà mai avere una visione sul futuro della città".

Se Marino, che in questo momento sta chiudendo la sua campagna a piazza Farnese, scivola sullo slogan, Alemanno, mentre chiude a piazza Risorgimento, fa un altro capitombolo. Con i manifesti.

Il sindaco uscente attacca Marino con un manifesto che recita: “Marino è contro la vita e la famiglia, VOTA ALEMANNO”.

Uno slogan, che i nostri amici di Happyblog fanno notare, potrebbe avere un effetto boomerang, prima di produrre una serie di manifesti ironici, che prendono spunto proprio da questo.

"apparentemente non ha molto senso per le famiglia italiane tranne che per una famiglia in particolare, quella di Gianni Alemanno già coinvolta nello scandalo di Parentopoli. Come ricordiamo brevemente circa 850 persone, legate da rapporti familiari o politici ad Alemanno, occuparono incarichi istituzionali o d’ufficio all’interno del Comune di Roma".

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