Antropologia urbana: la gattara romana

pubblicato: domenica 15 marzo 2009 da giovanni de stefano in: Centro Storico Antropologia Urbana


L’hobby della gattara (che non di rado giunge ad avere orari più da lavoro part-time che da semplice passatempo) ha da poco conosciuto la sua consacrazione su Wiktionary inglese, e ha goduto di tutta una serie di tentativi di rivalutazione più o meno colti, a partire dalla presenza di Enrica Bonaccorti a Buona Domenica o da quelle gustose puntate dei Simpson in cui quest’attività tutta romana trova forse una delle sue più alte affermazioni a livello internazionale. Nonostante questo, non aveva ancora un post dedicato su 06blog.

Non possiamo e non vogliamo immaginare nemmeno una delle aree archeologiche di Roma, senza annettere paesaggisticamente questa figura. Non soltanto non ci sarebbero più quegli amati felini, pasciuti e viziati come pochi carnivori predatori sanno essere, sempre pronti a privare delle necessaria merendina il piccolo turista straniero distratto. E, questo, nonostante tutto il cibo con cui le bestioline stanno tentando, da decenni, di sfondare di peso nuovi orizzonti evoluzionistici. Senza le gattare, soprattutto, non ci sarebbero più neanche le gattare; per non parlare dei calendari di gatti di Roma, che potrebbero perdere in parte o in tutto la fascinazione che esercitano sul loro pubblico.

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La gattara ama travestirsi da gattara, anche quando la natura del suo rapporto con gli animali non richiederebbe troppa trascuratezza. Ha una divisa da supereroina per animali, che la contraddistingue dappertutto. La gattara, del resto, è trasversale sia come location che come estrazione. Dalle stradine tirate a lucido del quartiere Trieste, fino al ghiaietto più fetido del parco più dimenticato della periferia urbana, la gattara è presente con la sua divisa un po’ romantica, volutamente trasandata, che per alcune di loro sa anche di travestimento, di nascondiglio, di seconda vita.

La vera gattara, difatti, anche la più benestante, gode comunque di una certa doppiezza nel rapporto con la moda e il vestiario. E molte, benestanti, lo sono, e non solo perché si possono permettere di rinunciare a parte del proprio tempo libero o lavorativo, ma perché, a parte le poche offerte che ricevono dal pubblico (e deve trattarsi di gattare molto stanziali (forse solo quelle di largo Argentina, in questo settore di mercato, possono contare su un flusso di cassa costante), deve sostenere discrete spese per il sostentamento della sua colonia. Con qualche simpatica esagerazione. Noi le vogliamo amare e conservare. Voi, quale gattara di Roma amate più delle altre?

foto | antomoose@flickr

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Commenti dei lettori

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  • Giovanni 'Prestige'

    15 mar 2009 - 18:35 - #1
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    Articolo simpatico.
    Comunque non è che il termine sia entrato su Wiktionary inglese “da poco”: magari avete scoperto questo fatto da poco, OK. Ma in realtà il termine è stato registrato nell’estate 2007.

  • Commento #2 (-5 punti) - 15 mar 2009 - 18:35 - Apri commento
  • andrea2001

    16 mar 2009 - 09:28 - #2 (nascondi)
    -5 punti
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    Gattare? molto folcloristiche ma deleterie, sporcano con i loro piattini le strade e incrementano la popolazione felina di cui nessuno sente il bisogno.

    Sono cinico?

  • nead

    16 mar 2009 - 09:36 - #3
    3 punti
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    Cinico?
    No…forse mal informato.

    Leggi qui
    http://www.udacomuneroma.it/colonie_feline/index.asp
    al punto riguardante le Colonie condominiali ;-)

  • GF^Crew

    16 mar 2009 - 10:13 - #4
    4 punti
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    w i gattacci di Roma! Ultimo baluardo di tradizione romana.

  • Profilo di MiAho

    MiAho

    16 mar 2009 - 17:57 - #5
    1 punto
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    @ andrea2001

    Cinico e ignorante direi: le vere gattare non lasciano piattini e recipienti nelle strade dove portano il cibo ai gatti, aspettano che finiscano di mangiare e poi gettano i rifiuti. Probabilmente avrai visto materiale di gente di passaggio che ha avuto comunque il buon cuore di lasciare da mangiare a delle bestiole non preoccupandosi più di tanto dei “resti”in plastica, quel buon cuore che sicuramente non hai tu (e per quanto ti possa interessare sappi che io della tua esistenza e di chi la pensa come te non sento davvero il bisogno).

  • andrea2001

    17 mar 2009 - 11:36 - #6
    0 punti
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    beh… che vi devo dire, si vede che dalle parti mie le gattare sono tutte cafone. Sono contento di sapere che altrove le cose vanno meglio.

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