
E’ triste. Anche se erano in tanti a sospettarlo da tempo. Ora è quasi ufficiale. Alle ore 23.00 di sabato 14 marzo, Cemusa si appresta a sospendere Roma’n’bike il servizio di bike sharing a Roma. E’ persino inutile ricordare che la decisione è stata presa dalla multinazionale spagnola dopo tre mesi in regime di proroga che non hanno portato ad una transitoria o definitiva regolamentazione contrattuale del rapporto con il Comune.
Perché comunque non basta la tipica mossa di allungare un po’ i termini senza investire con convinzione nel progetto. E’ uno scandalo che Il Comune abbia avuto a disposizione vanamente quasi un anno per trovare una soluzione al mantenimento del servizio, e anzi per ampliarlo in maniera finalmente seria e necessaria per una città come Roma. Ora arriva la primavera, e i romani (ma andrebbe offerto anche ai turisti!) restano senza pedali…
fonte: Romanotizie
Albert1
13 mar 2009 - 09:38 - #1…che oltretutto non ho ancora capito perchè non potevamo gestirla “in casa”, ’sta storia.
Elettricità dai francesi, biciclette dagli spagnoli, bah.
Mamaa
13 mar 2009 - 09:52 - #2Roma e i romani dimostrano con i fatti, ogni giorno di più, di non essere all’altezza delle altre capitali europee… ma neanche di tante altre città d’Italia…
Purtroppo lo dico da romana che vive tutti i giorni la sua città caotica, indisciplinata e menefreghista, dal sellino della sua bici.
Riccardo67
13 mar 2009 - 10:41 - #3Era una cosa fatta da Veltroni e come tale andava affondata
Degrado Esquilino
13 mar 2009 - 10:58 - #4Ma cosa significa “internamente”??? Esistono tre società multinazionali che fanno bikesharing al mondo: una americana, una francese e una spagnola. Internamente de che???
(Hard)core
13 mar 2009 - 11:05 - #5Roma ora come ora non è una città ciclabile e non basta mettere i distributori di biciclette per farcela diventare…
Iniziassero a rivedere le politiche di mobilità (e a sistemare il manto stradale ormai letteralmente devastato, ovunque)
warning
13 mar 2009 - 11:07 - #6c’era da aspettarselo… se i tassinari votano in massa Alemanno bisognerà pur dargli il contentino…
Albert1
13 mar 2009 - 11:30 - #7D.E.: dato che non mi sembra che il bikesharing abbia bisogno di chissà quale project engineering, e che di conseguenza non credo che ci sia bisogno di “cervelli internazionali” per metterlo su, mi chiedevo semplicemente perchè non possiamo fare e gestire la cosa da noi piuttosto che bandire concorsi internazionali e appalti transeuropei.
Tutto ciò complice, disperde e procura solo scuse in più per chi non vuol far funzionare la cosa: gli accordi ci mettono più tempo a passare, i soldi fanno un giro di troppo, aspettiamo il tecnico o i ricambi dalla Spagna, tutto costa di più e così via.
Era un dubbio abbastanza lecito, no ?
Albert1
13 mar 2009 - 11:33 - #8Whooops. Refuso: “Tutto ciò complica“…
unaltroqualsiasi
13 mar 2009 - 11:38 - #9@Albert1: probabilmente è più semplice affidare tutto ad una società esterna con un progetto ben consolidato perchè visto l’andazzo dell’ingolfato carrozzone amministrativo italiano per mettere in piedi due bici ci vorrebbero centinaia di milioni di euro e una decina di anni…
turyddu
13 mar 2009 - 11:41 - #10ma che scandalo…
Albert1
13 mar 2009 - 11:44 - #11OK, non dico che le bici le debbano montare a mano gli impiegati del Comune (che pure gli farebbe bene un po’ di pala e picco), dico semplicemente che se la società che gestisce il servizio fosse semplicemente italiana, magari (ma qui chiedo troppo ;)) con sede a Roma, forse si semplificherebbe un po’ tutto.
Tieni conto che tanto l’ingolfato carrozzone c’entra comunque, e che a questo si aggiungono le complicazioni di un rapporto estero, seppur europeo.
Albert1
13 mar 2009 - 11:45 - #12Oggi proprio non ci imbrocco… potevo scrivere un altro “semplicemente”, da che c’ero… ;)
dk1
13 mar 2009 - 12:15 - #13non mi stupisco nemmeno più. solo mi dispiace tanto tanto per la mia città, che seppur di poco pochissimo, era entrata in un percorso “virtuoso” di avvicinamento alle altre città europee, e adesso alemanno in un anno è riuscito a riportarci ai più gretti anni 80 romani.
palazzinari, mazzette e morte civile e sociale della città.
io non l’ho votato, ma se avesse proposto qualcosa, o anche solo migliorato quello che già c’era, avrebbe avuto la mia stima e forse anche il mio voto. e invece niente, zero idee. ma non solo su come gestire una città, ma su come gestire la propria poltrona.
che amarezza.
avere un sindaco così è peggio che avere un presidente del consiglio come berlusconi.
romanoinbici
13 mar 2009 - 12:18 - #14Ragazzi,ma vi siete mai informati su quanto costasse usare tale servizio? ;) Quando uscì e fuì entusiasta e mi collegai al sito per “fare” la tessera,ma quando ho visto l’abbonamento annuo a cui poi andava applicata la tassa a temo ci ho ripensato immediatamente.Andate a farci un giro.
Dolomia
13 mar 2009 - 12:24 - #15da quel che sento, il comune sta gestendo tutto in regime di proroga, in attesa che si formino soggetti in grado di partecipare alle prossime gare.. e non parlo di gare di MTB!
unaltroqualsiasi
13 mar 2009 - 14:58 - #16@romanoinbici: quali costi? Devi solo versare 30€ di cauzione, il che significa che ti saranno restituiti quando il servizio termina o decidi di non utilizzarlo più. Poi la prima mezz’ora è gratis, quindi non vedo costi esorbitanti!
Ariaa
13 mar 2009 - 15:15 - #17noooooo..la mia amata biciclettina rossa…
@romano in bici: forse dovevi informarti un po’ meglio… io l’ho fatto…ho sotto mano il mio contratto ed i soldi che ho speso sono 5 miseri euro a cui vanno aggiunti 30 euro di cauzione, che significa che ora che il servizio finisce, visto che non ho rotto, ne rubato alcuna bici, mi verranno restituiti.
Inoltre è vero che esiste la tariffa a tempo, i soldi ti vengono scalati da quei 5 euro iniziali, però io l’ho presa una trentina di volte, e fino ad ora ho speso un solo euro, perché la prima mezz’ora è gratis, il bike-sharing è pensato per essere utilizzato per brevi spostamenti, non per tenersi la bici per tutta la giornata!
Scusa non me la voglio prendere con te…sono solo delusa per l’ennesima volta da questa città e da i suoi amministratori così miopi.
Ariaa
13 mar 2009 - 15:17 - #18opsss…ho visto solo ora che già avevano risposto a “romanoinbici”… pardon!
Andoram
13 mar 2009 - 17:49 - #19Il solito sperpero di denaro pubblico.
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La solita miopia su progetti ad ampio respiro che in tante città funziona bene e rende un utile servizio ai cittadini
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La solita mancanza di programmare una mobilità alternativa, invece di promuovere la desueta mentalità del fetticio auto.
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La solita tipologia di atteggiamento nei confronti di progetti attivati da un’altra forza politica, senza vedere la finalità costruttiva e magari funzionale alla salute della città.
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La solita tiritera di chiacchere vuote e la solita mancanza di pragmaticità.
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La solita storia di noi italiani, incapaci di rinnovarci e di progettare.
Andreaquello
13 mar 2009 - 17:59 - #20Il problema non è la società di bike sharing che si ritira ma la carenza di piste ciclabili e la totale mancanza di una rete ciclabile in tutta la città….perchè se ci fossero fidatevi il bike sharing non servirebbe, la gente comprerebbe la bici e ci andrebbe anche a lavoro…Poi con il clima mite di Roma la bici si potrebbe utilizzare anche 12 mesi l’anno.Pensate in Nord Europa la utilizzano anche d’inverno nella nebbia, con la pioggia e nella neve..e noi qui…..bah sarà questione anche di mentalità diversa.
romanoinbici
13 mar 2009 - 19:23 - #21@13,e con mezz’ora di bici dove ci vai?Ti fai al massimo piazza del popolo-Piazza di Spagna e la riposi,che senso ha?Ho una bici mia,che ho comprato il giorno dopo aver visto i prezzi,da ladrata,di questo “servizio” comunale.Però funziona,vero?Allora straaaano che abbia fallito in così poco tempo ;)
unaltroqualsiasi
13 mar 2009 - 21:04 - #22@romanoinbici: il servizio serve proprio a quello, non è un noleggio di bici. Serve a spostarsi velocemente da un luogo all’altro, non a farci i giri turistici della città.
Inoltre qualche tempo fa lessi le statistiche sull’utilizzo del bike sharing a Parigi (dove il servizio è diffuso in maniera capillare) e la maggior parte degli utilizzatori stava ben al di sotto dei 30 minuti massimi consentiti…
Dai un’occhiata alla spiegazione di cos’è il bike sharing e perchè è necessario porre dei limiti temporali:
http://roma-n-bike.com/Blog/articolo.asp?articolo=8
unaltroqualsiasi
13 mar 2009 - 21:09 - #23Inoltre basta leggere il testo della notizia per capire che il servizio è stato affossato da lungaggini burocratiche e non dallo scarso utilizzo.
Anche nel comunicato stampa ufficiale viene riportato il successo dell’iniziativa:
http://roma-n-bike.com/Blog/articolo.asp?articolo=11
Andoram
13 mar 2009 - 22:06 - #24In 30 minuti di bici andanto piano si fanno tranquillamente 5 Km.
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Se uno si deve spostare da piazza del Popolo e deve andare a piazza Venezia sono meno di 2 Km.
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Pertanto sono scuse dire che mezz’ora e poco, bastae avanza se si deve fare uno spostamento e non una gita.
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Purtroppo manca la volontà politica di promuovere una vera mobilità alternativa, sviluppando tutta una serie di piste ciclabili messe in rete e in sicurezza è questo quello che manca.
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Inoltre bisogna anche purtroppo confermare il poco interesse da parte della maggior parte dei cittadini verso questo tipo di mobilità.
lollobrigido
30 mar 2009 - 14:51 - #25Per rispondere a qualcuno che obbiettava sul coinvolgimento di multinazionali ecc. sul bikesharing e che non sia difficile da fare “in casa”.
Dico con cognizione di causa che appare semplice ma non lo è, un’infrastruttura affidabile non è proprio banale, certo però non impossibile anche per piccole realtà:-)
Il problema è un altro…il fatto è che probabilmente i comuni pongono dei vincoli per le gare d’appalto che le piccole ditte italiane non riescono a fronteggiare. per questo credo che compaiano le multinazionali, che con buona probabilità si avvarranno della collaborazione delle stesse piccole ditte che per via diretta non possono accedere :-)