Malagrotta chiude, Monti dell'Ortaccio aspetta il Tar e spunta l'ipotesi discarica a Laurentina

I rifiuti di Roma sono ancora poco differenziati, riciclati e spediti ancora a Malagrotta, anche se a partire dall'11 aprile quelli non trattati non potranno essere più conferiti nella città-discarica che chiude definitivamente a giugno 2013, e il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, non ha intenzione di concedere alcuna dilazione. "Non firmerò proroga alcuna per Malagrotta né darò l'ok per altre discariche".

Già, però mentre le sorti della discarica provvisoria di Monti dell'Ortaccio aspettano la decisione del Tar del 20 marzo, chiamato in causa dal ricorso di Roma Capitale, spunta l'ipotesi di spostare la discarica alternativa in una cava, nel quadrante Laurentino, vicino a Porta Medaglia. Ipotesi non formalizzata né comunicata al Comune, che ovviamente non ha tardato a suscitare reazioni e precisazioni, compresa la smentita. (dopo il salto)

Il countdown incalza e il fiato sul collo del commissario Goffredo Sottile deve essere pesante mentre continua la sua ricerca dei siti per il trattamento meccanico-biologico dei rifiuti (tmb), tecnica di lavorazione a freddo dell'indifferenziata (o degli scarti della differenziata), dove inviare il tal quale che gli impianti romani non riescono a lavorare.

Tra le ipotesi si affaccia anche quella della cava autorizzata per lo smaltimento di inerti che arrivano dai lavori per la metro C, che sulla Laurentina occupa 80mila metri quadrati con gli impianti per lo smaltimento dei suddetti inerti su un'area con una capacità di oltre un milione di metri cubi, per i quali i proprietari hanno quindi già chiesto alla Regione una "variante" nell'autorizzazione.

Insomma un'area già provvista di autorizzazione per i rifiuti inerti, che con un cambiamento dei cosiddetti codici cer del materiale da conferire, potrebbe accogliere anche i rifiuti trattati.

Area comunque 'vincolata', come ha tenuto a precisare Massimiliano De Iuliis, consigliere del Municipio XII


"L'area è a ridosso delle abitazioni … tra le vie Laurentina e Ardeatina, ed è sottoposta al vincolo paesistico del decreto Bondi".

Fatto sta che la 'faccenda delle discariche' è una patata bollente che continua a passare di mano in mano, soprattutto tra quelle ci tengono a lavarsele.

Eloquente anche la nota del Commissario Straordinario della Provincia di Roma, Prefetto Umberto Postiglione


"Smentisco tutte le notizie che sono state diffuse in ordine alla mia partecipazione e alla individuazione di siti inerenti trattamenti o discariche per i rifiuti solidi urbani nel territorio di Roma e in qualsiasi altro territorio della provincia di Roma.

Smentisco, altresì, di aver avuto intese al riguardo con il Commissario per i rifiuti, Prefetto Goffredo Sottile e smentisco anche di avere dato semplici suggerimenti in proposito. Preciso, infine, che i compiti relativi a tali attività ricadono nelle competenze del Commissario Goffredo Sottile".

L'ultima smentita arriva dal prefetto Goffredo Sottile, sollecitata dal ministro Clini, riguardo l'identificazione di una qualsiasi discarica, non prevista dal suo mandato.


"Oggi la ricerca di una nuova discarica a Roma non è una priorità e non è neppure un'emergenza, neanche come post-Malagrotta"


al massimo "qualche impianto in più sarà riferito al compost piuttosto che alla discarica"

A chiudere il girone, la nota l'avvocato Andrea Magnanelli, capo dell'Avvocatura di Roma Capitale, che conferma la La decisione del Consiglio di Stato motivata dalla necessita di evitare gravi situazioni di emergenza per la citta' di Roma.

"Il Consiglio di Stato ha confermato i decreti adottati lo scorso 28 febbraio che consentono il trattamento dei rifiuti in impianti localizzati in altri Comuni della Regione".

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