"Costruiamo l'Arco di Libera all'Eur". La proposta dell'onorevole Rampelli divide gli architetti

Riprendo la notizia sulla possibilità ventilata dal deputato-architetto Fabio Rampelli, della Pdl di provenienza Alleanza Nazionale, di costruire l'arco monumentale che Adalberto Libera - grande architetto razionalista del '900 - aveva immaginato come porta sud d'accesso a Roma quando, in occasione della XX esposizione universale del 1942, fu costruito il quartiere Eur.

"Si tratta di un'opera da realizzare non con i soldi pubblici ma con il sistema del project financing ovverosia finanziato da privati a cui si lascia la gestione", spiega Rampelli. L'idea ha suscitato reazioni contrastanti tra gli architetti e storici dell'architettura, che in linea di massima riconoscono il valore architettonico dell'opera ma la reputano fuori dallo spirito dei tempi, con il rischio di concretizzarsi in "un inutile fondale kitsch", per dirla come Renato Nicolini, ex assessore alla cultura al comune.
Una semplice provocazione dal sapore nostalgico o un progetto condivisibile?

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