Negozi curiosi a Roma: Libra, dove s’impara a “fare”

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Il quartiere Coppedé come Notting Hill? Ora è possibile, grazie a Libra: un’associazione, prima ancora che uno spazio espositivo e creativo che nella magica zona romana realizzata dal famoso architetto a partire dai primi del Novecento, ha aperto i battenti nel dicembre 2010.

Ad aprirci le porte di questa casa-studio dove ogni angolo è una scoperta e dove ogni ambiente si tuffa nell’altro con la sua carica di forme e colori, come una matrioska che culmina in un meraviglioso giardino interno dominato da un gigantesco albero di limoni, è Emanuela, che di Libra è l’anima, il cuore, il cervello e le braccia.
“Lo scopo è la creatività”, ci dice, risoluta, spiegando che l’idea di fondo di questo negozio-non-negozio é la messa a disposizione di uno spazio per artigiani famosi e non, italiani e non, per far conoscere le proprie opere a grandi e piccini, in modo da non perdere tra le maglie della frenesia del mondo moderno il fascino degli antichi mestieri che utilizzano, come principale ricchezza, le mani.

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Ed è così che intraprendiamo questo viaggio tra borsette realizzate con il tetrapak unito a scarti di tappezzeria da un’orafa di Palermo che nel tempo libero ottiene anche gioielli da vecchie monete e gettoni telefonici, vestiti monotaglia (basta spostare la spilla!) che una mamma e una figlia stiliste e sarte confezionano in un cascinale di Pavia utilizzando materiale industriale di risulta, quadri di artisti vari, collane di una designer argentina, pochette cucite da una scenografa del Teatro alla Scala di Milano e presentate da bigliettini disegnati dalla figlioletta di pochi anni, grembiuli di una pensionata tedesca, gioielli d’ottone forgiati da un architetto romano che si fa appositamente mandare pietre dure dall’estero.

Sì, perché nello spirito di Libra c’è anche la voglia di reinventarsi di chi, a causa della crisi, magari ha perso il lavoro, o il desiderio di rimettersi in gioco di pensionati che non si danno per vinti: molte le donne, dunque, campionesse del non lasciarsi andare e regine dell’accessorio: “Il nome stesso, Libra, la bilancia, sottolinea l’equilibrio tra sogno e realtà, anche se prima ci chiamavamo El e quindi ancora molti ci conoscono così”, aggiunge Emanuela.

Lei il suo sogno lo sta realizzando, pur tra mille difficoltà, come quella del carico economico che pesa interamente sulle sue spalle, o quella, comune a molte, del districarsi tra la famiglia (ha 3 figli!) e il lavoro: Libra, infatti, per ora è aperta solo su appuntamento e quasi sempre nel weekend. A darle una mano, però, circa 6-7 artigiane che danno vita a laboratori, lezioni e corsi dedicati proprio a tutti: di bassorilievo e pittura, cucito; per i bambini c’è il laboratorio del riuso, gli appuntamenti con il disegno creativo, l’inglese, la fabbrica del cioccolato, il corso di cucina (senza cuocere) in cui si deve essere, però, accompagnati da un adulto.

“L’obiettivo è far capire ai bambini da dove vengono certi materiali e stimolare la loro creatività per scegliere cosa farne. Alla fine portano a casa i lavoretti e li regalano alle mamme”. Tutto si svolge intorno all’immenso bancone (anch’esso riciclato da un negozio di idraulica) di cui Emanuela va particolarmente fiera, come per tutto il resto dell’arredamento, interamente realizzato da lei, dalla vecchia porta diventata camino, all’imponente specchiera fatta rivivere con un’originale copertura fatta di giornali, perché anche gli oggetti, come le persone possono “reinventarsi”.

Della grande famiglia di Libra, molto conosciuta nel quartiere grazie al passaparola (“ma ora vorremmo uscire un po’ da questa logica e farci conoscere”, spera Emanuela) fanno parte studentesse universitarie, pensionate, ma soprattutto mamme con la spinta ad evadere e lo stimolo a sentirsi donne indipendenti oltre che idoli dei loro pargoletti. Per loro e con loro Libra organizza mostre-mercato nel giardino esterno, aiuto per i compiti, servizio di doposcuola, catering e perfino l’affitto degli ambienti per feste di grandi e piccini.

Una grande casa e un bell’ambiente familiare, dunque, sono la forza di questo posto che va assolutamente visitato e sostenuto: “Le attività sono cresciute molto in questi anni e abbiamo ricevuto tanti complimenti – conclude Emanuela – abbiamo partecipato a eventi cittadini come la piantumazione di alberi in un’area verde di questo Municipio, ma poi riuscire a instaurare collaborazioni più concrete e durature è un altro discorso: avevo provato a contattare le scuole del quartiere, o alcune librerie, ma poi, alla fine, quando un’idea funziona, piuttosto te la copiano…”.

Foto | Libra e 06

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