Alemanno, no alle impronte digitali per i rom

"Non ci vogliono le schedature ma l'identificazione". Gianni Alemanno si è espresso così in merito alla proposta di Roberto Maroni di rilevare le impronte digitali ai rom, compresi i minori. Il sindaco ha spiegato di aver telefonato al Ministro dell'Interno e di aver chiarito i nodi del problema: "sebbene ci siano alcune cose che vediamo diversamente non penso sia una persona che ha atteggiamenti intolleranti. Lui mi ha garantito che tutte le scelte fatte dal governo saranno in linea con l'Ue". Alemanno ha sostenuto la necessità di partire dal censimento, aggiungendo che "anche il prefetto di Roma ha detto che questo è il primo dato fondamentale. Bisogna capire come deve essere concordato".

Nel corso di un incontro in Campidoglio con i delegati nazionali dei rom e dei sinti, il sindaco ha presentato inoltre un dossier sui costi pubblici dei nomadi a Roma, relativo alle spese sostenute dall'amministrazione capitolina nel 2006. Una cifra che, secondo i relatori, si attesterebbe sui 26 milioni di euro, di cui 7 messi dallo Stato. "Facendo un rapido calcolo si può dire che un nomade costa al Comune quasi 500 euro", ha spiegato Fabrizio Santori, curatore dell'opuscolo. "Abbiamo calcolato che erogare l'acqua per i campi nomadi costa circa 338mila euro all'anno, gli accessi alle cure sanitarie circa 360mila, l'attacco all'energia elettrica circa 1.492.000 euro, l'accesso ai centri estivi a alle iniziative culturali costano 1.700.000 euro, spesa questa sostenuta da Comune, Provincia, Regione e Municipi.

Fonte | Corriere

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