Dalla regione Lazio una legge che concede maggiori diritti agli immigrati

Immigrati, il Lazio va controcorrente: mentre il governo nazionale si appresta a votare una legge che, nelle intenzioni originarie, trasformerà in reato la clandestinità, oggi pomeriggio il Consiglio regionale del Lazio ha votato una legge regionale che estende i diritti agli immigrati, parificandoli ai cittadini del Lazio per quanto riguarda accesso all'assistenza sanitaria ed alle liste per l'acquisto o l'affitto della prima casa.

La legge, di fatto, mira a rimuovere gli ostacoli che si oppongono all'esercizio dei diritti civili e sociali da parte degli immigrati, clandestini e non, al fine di garantire condizioni di uguaglianza rispetto ai cittadini italiani su temi quali sanità, casa, accesso allo studio e tutela dei minori. L'immigrato, è il messaggio della nuova normativa, prima di essere un clandestino è un uomo e la clandestinità non equivale alla delinquenza.

Primo diritto garantito ai migranti sarà l'effettivo godimento della tutela della salute. Da domani la regione dovrà garantire agli immigrati "gli interventi sanitari previsti dai livelli essenziali di assistenza", "le prestazioni di cura ambulatoriali ed ospedaliere per malattie, infortuni, medicina preventiva e riabilitazione" e la "tutela della gravidanza e della salute dei minori anche per chi non è in regola con il permesso di soggiorno". Tra le altre misure, oltre alla nascita di un Osservatorio regionale contro il razzismo, importanti anche quelle per la casa: con questa legge la Regione "favorirà l'acquisizione della prima casa e l'accesso alle locazioni ad uso abitativo a parità di condizione con gli altri cittadini". Ora vedremo come questa normativa potrà convivere con le leggi nazionali.

Foto: Flickr

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