Il debito dell'Ama: ecco chi non paga

Se i conti dell'Ama sono in rosso, ecco forse una probabile spiegazione. Ai danni dell'azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti di Roma c'è una gigantesca evasione, oltre 500 milioni compresi oneri e interessi di mora. Una cifra superiore nove volte al capitale sociale. E a far mancare una grande fetta degli importi dovuti - 66 milioni che raddoppiano se si tiene conto delle sanzioni per il ritardato pagamento - sono gli enti pubblici.

Nella lista dei grandi evasori della tariffa sui rifiuti compaiono tutti i ministeri (pure quelli soppressi), la Presidenza del consiglio, la Direzione nazionale antimafia, la Prefettura, la Procura generale e la Corte d'appello, la Scuola tecnica della Polizia, la Legione territoriale dei Carabinieri, la Marina Militare, l'Inps, l'Università Gregoriana e il Pontificio istituto Biblico. Il primo posto spetta però alla Fao, che da sola deve ben 5 milioni 337mila euro al netto delle sanzioni. Le Nazioni Unite sostengono tuttavia che l'onere del pagamento spetti all'Italia in quanto nazione ospitante.

Info | Ama

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