Caso Orlandi, si riapre l'inchiesta

Una testimone, interrogata in gran segreto, ha rivelato ai magistrati che seguono il caso della quindicenne scomparsa 25 anni fa, un particolare decisivo per la ricostruzione della vicenda. La donna è stata la compagna di uno dei capi della banda della Magliana, conoscerebbe molti segreti dell’organizzazione e, nella fattispecie, avrebbe avuto un ruolo attivo nel rapimento.

Emanuela Orlandi sarebbe salita su un’auto da lei guidata nel punto in cui era stato fissato un appuntamento con un’altra macchina dopo la sua lezione di musica. Probabilmente si tratta di quella Bmw nera nella quale un vigile urbano sostenne di averla vista entrare davanti al palazzo del Senato. La testimone avrebbe inoltre aggiunto ai pm di avere lasciato la giovane in un altro posto sotto richiesta del boss di cui era la compagna. Sui motivi che avrebbero spinto al sequestro non ha dato spiegazioni, perché non le erano stati resi noti.

Secondo gli investigatori sarebbero comunque da escludere connessioni con l'attenato del 13 maggio 1981 a Giovanni Paolo II e con i Lupi Grigi di Alì Agca.

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