Roma arDente: Le Garage a Porta Portese

Da qualche mese in quella terra di mezzo che è via degli Stradivari, schiacciata da una Portuense trasteverina contro il Tevere, ma a pochi passi anche da Testaccio, ha aperto un nuovo ristorante, al quinto di un parcheggio multipiano e perciò, con poca fantasia ma con tanto brand, chiamato Le Garage.

L’idea è certamente originale, almeno in Italia, perché il posto, ideato – si legge sul sito – da un ingegnere con il pallino della cucina, si pubblicizza come un angolo di New York a Roma, anche se il panorama che si gode dal suo roof garden, incantevole, immaginiamo, in estate, è inconfondibile: il fiume, il rione dei Cocci e il gazometro.

Gli arredi interni sono alquanto ‘fighetti’, minimal e di design, come pure le apparecchiature con i runner e i centrotavola alla cannella (non profumata), il tutto nei toni caldi che spaziano tra il marrone, il bianco e l’ecru. A fronte di questo, però, c’è l’acqua servita nella bottiglia (quelli veramente fighi ce l’hanno depurata alla fonte e in bottiglie artistiche personalizzate) e soprattutto la burinaggine dei gestori che ho il dispiacere di constatare mentre vado in bagno, che confina con la cucina. E vabbé, penso, non si può avere tutto.

Aprendo il menu ci si rende conto che qui la specialità è il pesce: molti fuori carta tra i secondi, anche se in generale le proposte sono poco originali. Avranno sposato la tradizione e la bontà, pur trascurando l’originalità, penso, mentre ordino come entrée il tortino di zucchine con ricotta e prosciutto: è molto gustoso, ha pure una riduzione di pesto ed è accompagnato da alcune foglie di rucola.

Ma le brutte sorprese sono sempre in agguato: non mi riferisco tanto all’altro antipasto assaggiato, la tartare di tonno, che non spicca né per sapore né per aspetto, quanto ai paccheri con calamaretti che risultano al palato molto unti e insipidi. Una brutta esperienza anche la tagliata di manzo: mi arriva nel piatto cruda quando avevo chiesto cottura media ed è piena di grassi e nervetti, inoltre non mi dicono che è di suo accompagnata da patatine alla julienne, così come contorno ordino patate al forno in più! A onor del vero, però, hanno un confit di pomodorini e sono ottime, ben cotte e non bruciate perché a tagliate a fettine e non a tocchetti.

Arriviamo ai dessert: la scelta effettiva è limitata rispetto alle proposte sul menu (cavolo, è sabato sera!) e i dolci del giorno, cioè i consigli dello chef, sono addirittura tristi fra la crostata alla marmellata e la torta di ricotta e cioccolato che è un po’ secca. Anche le mie pere arrosto dovevano essere ripiene di ricotta e cioccolato (che uno si aspetta fondente), invece arrivano con una specie di nutella e granella di nocciole, mentre della ricotta neppure l’ombra. Mi sa tanto che il pasticcere era in ferie.

Con una bottiglia di vino chardonnay dall’eccessivo ricarico, il conto è proprio salato, 100 euro in due: d’accordo che una seconda chance si concede a tutti, ma non so proprio se torneremo a Le Garage, o per lo meno ci vorrà un po’ di tempo!

Le Garage - Ristorante.
Roma, Via degli Stradivari 6
00153 – Roma
www.legarage.it
eat@legarage.it
Tel. 06.5810282
Chiuso a pranzo e domenica

Foto | Flickr

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