Parte finalmente in via ufficiale il servizio di Bike Sharing a Roma.
Vi ricordate? Ne avevamo parlato qualche mese fa, prima delle elezioni. Il progetto, uno degli ultimi pensati e concepiti dalla giunta Veltroni, si è concretizzato lentamente, con l’apertura dei lavori, in questi mesi. Oggi, alla presenza del nuovo sindaco Alemanno, ha finalmente preso vita con il taglio del nastro a piazza di Spagna. Per ora, ha spiegato il sindaco, “Le postazioni sono 19 per un totale di 200 bici”, ma l’obiettivo è arrivare a diverse migliaia di biciclette in qualche mese con postazioni collocate anche nei quartieri fuori dalla Ztl come l’Eur o Prati.
Le regole per il noleggio delle bici sono più o meno le stesse di quanto annunciato in passato. Il primo passo per chi vuole usufruire di una bici del bike sharing sarà una formale registrazione presso uno dei Pit (punti di informazione turistica) e un deposito cauzionale di 30 euro che saranno restituiti qualora l’utente volesse disdire la sua registrazione. Seguirà la consegna di una tessera ricaricabile a discrezione (da 5 fino a 20 euro) ed un lucchetto. Con la tessera si sblocca la colonnina, la bici, e si registra l’onere del noleggio. Poco più alta, rispetto l’idea originaria, la tariffa: la prima mezz’ora sarà gratis, poi 1 euro per i secondi trenta minuti, 2 euro per la terza mezz’ora fino ai 4 euro delle mezz’ore successive “perchè lo scopo - ha detto l’assessore Marchi- è il ricambio e non solo lo svago e perchè vogliamo creare mobilità alternativa”. I cittadini potranno noleggiare una bici in una postazione qualsiasi e lasciarla parcheggiata anche in un’altra. Segue la lista delle postazioni e gli indirizzi dei Pit.
Quste le postazioni attualmente funzionanti dove ritirare le bici: Piazza del Popolo, Piazza Venezia, piazza del Parlamento, Piazza Colonna, Piazza di Spagna, largo Argentina (Largo delle Stimmate), piazza Navona, Phanteon (via S. Caterina da Siena), Campo dei Fiori (piazza del Biscione), Piazza S. Silvestro, Piazza Sforza Cesarini, largo del Tritone (via della Stamperia), Piazza S. Andrea della Valle, via della Scrofa (vicolo della Campana), largo Arenula, Piazza dell’Oratorio, Fontana di Trevi (via delle Muratte), Piazza dell’Oro e via dei Pontefici.
Questi invece i punti Pit dove registrarsi: Castel Sant’Angelo, via Nazionale, via Giolitti, via Minghetti, piazza Santa Maria Maggiore, piazza delle Cinque Lune e piazza Sonnino.
Foto: Flickr
unaltroqualsiasi
13 giu 2008 - 13:10 - #1Ottima iniziativa, specialmente la prima mezz’ora gratuita.
Speriamo che almeno nelle zone dove è possibile, si sviluppi una mobilità alternativa.
Nel quartiere Prati secondo me sarebbe un servizio utilissimo!
Traveller
13 giu 2008 - 13:32 - #2Sempre a dilapidare soldi di tutti noi per sevizi assolutamente inutili!
Spero che, come a Milano, finiscano subito sulle bancarelle dei pizzicagnoli a 10 € l’una!
candido
13 giu 2008 - 13:41 - #3è molto caro come servizio
INDASTRIA
13 giu 2008 - 13:53 - #4troppo macchinoso e troppo caro. La bici ha il vantaggio di essere un mezzo semplice, complicare la vita a chi la vuole usare fa passare la voglia.
homer84
13 giu 2008 - 14:06 - #5A pagamento???!!
Quoto in pieno Indastria: è folle come meccanismo (la registrazione?! I 30 euro?!) e come prezzo.
Al momento vivo in una città (Bolzano) dove lasci il documento, fai i tuoi giri con la bici noleggiata gratis, torni e riprendi il documento. E qui ci sono piste ciclabili su OGNI strada. E dico tutte. A Roma già è tanto se torni salvo a casa: vogliono pure che li pago?!
fabio HS
13 giu 2008 - 14:12 - #6ottima iniziativa
vedremo
unaltroqualsiasi
13 giu 2008 - 14:20 - #7Per chi dice che costa troppo: è inteso come mezzo per spostarsi in centro, e tra una stazione e l’altra in bici ci si mette molto meno della mezz’ora gratuita prevista.
Non è fatto per farsi i giri in bici per la città!
Quello che mi preoccupa è come si ridurranno le bici tra poco tempo: non so cosa è previsto per la loro protezione, ma visto il rispetto che molte persone hanno dei beni altrui, dubito che sopravviveranno a lungo…
don_aldo
13 giu 2008 - 16:27 - #8ma andate a cag are pulciari, compratevela la bicicletta
semprearota
13 giu 2008 - 16:51 - #9Ragazzi perchè sparate sentenze e giudizi sul bike sharing senza nemmeno sapere cos’è, come modello ha avuto successo in tutte le città dove fin’ora si è fatto, quindi magari informatevi nelle città europee e poi giudicate l’iniziativa.
Traveller stai tranquillo che a te i soldi non te li chiede nessuno, non li vogliamo, tienteli stretti!!!, e poi a Milano ancora non è partito il bike sharing, quindi che piffero ci racconti!!?
Piuttosto vatt’a comprà ‘na caciotta dar pizzicarolo de Milano, va’ va’!!!!
In ogni modo a tutti quelli che stanno bocciando il bike sharing romano, e lo stanno liquidando propongo fra 1-2 e poi tre mesi di dare un’occhiata alle iscrizioni e al numero dei prelievi che vengono effettuati giornalmente e mensilmente sul sito www.roma-n-bike.com, le cifre soltanto ci daranno un’indice di gradimento da parte dei romani, al di là delle chiacchere di ognuno di noi saranno quelle a contare.
Il Bike Sharing è pensato per gli spostamenti brevi in città. Prelevo una bici la uso e la parcheggio nella postazione più vicina al punto dove devo andare.
Costo=0 se effettuo lo spostamento nella prima mezz’ora.
I 30 euro sono di cauzione, e mi sembra un costo possibile, più che giusto in modo che quelle bici non le usino cani e porci, chi usa quelle bici ha un minimo di cura e di rispetto visto che ha pagato 30 euro.
Ovvio che a Roma ci sono parecchi ostacoli, i san pietrini, il traffico, lo smog. E’ un’iniziativa che sprona il comune a fare politiche per la ciclabilità, piste ciclabili, e diffondere la cultura della bicicletta come mezzo di trasporto urbano, pane quotidiano delle più grandi metropoli europee, civilizzate!.
Sicuramente ci saranno alcune cose da cambiare, miglioramenti e aggiustamenti via via nel tempo, questo è solo l’inizio…
Ziek
13 giu 2008 - 16:58 - #10E andiamo!!!! Adesso il primo che vandalizza le postazioni o parcheggia il motorino tra le colonnine verrà crocifisso pubblicamente in piazza.
Ziek
13 giu 2008 - 17:00 - #11Costa caro? Maddechè? La prima mezz’ora è gratis e per il 99% degli spostamenti in bici serve molto meno di mezz’ora. Poi fatevi il calcolo di quanto spende la vostra auto di benzina. Almeno 3-4 euro al dì.
ps. In tutta Europa questo servizio già c’è da un pezzo, solo noi pecoroni pretendiamo il posto SUV a Vicolo del Cinque.
semprearota
13 giu 2008 - 17:05 - #12Vi segnalo il nuovo singolo “La Bicicletta” delle “Radici del Cemento” ascoltabile in anteprima sul sito del Bicycle Mobility Forum:
http://www.bicyclemobilityforum.org/site/index.php?option=com_wrapper&Itemid=69
Un brano che ci propone di riscoprire i benefici, i vantaggi e i lati positivi che la bicicletta porta a coloro che la riscoprono e tornano a utilizzarla in ambito urbano nella vita di tutti i giorni. E’ un modo diverso di vivere la realtà, molto più vicino alle persone, alle relazioni sociali, molto più partecipi della nostra città.
Ieri ho incontrato per strada un tizio che ha riscoperto la bici dopo che gli era stata tolta la patente, è tornato a vivere! Ora macina chilometri per Roma con ormai un buon allenamento e una buona bici.
salvaconnome
13 giu 2008 - 17:16 - #13Le bici nelle postazioni sono pesanti quindi bisogna fare fatica per farle andare. Avrebbero dovuto mettere a disposizione bici più moderne e leggere. Avrebbero potuto offrire in opzione anche bici con la pedalata facilitata dal motorino elettrico a un prezzo maggiore come avviene a Parigi, così da permettere anche agli anziani e ad i poco allenati ad adottare questo mezzo. Comunque è positivo che almeno sia partito. Speriamo che mano a mano siano apportati miglioramenti.
semprearota
13 giu 2008 - 17:44 - #14Salvaconnome le bici di Parigi sono più pesanti, (22,5 kg), hanno 3 marce, non hanno il motorino elettrico e il costo del servizio è uguale!!! dove hai preso queste informazioni!!??
Chi vuol saperne di più sul bike sharing parigino guardi qui: http://www.fiab-onlus.it/velib.htm
Se qualcuno vuole la bici con la pedalata assistita se la compra!!! costano sopra i 500 euro l’una!!! il Comune ha pensato a garantire un modello di bicicletta di base, con 7 marce, parafanghi, cestino, portapacchi e dinamo!
Ziek
13 giu 2008 - 17:47 - #15Parlo a nome di chi c’è stato: non solo le biciclette sono leggere (e di ottima fattura), ma hanno anche il cambio shimano.
Biologo80
13 giu 2008 - 21:39 - #16oh ma sapete solo lamentarvi?? un’iniziativa del genere è lodabile e appena sarà possibile farò uso di questo servizio! alla faccia vostra e delle vostre macchine super costose, imbottigliatevi pure nel traffico, quando saranno esaurite le riserve di benzina della terra riderò io.
fabio HS
14 giu 2008 - 00:03 - #17speriamo solo che i vandali muoiano prima di rovinare il tutto..
anche perche’ diciamolo… siamo veramente poco curanti delle cose pubbliche.. mi viene una rabbia nel passare per il centro e vedere i muri imbrattati..
dovrebbero amputargli le mani
cmq ho l’impressione che chi critica lo fa pensando che sia un’iniziativa di destra.. pero’ in verita’ e’ stato il canto del cigno della giunta veltroni (na cosa buona l’hanno fatta… in un mare di sprechi)
Chabba
14 giu 2008 - 00:21 - #18E’ un buon inizio!
Da buon ciclista pre-bike sharing quoto tutti quelli che hanno detto che la mezz’ora basta e avanza per fare quello che volete. Nulla toglie che se devo fare qualsiasi cosa la prendo e la lascio, faccio quello che devo fare, ne prendo un’altra e ritorno indietro.
Purtroppo qualcuno è abituato ad andare, parcheggiare in doppia fila, fare quello che deve fare e tornare indietro.
Daje, cominciamo a mollare il nerolucidoclimatiddissiai di caiofabricius ;-)
oltre
14 giu 2008 - 10:26 - #19Oddio, dire che le bici sono di ottima fattura è un po’ troppo. Su Roma pedala se ne è discusso abbondantemente (da chi in bici ci va veramente e da chi con le bici ci lavora): sono bici con componentistica molto entry level, economica e sicuramente si poteva far meglio ma non per questo il progetto è da affossare.
Quindi iscriviamoci, iscriviamoci, iscriviamoci…
mario ruoppolo
14 giu 2008 - 10:39 - #20Avrebbero dovuto mettere delle motociclette…gratis…anzi meglio…tu prendi una bici e il comune ti paga per la gratitudine…e visto che c’è…mette a disposizione anche la scorta…quella del Quirinale per intenderci…così uno viaggia tranquillo…e il 100esimo noleggiatore vince una minicar o un SUV…a scelta….e può investire 3 biciclette con un indulto preventivo…
Se le reazioni a un’ottima iniziativa come questa sono come alcune di quelle che si leggono sopra, allora sì che stiamo freschi. A voglia a tentare a cambiare l’Italia…che tristezz’…
don_aldo
15 giu 2008 - 08:07 - #21tempo fa mi sono comprato una bicicletta fighissima in telaio di alluminio leggerissima ecc.ecc.
purtroppo non ci posso andare al lavoro perchè sullo stradone mi arrotano, e mi ci posso divertire solo nel tempo libero.
il bike sharing non mi risolve una cippa
ceska
16 giu 2008 - 10:48 - #22Don Aldo non demordere! Anch’io per arrivare a lavoro devo fare uno stradone (la Laurentina!!!!) e le prime volte ho riscoperto preghiere che non dicevo da quando ero bambina!!
Ma i vantaggi in termini di tempo (e non solo) sono indiscutibili, i giorni di vera pioggia sono pochi e ho la fortuna di poterla mettere al cicloparcheggio… meglio di così!
Per la cronaca, tanto per darti un’idea di chi usa quotidianamente il velocipede: non sono una pischella, lavoro in un ufficio di una casa editrice e con la bici ci porto anche il pargolo a scuola.
don_aldo
16 giu 2008 - 12:13 - #23ceska, io invece in termini di tempo ci rimetto, per cui per abitudine prendo la macchina
però se la benza aumenta ancora…. chi lo sa
mauus
16 giu 2008 - 12:20 - #24L’idea è buona , ma il contesto è totalmente incompatibile. Le distanze sono elevate e l’aria di roma non è certo idonea per belle respirate sotto lo sforzo della pedalata.E lo smog , i monossidi e le polveri fini sono emessi soprattutto dai grossi diesel (autobus,veicoli ama,furgoni…..) e dagli impianti di riscaldamento.
dottorsqualo
17 giu 2008 - 15:48 - #25e daie che famo pure i polpaccetti……
sbiecrib
17 giu 2008 - 16:55 - #26@mauus: ma perchè…ti credi che fermo in macchina in mezzo al traffico con i finestrini chiusi ti respiri meno smog di chi va in bicicletta? Si, certo..se chiudi anche i bocchettoni dell’aria e se riesci a stare in apnea sicuramente si….probabilmente sei apparentato con Rosolino. Credo ti manchi qualche nozione scientifica.
inoltre i diesel emettono più polveri dell catalitiche ma meno benzene…stare a fare ora una questione di quali mezzi a quattro ruote siano migliori mi sembra fuori contesto.
nigna
18 giu 2008 - 15:46 - #27a
semprearota
18 giu 2008 - 20:42 - #28Ragazzi esistono le mascherine antismog, io la uso:
mascherina usa e getta ai carboni attivi FPP2 con valvola di espulsione dell’aria, per andare in bici in città sono ottime, durano circa un mese, le comprate dal ferramenta e se non ce l’ha gliele fate ordinare!
Degrado Esquilino
19 giu 2008 - 10:50 - #29Sto preparando, chiedo il contributo di tutti, un documento che enumeri tutte le assurdità del servizio. Lo posto qui. Quando sarà completo e soprattutto condiviso da tutti gli operatori, i comitato e le associazioni di ciclisti puntero’ a mandarlo dovunque. Contestualmente direi di creare un COMITATO BIKE-SHARING ROMA, sto per registrare il dominio. Insomma, ci stanno prendendo per i fondelli fornendoci un servizio di bike-sharing che è una pallida caricatura di quanto avviene all’estero: almeno facciamoglielo notare.
NUMERI
Il servizio parte a Roma con 200 biciclette in un solo Municipio e con 19 stazioni. Tanto per fare un esempio, questi numeri sono gli stessi con cui è partito lo scorso 5 giugno il servizio “Bicimia” a Brescia. Soltanto che Brescia è grande 15 volte meno di Roma ed ha una frazione dei turisti della Capitale. A Parigi il servizio partì, un anno fa, con 10.600 biciclette per la sperimentazione in tutti gli Arrondissement con 750 stazioni. A Novembre del 2007 (dopo quattro mesi dall’inauguraizone) le bici superavano già le 20 mila e le stazioni erano oltre 1400, una ogni 300 metri, in tutta la città. Si sta puntando alle 50mila biciclette. Su un territorio comunale, tra l’altro, che è grande 10 volte meno che quello di Roma ed ha un terzo degli abitanti in meno. A Barcellona, dove ad oggi un cittadino su 10 ha deciso di spostarsi in bici, le dueruote del servizio Bicing gestito da Clear Channel (quello parigino è gestito da Decaux) sono 4300, 138mila gli abbonati (che crescono di 330 unità al giorno). Tra l’altro a Barcellona il successo clamoroso del servizio ha portato molti cittadini a comprarsi una bicicletta privata: i ciclisti sono passati da 45 a 58mila in un anno! Il servizio romano, invece, gestito da Cemusa, è inserito nel circuito Bicincittà (con Bari, Brescia, Cuneo, Biella, Novara, Parma, Pistoia, Prato, Reggio Emilia ed altri comuni minori) che ha in tutti i comuni in cui è presente ben… 8mila iscritti. Per continuare con qualche esempio, tornando alla Francia, basti vedere che 200 biciclette sono la dotazione che oltralpe è data a cittadine come Mulhouse, Besançon e Aix-en-Provence, ad oggi siamo posti a livelli di queste realtà.
DESIGN
la Parigina Velib’ ha un look anti vandalismo curato dalla azienda di urban-design Decaux, una ditta che, per dire, si fa disegnare le insegne turistiche di parigi da Philippe Starck! Le stazioni della spagnola Cemusa a Roma sono quanto meno discutibili. Dei parallelepipedi rossi e bianchi che gridano vendetta, chi è il designer? Diteci chi è il designer! Tra l’altro con una visibilità della luce segnaletica (la lucina rossa o verde che è diventata la caratteristica di ogni strada di Parigi) scarsissima durante il giorno. Le superfici delle ‘borne’ romane sono lisce, dunque attaccabili dagli adesivi pubblicitari abusivi. Quelle parigine sono bitorzolute e dunque facilmente pulibili e assolutamente in linea con tutto l’arredo urbano parigino che utilizza lo stesso materiale e la stessa superficie di difficile attaccabilità da parte degli attacchinatori. Il colore, a Parigi, è un neutro ed elegantissimo antracite che non disturba praticamente mai l’estetica delle strade in cui è installato. La resistenza dei rocchetti francesi è notevolissima, quelli romani sono già accasciati (ad es. la stazione di Via della Scrofa) ancor prima di essere entrati in funzione. Il design delle biciclette romane non è brutto, ma è pericolosamente normale. Le velib’ sono inconfondibili e a Parigi ormai fanno parte del paesaggio urbano (non è neppure possibile scattare una foto senza vederne alcune sullo sfondo) il loro colore è stato scelto direttamente dal Sindaco Delanoe tra le varie proposte del designer Patrick Jouin affinché si integrassero con eleganza nel contesto urbano, le Bicing barcellonesi sono diventate famose per essere bicolori e, secondo una recente inchiesta pubblicata su D di Repubblica, hanno soppiantato quanto a popolarità i famosi taxi giallo-neri della città. Tra l’altro caratterizzare le biciclette significa rendere molto molto meno appetibile il lavoro dei ladri: una bicicletta che si vede lontano un miglio essere quella del bike sharing (come la Velib’ parigina, ma anche la Bicing barcellonese che ha addirittura, per distinguersi, una ruota più grande dell’altra) è molto meno interessante da rubare. Riguardo ai loghi, ai brand del servizio, Roma risulta anche qui platealmente sconfitta dal simpaticissimo Velib’ e dal caratteristico Bicing, il nostro Roma-n-bike è inadeguato, brutto, sbagliato, non memorizzabile. Non a caso a Parigi si dice “hanno inaugurato una stazione del velib’ sotto casa mia”, a Roma si dirà sempre “hanno inaugurato una stazione del bike-sharing sotto casa mia”. Tutte le agenzie, i giornali, gli articoli e le recensioni parlano, a Roma, semplicemente di “bike sharing”, non di “Roma-n-bike”. Tra l’altro il nome del servizio parigino si presta a creare dei nomignoli e degli pseudonomi che fidelizzano l’utenza e ‘fanno community’. Gli utilizzatori del bike sharing nella capitale francese infatti si chiamano velibien, a Roma come dovremmo chiamarci? Roma-n-bikers? Suvvia… Occorrerebbe una survey, magari online, per far decidere il nome del servizio agli utenti.
LOGISTICA
Il successo o l’insuccesso di ogni bike sharing che si rispetti dipende anche dalla disponibilità delle biciclette nelle stazioni. E può succedere, a Parigi succede sempre, che ad esempio al mattino le bici siano prese d’assalto nei quartieri residenziali per essere portate in massa nei quartieri di lavoro. Dove magari si rischia di non trovar posto ecc. A questo servono i camion che, di continuo, staccano biciclette nelle stazioni sovraffollate e le attaccano in quelle svuotate. A Parigi vanno su e giù in tutta la città, lo stesso a Barcellona o a Lyon. Ci dovranno dunque spiegare come sarà possibile gestire questa tipologia di traffico avendo optato in questa prima fase a stazioni collocate nei vicoletti piu impervi del centro. Dove passeranno i furgoni-con-rimorchio? Dove sosteranno per effettuare le operazioni? Alcune delle 19 stazioni sono affogate nel più impervio labirinto di vicoli. La cosa rischia di rendere difficilissimo il servizio fondamentale di governo dei flussi.
Da non dimenticare che a Roma non esiste alcun piano per la costruzione di piste ciclabili. E mente assai chi pensa che la città non sia adatta alla bicicletta: neppure Parigi lo era. I primi dati dell’assessorato alla mobilità parigino parlano di spostamenti in bicicletta che in un anno sono passati dall’1% al 10% del totale in città. Un successo clamoroso che ha trasformato Parigi da una città ostile alle bici (con quei boulevard dove si sfreccia come su autostrade) a una capitale mondiale della bicicletta tanto che ormai i siti e i blog sono affollati di recensioni di turisti che non prendono più il metro’ preferendo le biciclette pubbliche per fare qualsiasi cosa, compresa la spesa.
FACILITA’ DI UTILIZZO
Il servizio non è accessibile ai turisti, a Parigi è diventato uno strumento fondamentale della mobilità dei non parigini.
Il servizio non è utilizzabile nottetempo, ma è proprio di notte che occorrerebbe di più non essendoci i mezzi pubblici e essenndo scarsi i taxi. Inoltre è proprio grazie ad un continuo presidio notturno da parte degli utenti, da parte di chi prende e lascia biciclette che si può scongiurare il vandalismo.
A Parigi (come a Lyon) il servizio è utilizzabile a partire da 14 anni, a Roma occorre essere maggiorenni. Ma sono proprio i ragazzi (che magari non hanno auto o scooter) a potere essere educati ed abituati a girare in bicicletta fin da giovani. Così facendo si perde tutto il valore didattico dell’iniziativa.
La sperimentazione, c’è da dirlo, è tale se durante il periodo sperimentale si appronta anche una opportuna fase di education. A Parigi, per esempio, durante la sperimentazione in ogni arrondissement c’era una stazione dedicata a fare istruzione a chi trovava difficoltà ad utilizzare il servizio. A Roma niente di tutto questo, il servizio è li e spessissimo capita agli utilizzatori che prendono o posano una bici di essere avvicinati da altri cittadini che chiedono informazioni, modalità, tariffe. I primi utilizzatori del Roma-n-bike stanno facendo i consulenti a gratis per conto del Comune, evvabbe…
Per abbonarsi al servizio occorre interfacciarsi con i punti di informazione turistica (i pochi chioschetti del centro, che dovendo seguire gli abbonamenti al bike-sharing trascurano il loro normale lavoro ovvero quello di assistere ai turisti) e li sottoscrivere un abbonamento. Non è possibile, a differenza ad esempio di Parigi, abbonarsi semplicemente online; non è possibile, a differenza di Parigi, abbonarsi direttamente alla stazione con carta di credito. E così mentre a Parigi o a Lione ci si abbona direttamente da casa, a Roma bisogna fare una fila, firmare 12 documenti, ricevere 3 ricevute. Tutte queste firme non occorrono neppure per comprare casa.
Le biciclette non hanno un lucchetto integrato, come in tutto il resto del mondo. Quest’ultimo viene consegnato a mano (!!) dagli addetti dei centri di informazione turistica. Secondo lorsignori l’utilizzatore dovrà prendere la bicicletta, utilizzarla per una mezz’ora e poi andare in giro, magari a prendere la metrò, con in mano un… lucchetto con catena!! Ma quando mai?? Dove lo metto? Nel taschino della giacca? Nel marsupio? O in borsetta?
Le stazioni non hanno una colonnina informatizzata -come accade a Parigi e Lyon- che permetta di avere tutta una serie di servizi: abbonarsi, chiudere l’abbonamento, controllare il proprio credito o la propria spesa, se la stazione è piena controllare quale è la stazione più vicina con posti disponibili e così se la stazione è vuota e poi fare la diagnostica della bicicletta se si riconsegna una bicicletta cui, ad esempio, è saltata la catena o si sono guastati i freni. Tutte cose impossibili da fare a Roma. Inoltre quando si arriva ad una stazione già tutta piena, invece di avere un display che indica le stazioni vuote nelle circostanze, occorre chiamare un numero verde che però, spessissimo, risulta non funzionante.
La tessera magnetica che sarà utilizzata per ritirare le bici non sarà in alcun modo integrata con il servizio pubblico di Atac. A Parigi la stessa tessera serve per entrare in metro’ o per ritirare la propria Velib’ indifferentemente. E anche a Brescia i servizi sono parzialmente integrati. Era davvero così tecnologicamente difficile integrare la bicicletta con il bip&go di Atac? Niente affatto, ma così facendo il servizio avrebbe funzionato. E non sia mai che funzioni…
IN ITALIA
Roma utilizzerà la piattaforma di Bicincittà (www.bicincitta.com) con una tecnologia Cemusa appunto. Questa piattaforma è utilizzata esclusivamente per città piccole o piccolissime. Con l’unica eccezione di Bari e appunto Brescia dove il servizio è appena partito. A Bari, invece, il servizio è molto deficitario. Vi sono cinque stazioni e solo 500 abbonati contingentati, praticamente se vuoi abbonarti ora non puoi farlo: è stato raggiunto il plafond. Si tratta, a prima vista, di un servizio adatto per centri piccoli, non certo per Roma. Milano si è premunita e per le sue 2000 bici che partiranno con l’estate (pochissime per Milano, ma sempre meglio delle 200 romane) ha affidato il servizio a Clear Channel, multinazionale americana che gestisce il Bicing barcellonese. Anche Torino è pronta. La città ha trovato 2 milioni di euro di investimenti per il servizio (non come Roma, che lo fa solo perché è gratis) e la sperimentazione parte con 116 stazioni (noi 19 !!!) e con 1.160 biciclette, in una città con un terzo degli abitanti di Roma e con un decimo dei turisti! A pieno regime, poi, Torino avrà 3900 biciclette e sarà il bike-sharing, sic, più grande del paese. All’ombra della Mole poi hanno un piano, in parte già realizzato, di 290 kilometri di piste ciclabili. Equiparabili a quelle di Parigi (371km), Barcellona è invece già arrivata a 128 kilometri e punta ai 200 per il 2011. C’è poi Firenze, altra città molto adatta alla bici, dove con l’autunno si parte con 50 stazioni e 800 bici che puntano a raddoppiare in due anni.
CURIOSITA’
In questi mesi con le stazioni già montate e il servizio non ancora partito, il Roma’n’Bike è stato ampiamente utilizzato per il posteggio abusivo dei motorini e per la doppia fila delle auto. Mesi e mesi di diseducazione al rispetto di queste stazioni. Sarà davvero buffo se, arrivando ad una stazione con magari solo un posto libero, si trovi questo stallo occupato da un motorino o se, peggio, si trovi la stazione completamente ostruita da qualche auto in doppia fila.
L’assessore all’ambiente continua a dichiarare che anche l’Eur sta pensando un suo servizio di bike-sharing. Roma rischia così di essere l’unica città ad avere due servizi e due gestioni, per un prodotto che necessità come l’aria di essere invece integrato.
CONCLUSIONI
Insomma, per concludere, il rischio e la sensazione è che il servizio a Roma sia stato fatto apposta per NON funzionare. Basti pensare che non ci sono stazioni (fatta salva Piazza di Spagna) che abbiano l’interscambio con le uscite del metro’. Per dire: vengo con la metro a Barberini e poi piglio la bici per andare in centro. Niente. Non c’è stazione del bike sharing alla Stazione Termini, non c’è alla fermata Flaminio ne alla fermata Repubblica. Non c’è in prossimità degli ospedali, non c’è nelle varie sedi dell’università. E’ stata sopressa, guarda un po’, la fermata a Colosseo che avrebbe servito gli utenti della Linea B della metro, fino ad Ostia. Sospesa per un parere negativo della soprintendenza, si dice, ma allora perché nello stesso punto in cui doveva sorgere la stazione c’è un affitta-bici grande un ettaro !? A Barcellona sotto la stazione del metro’ ci sono le frecce che ti indicano da quale rampa uscire per trovare la stazione del Bicing! Insomma Roma-n-bike sembra fatto apposta per poter dire: lo vedete, la gente non lo usa, a Roma la bici non può funzionare. E invece, se venisse fatto seriamente, funzionerebbe e sarebbe un successo clamoroso come è a Parigi dove nessuno se lo sarebbe aspettato. A Parigi il servizio si è inaugurato con 10.600 bici. E si è detto subito: il giorno 4 settembre saranno 14.000, il giorno 31 dicembre saranno 20.000 e si sono rispettati i tempi. A Roma non esiste, guarda un po’, alcun progetto di sviluppo. Solo fino a qualche mese fa si sentiva dire cose tipo: “se le cose andranno bene si passerà a 20mila biciclette”. Ma sono mesi che questa cosa non si ripete più. A Parigi hanno dichiarato le 20mila biciclette senza dire “se le cose andranno bene”, perché è ovvio che se le cose vuoi farle andare bene vanno bene eccome vista la portata rivoluzionaria del progetto. Se le vuoi fare andare per forza male, invece…
INDASTRIA
03 nov 2008 - 11:55 - #30a me sa che molti che hanno lasciato commenti in bici ci vanno bene poco.
Personalmente in città in bici sono 20 anni che ci vado. Auto? non so cosa sia.
non sono contro il bikesharing sono contro QUESTO bike sharing.