Il pomeriggio di Alemanno: una cronaca

In via Salandra il comitato per Alemanno sindaco è una saletta. Col senno del poi gli organizzatori avrebbe attrezzato ben altra sede, perché dalle 16 di oggi è stato un continuo viavai di giornalisti, operatori, simpatizzanti, che si sono avvicendati nell'intervistare e congratularsi con il neo primo cittadino. Lui, Gianni Alemanno, si affaccia due volte: nella prima invita alla calma i presenti perché 70 seggi scrutinati sono ancora pochi; la seconda si lascia andare e saluta a due mani. Qualche sciagurato gli risponde con un braccio solo e sventola un cattivo ricordo. In strada passano i tassì che urlano e strombazzano, fino a quando i vigili non transennano la strada. Arriva Tajani, fra i primi a incontrare il sindaco, poi Gustavo Selva e Pasquale Squitieri, a cui era stato promesso un posto di rilievo nella Festa del Cinema. Ecco Enrico Montesano, che in passato aveva appoggiato Rutelli: "Era ora di cambiare", dice guadagnando a fatica la sala stampa. Una folla sempre più numerosa agita il tricolore e applaude Fini e La Russa, accorsi da Montecitorio dove stavano ultimando i dettagli per il nuovo governo. Infine scende anche Alemanno, sorridente al limite dell'imbarazzo, che si concede con pazienza alle dirette tv e radio: "Sarò in sindaco di tutti". Buon lavoro.

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