Roma vista dall'estero: il commmento del NY Times

Quasi un paradosso. Nell'ultima settimana di una campagna elettorale incentrata sul tema della sicurezza e il giorno successivo all'aggressione alla studentessa africana da parte di un rumeno, il New York Times pubblica un articolo su Roma e su quanto sia bello passeggiarvi di notte. Autore del lusinghiero pezzo è Ian Fisher, inviato nella Capitale e già firma, qualche mese fa, di un fondo dedicato all'Italia: un paese triste "che non si vuole più bene", del malessere diffuso, dell'anzianità, della scarsa diffusione della tecnologia e della poca fiducia nelle istituzioni.

Roma, secondo Fisher, è invece una grande capitale che offre ad abitanti e visitatori l'esperienza di uno "spettacolo della vita" senza percezione del rischio o del pericolo. Con un consiglio ai lettori: passeggiare nottetempo. E lo suggerisce citando un classico: "Lo diceva Giovenale 1800 anni fa che solo un pazzo poteva uscire di sera, a Roma, senza aver fatto prima testamento. Oggi, uscire a cena, o dopo, è una scelta che si può fare in tutta tranquillità. Oggi la notte non oscura ma illumina Roma, e le tante parti che la compongono. Roma è come un teatro, e come tale è possibile goderla".

Fisher, newyorkese di nascita, non comprende né percepisce il clima di insicurezza di molti romani, abituato forse ai numeri della Grande Mela che nella settimana dal 7 al 13 aprile ha fatto registrare 5 omicidi, 30 violenze sessuali, 381 rapine. Roma, che non è New York ma neanche Stoccolma, ha la media di quattro stupri all'anno. Un decimo di Londra, ma comunque troppi. Fisher partirà a breve per gli Stati Uniti, dove rimarrà per un lungo periodo. Quanto tornerà nell'Urbe troverà una nuova giunta, qualsiasi essa sia, che dell'impegno a debellare la criminalità ha fatto il suo slogan. Sarà curioso allora leggere un suo nuovo commento.

Qui l'articolo di Fisher (in inglese) dal sito del NY Times.

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