Elezioni 2008: i "big" rimasti fuori

La stampa li definisce con dileggio dei "trombati". Sono quelli che dalla conta dello scrutinio dei voti rimangono fuori da ogni cosa, Camera, Senato, enti locali. Questo che segue è un elenco breve dei nomi più o meno illustri, o che si pensava fossero sicuri eletti, che tornano in casa con le pive nel sacco. Panatta Adriano, lista Rutelli: 598 voti ottenuti, pochini. Consenso più alto ma risultato uguale per gli ex assessori alle Periferie, Dante Pomponi e Paolo Corazza, e per il consigliere verde Ferdinando Bonessio: tutti e tre nella lista Arcobaleno, tutti e tre rimasti a bocca asciutta. Nel Pdl niente da fare per Sergio Marchi, storico rappresentante di An: 2804 voti buoni per il sugo.

Considerazioni a parte per Mino D'Amato, ex giornalista televisivo che in molti ricorderanno per la camminata a piedi nudi sui carboni ardenti che gli valse l'imperituro nomignolo di Mino D'Amianto. Impegnato da sempre in associazioni e attività per il sociale, il Nostro si candidò anni or sono per An. Poi passò con Alessandra Mussolini all'epoca dello strappo con Fini. Quattro giorni fa si presentava moderato per Veltroni. Voti presi: 232. Tieni duro, Mino.

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