Bike sharing, si parte - A piazza di Spagna sta per aprire la prima postazione

pubblicato: mercoledì 13 febbraio 2008 da emiliano

Con qualche settimana di ritardo sono finalmente iniziati a piazza di Spagna, e dureranno pochi giorni, i lavori per installare le prime postazioni di Bike sharing nella Capitale.

A dare la buona notizia, a poche ore dalle sue dimissioni, è stato il sindaco di Roma, Walter Veltroni. “Con l’apertura del cantiere per la realizzazione della prima postazione di bike sharing in Piazza di Spagna - hanno spiegato il primo cittadino della Capitale insieme all’assessore all’Ambiente Dario Esposito - il Comune di Roma dà il via al programma sperimentale di noleggio e resa di biciclette nel centro storico che prevede l’installazione di 20 stazioni e 250 biciclette per uso pubblico. Nei prossimi giorni apriranno i cantieri per l’installazione delle altre postazioni in modo da avviare il servizio già nella prossima primavera (e poi 20.000 bici dopo altri sei mesi). Il servizio di bike sharing - ha aggiunto il sindaco - consentirà innanzitutto ai cittadini di potersi spostare nelle zone centrali della città in modo più agevole e economico, e una volta entrato a pieno regime, la bicicletta condivisa integrerà l’offerta di mezzi pubblici, diminuendo la congestione del traffico e le emissioni inquinanti, a tutto vantaggio della salute dei cittadini e della loro qualità della vita.”

Le bici, dunque, saranno collocate nei seguenti siti: Piazza del Popolo, Piazza Venezia (in piazza Madonna di Loreto), piazza del Parlamento, Piazza Colonna, Piazza di Spagna, Argentina (Largo delle Stimmate), Navona (Piazza delle Cinque Lune), Phanteon (via S. Caterina da Siena), Piazza della Maddalena, Campo dei Fiori (piazza del Biscione), Piazza S. Silvestro, Piazza Sforza Cesarini, Tritone (via della Stamperia), Piazza S. Andrea della Valle, Scrofa (vicolo della Campana), largo Arenula, Piazza dell’Oratorio, Fontana di Trevi (via delle Muratte), Piazza dell’Oro e via dei Pontefici. Si potrà prendere una bici in ognuna di queste postazioni e lasciarla liberamente ad un’altra. Il costo? Un euro ogni tranta minuti fino alla quarta mezz’ora dopo la quale scatterà il prezzo di 4 ore a mezz’ora (gratis i primi trenta minuti).Qui altre informazioni sul servizio e sulle modalità di pagamento (previa carta ricaricabile da 5, 10 o 50 euro).

Foto: Flickr

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Commenti dei lettori

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  • Degrado Esquilino

    13 feb 2008 - 11:41 - #1
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    Sarà un mezzo flop. Anzi senza ‘mezzo’. Il servizio di bike sharing che molti avranno provato a Parigi funziona perché:
    1. è facile abbonarsi (e qui è difficile, bisogna trovare un pit aperto, dare una cauzione brevi manu…)

    2. è ergonomicissimo il design della bicicletta (e qui addirittura ti debbono dare a mano il lucchetto, roba da ridere)

    3. esiste una rete sconfinata di stazioni disseminate in tutta la città, per un totare di 10mila bici, non di 100!! Chi potrà utilizzare per venire a lavoro in Centro un servizio di bike sharing che solo in centro è reperibile.

    La novità rischia di essere solo una trovata pubblicitaria da piazzare nelle più importanti piazze del centro storico per far vedere ai turisti di passaggio che “anche a Roma c’è il bike sharing”.

    Squallidissimo.

  • Profilo di Alex1973

    Alex1973

    13 feb 2008 - 11:47 - #2
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    Ovviamente solo al centro..fuori dalle mura come al solito è un’ altra città…per tutto, a partire dalla pulizia!

  • Profilo di emiliano redazione06blog

    emiliano redazione06blog

    13 feb 2008 - 11:51 - #3
    0 punti
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    Degradoesquilino: se leggessi i riferimenti ed i link segnalati sul post ti accorgeresti che le bici, entro 6 mesi, saranno 20.000 non 200 (numero che si riferisce solo alla sperimentazione iniziale).

    Alex1973: non so se tutte le periferie saranno comprese ma nella fase a regime le postazioni non saranno solo nel centro storico

  • lol6

    13 feb 2008 - 11:57 - #4
    -1 punto
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    Degrado Esquilino, non possono partire da 10.000 biciclette. Se l’iniziativa avrà successo aumenteranno. Anche secondo me sarà un flop.

  • MiglioraRoma

    13 feb 2008 - 13:08 - #5
    1 punto
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    Come mai si è deciso di installare una postazione a Piazza San Silvestro ed una a Via della Stamperia, pero’..? sono molto vicine e -soprattutto- al posto di Via della Stamperia avrei scelto Piazza Barberini perchè li’ c’è la Metropolitana (cosi’ cittadini e turisti potrebbero usare il mezzo pubblico integrato bici-metro).

    Io spero che funzioni, ho sentito in giro che faranno fallire la sperimentazione per poter abbandonare il progetto, ma mi sembra un’idea assurda.

    Il Velib parigino ha avuto un grande successo a quanto so, certo, abbonarsi online e anche non doversi portare dietro un lucchetto (in bici è fondamentale essere leggeri o si fatica di piu’)come si fa a Parigi avrebbero aiutato..

    spero poi che le bici siano antivandalo come quelle di Parigi

    per ultimo, spero che le colonnine abbiano in evidenza - in varie lingue- anche l’importo della multa per chi le danneggia…ma è una speranza vana..in Italia l’importo delle sanzioni non viene mai scritto da nessuna parte, come invece accade in USA.

  • Degrado Esquilino

    13 feb 2008 - 13:09 - #6
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    Umh, leggo purtroppo un po’ di ingenuità. Il servizio così come è non può funzionare e sarà un flop clamoroso. Ergo non daranno seguito al progetto operativo e si fermeranno alla sperimentazione. Le 20mila biciclette, che garantirebbero il successo all’operazione, dunque non si vedranno mai. Scommessa?

  • Profilo di emiliano redazione06blog

    emiliano redazione06blog

    13 feb 2008 - 13:59 - #7
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    Degrado Esquilino: ergo, leggendo le tue parole, si capisce che il tuo è una previsione assolutamente personale ed opinabile. Già sei convinto che sarà un flop… A casa mia si chiama pregiudizio ed i pregiudizi sono sempre sbagliati! Meglio aspettare, verificare se funziona, ed in caso criticare aspramente l’aministrazione o farne le lodi. Di scomesse non so che farmene, io do solo notizie, non sono un tifoso ;)

    MiglioraRoma ti ho votato il comento. Ci vuole un po’ di sano ottimismo non solo e sempre il solito pessimismo italico…

  • Fabio69 C

    13 feb 2008 - 14:16 - #8
    0 punti
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    certo quelli che nei loro commenti criticano sempre gli altri, mettendosi in cattedra non ispirano simpatia..

    sarà il cattivo esempio dei politici italiani, però..

  • MiglioraRoma

    13 feb 2008 - 14:21 - #9
    0 punti
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    Grazie Emiliano, di carattere sono ottimista e cerco di essere anche propositiva e ti dirò quelli che stanno sempre e solo a criticare senza proporre nulla non mi ispirano molto.

    Appena una mia amica mi ha parlato di Velib avevo infatti scritto un post sul mio Blog (http://idee-per-roma.blogspot.com/2007/07/biciclette-noleggio-prendi-qui-lasci-l.html) auspicandone la nascita.
    Talvolta i desideri vengono esauditi e non vedo l’ora di provare queste biciclette.

    Anzi oggi conto di pubblicare un articolo in proposito e credo proprio che citerò il tuo :-)
    Ciao, buon lavoro.

    Martina

  • Degrado Esquilino

    13 feb 2008 - 14:33 - #10
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    Non c’entra nulla l’ottimismo o il pessimismo. E neppure il pregiudizio. Se un individuo fa una analisi su un provvedimento è ottimista se lo vede bene e ha pregiudizi se lo vede male? Se vedo costruire un impianto sciistico nel deserto del Gobii ritengo che l’iniziativa turistica non avrà successo senza dover avere alcun pregiudizio. Ma semplicemente avendo un briciolo di capacità di discernimento e un altro briciolo di conoscenza sul come vanno le cose all’estero.

  • Profilo di emiliano redazione06blog

    emiliano redazione06blog

    13 feb 2008 - 15:32 - #11
    1 punto
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    Degrado Esquilino: allora se si tratta di un’analisi, lecita e benvenuta, bisognerebbe evitare certe terminologie. Frasi quali “sarà un flop clamoroso” o “non potrà mai funzionare” o “si fermeranno alla sperimentazione” sembrano sentenze di bocciatura e non opinioni.

    Il risultato è che chi legge il tuo commento vi vede solo una sentenza pregiudiziale ed anche un po’ di parte. Soprattutto se si pensa che la tua stroncatura nasce da un’analisi basata su dati incompleti(avevi detto che 200 bicilcette non sarebbero servite a niente senza esserti accorto che le bici saranno 20.000)…

    Insomma: io non contesterò mai il contenuto delle tue opinioni, qualsiasi essa sia, ma non piace quando si scrivono cose che sembrano sentenze di morte di un progetto ancora non nato basandosi su informazioni incompelete. Tutto qui

  • MiglioraRoma

    13 feb 2008 - 15:39 - #12
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    Concordo con Emiliano.
    Ho pubblicato il mio post (link sul mio nome), citando questo.
    Grazie ancora per l’informazione, Emiliano.
    Ciao,

    Martina

  • Degrado Esquilino

    13 feb 2008 - 15:57 - #13
    -2 punti
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    E’ la prima volta che mi cimento in un dibattito su questo blog e, ad essere franco, speravo meglio. Mi sorprende molto l’ingenuità dei redattori. Non pensavo che l’approccio fosse amatoriale.

    Il servizio di sperimentazione bike sharing a Roma è un regalo a costo zero per il Comune da parte dell’azienda CEMUSA, una grande multinazionale francese che fa mille cose per l’arredo urbano (chi è stato a New York nelle ultime settimane sa di che parlo). Cemusa si è offerta di installare gratis queste stazioni per far valutare al Comune il prodotto. Alla fine della sperimentazione il Comune di Roma valuterà se far partire il servizio su larga scala. A quel punto dovrà essere fatta una gara internazionale per la gestione (che non è detto venga vinta da Cemusa, dunque tutte le stazioni nel centro storico potrebbero essere smontate).

    Il servizio tuttavia non sarà implementato perché, per ovvi motivi (le bici non saranno neppure a Termini, non ridete!), la sperimetazione darà esito negativo.

    Si segnala che a parigi la sperimentazione è partita con 10.600 biciclette. Con l’obiettivo di portarle, in presenza di dati positivi, a 20.000 nel corso del 2008.

    Quella è una sperimentazione. Questa è solo una presa per i fondelli nella quale sono caduti solo il poco informato Emiliano e la inguaribile buonista MiglioraRoma.

    Poi, chiaramente, prego e spero di sbagliarmi.

  • Profilo di portierone

    portierone

    13 feb 2008 - 15:58 - #14
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    Sono completamente d’accordo con Degrado Esquilino … speriamo che invece i fatti ci smentiscano

  • lol6

    13 feb 2008 - 16:03 - #15
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    Degrado Esquilino, se è vero che a Parigi la sperimentazione è partita con 10.000. Allora hai ragione. Qui in effetti con 250 bici la partenza di questo servizio non si noterà nemmeno. Una presa in giro.

  • Degrado Esquilino

    13 feb 2008 - 17:35 - #16
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    Come sarebbe “se è vero…”. I dati sulla eccezionale Velib parigina (ma ci sono esempi a Barcellona, Valencia, Vienna ed altre città francesi) non sono una opinione e sono alla portata di tuti sul sito della Velib stessa e di altri progetti consimili.

    250 biciclette mettendo qualche centinaio di euro per uno siamo in grado di acquistarle pure noi che abbiamo commentato questa notizia, non ci vuole un comune di una capitale europea di certo. Chiamare sperimentazione l’installazione di 20 stazioni per 250 bici è una offesa al buon senso di chi legge.

  • Profilo di emiliano redazione06blog

    emiliano redazione06blog

    13 feb 2008 - 18:00 - #17
    1 punto
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    Degrado esquilino: sbagli. La sperimentazione non è finalizzata a decidere se continuare o meno il bike sharing ma a verificare come funzionerà il servizio, quanta gente lo utilizzerà, quali le ore di punta, quali i flussi e le direzioni delle bici usate ect ect… Dopo il servizio partirà. E se ci sarà una gara come dici ben venga, sono le regole del mercato.

    Detto questo, e qui chiudo, a me le previsioni da sfera di cristallo non piacciono. Se tu sei convinto che tutto andrà in malora e che (udite udite lo scoop con 6 mesi di anticipo) “L’esito della sperimentazione sarà negativo” potrai scagliare ferro e fuoco sul fallimento del progetto. Io mi limito a fornire una notizia. Degrado Esquilino: se ci tieni a fare il giornalista alla Report accusando con tanta leggerezza chi si limita solo a riportare fatti (non opinabili) allora fallo tu. Ma ti consiglio una cosa: per svelare retroscena in questo mestiere servono prove concrete di quello che si dice. Con supposizioni di parte e pregiudiziali sebbene ben argomentate come fai tu non vai da nessuna parte. Non cadere nel errore tipico del giornalista alle prime armi di voler modellare la realtà alle sue idee.

    Ripeto: se tra 6 mesi qualche assessore decreterà la morte del nascente bike sharing o calerà un silenzio di anni sul progetto potrai scatenare la tua ira funesta. E ti assicuro che io sarò il primo a scriverne qui su 06. Ma fino ad allora le tue restano previsioni del tutto OPINABILI

  • Degrado Esquilino

    13 feb 2008 - 21:56 - #18
    -1 punto
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    Mbha, è più di parte chi nota che a Parigi la sperimentazione è partita con oltre 10mila bici e dunque segnala che da noi trattasi di presa per i fondelli; o chi insiste pensando che la presa per i fondelli è cosa corretta e da non giudicare prima di vederla operativa (ma operativa de che???)

    Oltre a segnalare il link al comunicato stampa ufficiale di Cemusa riguardo all’iniziativa (http://www.cemusa.com/resources/noticias/00002984Noticia.pdf) così da tacere tanta tenace insistenza, invito il buon Emiliano ad un week end a Parigi, per capire cosa significa bike sharing…

  • ragazzo

    14 feb 2008 - 12:03 - #19
    -2 punti
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    degrado esquilino è la prima volti che posti qui??
    Bè io anche ci ho postato da qualche giorno…
    e ti spiego subito perchè ti sono tutti addosso.
    Questo nuovo servizio di Bike sharing è solo una trovata pubblicitaria per Veltroni,infatti secondo me è stato a forza tirato fuori in questo periodo proprio in previsione di una campagna elettorale.
    E dal momento che questo blog appoggia la campagna elettorale di Walter allora non pui diffamare in alcun modo il suo operato altrimenti vieni bastonato.

  • Profilo di folletto rapido

    folletto rapido

    14 feb 2008 - 15:25 - #20
    2 punti
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    ragazzo: a sembra che ogni cosa faccia l’ormai ex sindaco di sinistra veltroni a gente come te non piaccia mai. Io vengo qui a scrivere da poco ma non mi sembra che 06 sia un blog schierato. Mi auguro che in campagna elettorale ci siano notizie dei programmi di rutelli come di storace e del candidato della cdl. E mi auguro che non si faccia campagna elettorale per veltroni a livello nazionale.

    Detto questo mi fa veramente arrabbiare leggere commenti come il tuo e quello di Degrado Esquilino. Sempre pronti a salire in cattedra per criticare un’iniziativa lodevole data già per fallita con una spocchia presuntuosa tipica di chi spara giudizi ideologici. Si vede che siete schierati pregiudizialmente a destra e contro veltroni. Ragazzo hai addirittura l’ingenuità di credere che il bike sharing sia una trovata pubblicitaria quando invece il progetto è partito due mesi fa quando la crisi di prodi non era avevnuta e di conseguenza veltroni era saldo in campidoglio (e ci sarebeb stato per altri 3 anni!).

    Degrado. a parigi avranno anche fatto partire la sperimentazione con 10.000 bici. Ma quello che conta, secondo me, non è la sperimentazione ma l’avvio del servizio. E se il bike sharing partirà allora tu avrai avuto torto. In caso contrario avrò avuto torto io ed il giornalista di 06blog.

    Registro solo che da anni sento criticare progetti prima ancora di averli visti concretizzare (ad esempio le metro: prima quelli come voi criticavano perchè non sarebbero mai partiti i lavori, dopo perchè i tempi sarebbero stati non rispettati, infine perchè il tracciato non va bene…). Sempre a trovare il male in progetti utuli per la città solo perchè decisi da un sindaco politicamente distante da come la pensate voi!

    Il clima politico è AVVELENATO da gente come voi. Che oggni giorni sparano a zero gridando al fallimento su qualsiasi cosa venga fatta da chi non la pensa come voi. Ed oggi qualche sassolino me lo sono tolto…

  • Profilo di folletto rapido

    folletto rapido

    14 feb 2008 - 15:27 - #21
    1 punto
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    e scusate l’italiano incerto… la passione del momento…

  • ragazzo

    14 feb 2008 - 17:29 - #22
    -3 punti
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    folletto due mesi fà chi non avrebbe scommesso sulla caduta di prodi nel giro di poco???
    Già dopo le primarie del pd si sapeva che il governo sarebbe caduto,infatti guarda caso Prodi è stato bruciato proprio da Walter,credimi che lo sapeva e come!!!!AAAAA Un altra cosa la campagna elettorale è già iniziata e questo blog lo dimostra!!!!!

  • Bicipite

    14 feb 2008 - 17:53 - #23
    2 punti
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    A quanto pare il bike sharing suscita pareri contrari molto accesi!!!
    Bene, è sintomo di un cambiamento!

    Si vede che sta’ iniziando a stuzzicare le coscienze dei romani attaccati alle loro abitudini e alle loro comodità: la sacrosanta automobile! Cari romani, non volete proprio cambiare eehhh!!

    Il bike sharing ha un successo ormai garantito indiscutibile in varie città d’Europa!!!
    Chiunque si ostinerà a contrastarlo, mi dispiace per lui, ha già inizato a perdere la sua battaglia.
    In qualunque città sia stato adottato è stato un successo, non vedo perchè a Roma non potrà diventarlo.
    Roma città di smog, del traffico, delle colline, sono tutte scuse per rimandare questi cambiamenti!

    Ma è arrivato il momento che i ciclisti vengano fuori allo scoperto e si riapproprino degli spazi che sono stati loro tolti, fin’ora molti di noi si son tenuti nascosti, ma piano piano stiamo risorgendo!
    Basta farsi una passeggiata per i vicoli del centro di Roma, per vedere le biciclette legate ai pali, che qualche anno fa’ non c’erano o ce ne erano molte di meno.
    Roma sta cambiando è qualcuno non se ne sta accorgendo, e continua ostinatamente a dire che il bike sharing sarà un flop, continua ad essere attaccato alla sua automobile, continua a lamentarsi delle amministrazioni e non si rende conto che le cose stanno cambiando sotto i suoi occhi.

    Ammesso che qualcuno ci metterà lo zampino per ostacolare la buona riuscita del bike sharing, io vi annuncio che i suoi tentativi saranno destinati a fallire uno dopo l’altro, magari ci vorrà del tempo, ma il bike sharing è destinato gradualmente a fare breccia su Roma, lo vogliate o no, non potrete bloccarlo, è più forte di voi!

    Allora tu che fai? puoi continuare a lagnarti oppure puoi montare in sella e scendere per strada!!! decidi quale parte vuoi avere!

    Ragazzi, la Massa Critica sta arrivando!!!!

  • ragazzo

    14 feb 2008 - 18:01 - #24
    -3 punti
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    ammazza bicipite hai una capacità di analisi fuori dal normale….
    Qui non si mette in discussione la bontà dell’idea in sè(che non è neppure un brevetto italiano)
    Ma è la gestione delle cose che è fallimentere,è la difficoltà per affittare una bicicletta,il numero ridottissimo di postazioni che di fatto ne precludono l’utilizzo,è come al solito una mera rovata pubblicitaria di valter ai danni delle nostre tasche visto che chi paga è il comune.Ben venga questo servizio ma opportunamente organizzato e con i numeri giusti!!!

  • Profilo di folletto rapido

    folletto rapido

    14 feb 2008 - 21:45 - #25
    1 punto
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    grande bicipite!

  • 100#CriticalMasser

    17 feb 2008 - 19:20 - #26
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    Voi siete contenti di stare nelle vostre scatole metalliche o vi siete rotti le scatole?, vi sentite vecchi a spostarvi in auto anche se siete giovani? E’ possibile che non esistanoalternative?
    Bene, è arrivato il momento di agire:

    cos’è Critical Mass? :
    In Italiano Massa Critica, è un’evento internazionale, nato a San Francisco nel 1992, che oggi si tiene in più di 400 città del mondo, è uno strumento di lotta adottato da ciclisti di tutto il mondo per rivendicare maggiore spazio per le biciclette, sensibilizzare le persone e le istituzioni, si concentra sul diritto dei ciclisti e dei pedoni di utilizzare le strade, punta anche l’attenzione sul deteriorarsi della qualità della vita, a partire dai livelli d’inquinamento dell’aria e d’inquinamento acustico.
    Il movimento prende il nome dal ricorrente fenomeno cinese dei ciclisti ammassati al semaforo(massa critica) che attendono il verde, quando raggiungono una massa sufficientemente grande, attraversano la strada, interrompendo momentaneamente la circolazione degli autoveicoli.

    L’idea di base è che una “massa” di ciclisti, può essere molto ingombrante e può farsi vedere molto bene, si tratta infatti di pedalare TUTTI INSIEME (gente di ogni età…) teoricamente rispettando il codice della strada, in realtà rallentando la circolazione automobilistica, riscoprendo la belle zza delle vie della città a misura d’uomo. Critical Mass è la dimostrazione pratica, reale e pacifica di come un’altra citta’ sia possibile, bella e divertente. Critical Mass è un’idea, un evento, un’attitudine… non ha leader, non ha un’organizzazione… semplicemente Critical Mass è fatta da gente di ogni età, tutti sono chiamati a partecipare, principianti e professionisti, giovani, adulti e anziani.
    E’ importante ricordare che il nemico da combattere è l’automobile, non l’automobilista, si cerca infatti il dialogo e il consenso con la persona alla guida del veicolo spiegando le motivazioni dell’evento, usando un po’ di ironia, si cerca infatti di far riflettere le persone sulle loro abitudini, sul loro comportamento, sulla mentalità ormai comunemente accettata.

    Negli ultimi decenni ci siamo purtroppo abituati alla vista della nostra città, invasa perennemente da auto, moto e suv. Che siano parcheggiate o incolonnate nel traffico,sono davvero queste le padrone indiscusse dello spazio pubblico assieme ai loro depositi di polveri sottili, ai rumori assordanti che producono?, l’uomo dovrà davvero soccombere davanti a tutto ciò o esiste una via d’uscita?!!.
    Ognuno di noi può iniziare oggi a orientarsi verso un modello che metta al centro le relazioni sociali e metta da parte le automobili, la dipendenza dal petrolio, i parcheggi, il caos, lo smog, lo stress, gli incidenti, i morti e i mutilati della guerra che si combatte ogni giorno nelle strade della città.
    Critical Mass è più di una semplice manifestazione che nasce dalla gente comune, e’ la dimostrazione pratica e reale di come un’altra citta’ sia possibile, bella e divertente.
    “Il ciclista urbano e’ per sua natura un inventore… di un nuovo equilibrio che rimettera’ in marcia la citta”. [D.Tronchet]

    L’appuntamento per la CENT(R)OCELLE CRITICAL MASS è OGNI PRIMO VENERDI’ DEL MESE, a PIAZZA DEI MIRTI ALLE ORE 18,30, a Centocelle, nella periferia di Roma est.

    ricordiamo inoltre il consueto appuntamento centrale per la CRITICAL MASS di ROMA, è stato spostato a LARGO DI TORRE ARGENTINA alle ore 18 ogni ultimo venerdì del mese, davanti Feltrinelli.

    In ogni modo sarà possibile verificare gli appuntamenti qualche giorno prima degli eventi dalle locandine che verranno pubblicate sui seguenti siti:

    Critical Mass Roma: http://cmroma.tmcrew.org/
    e RomaPedala, il blog dei ciclisti romani: http://www.romapedala.splinder.com/

  • bike06

    13 giu 2008 - 09:28 - #27
    0 punti
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    Ragazzi purtroppo non si sa a chi dare i resti e non posso e non voglio essere io il giudice.
    Nonostante i 30 Km di media giornalieri sulla mia bici e le frequenti presenze al criticallmass ho il sospetto che se l’amicone di degradoesquilino ,il caro Alemanno e la sua giunta, non daranno l’ok al più presto al vero bike sharing (ordinando le prime 10.000 vere bici e decuplicando le postazioni) la questione del sondaggio resterebbe effettivamente inattendibile, visto la qualità del servizio sperimentale(ho visto le bici e ho incontrato il responsabile), da cui lo stesso dipende fornendo esito inattendibile o inutle. Non si fanno le cose a metà …il rapporto veramente è di 250 a 10.000 e io ho veramente tanta paura come voi.

    Degradoesquilino lo vuoi o no il bike sharing? e allora rompi le scatole alle amministrazioni e prendi la bici ogni tanto dando il buon esempio con i fatti invece che un cattivo con le parole, perchè perdere tempo a giudicare! DIAMOCI DA FARE ,siamo noi cittadini che dobbiamo farci sentire.Invece di postare qui postate tutti sui siti del comune!!!

  • Degrado Esquilino

    19 giu 2008 - 10:46 - #28
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    Caro amico io le bici non le prendo ogni tanto, le sto prendendo tutti i giorni, e più volte al giorno. E sono ostacolato dalla assoluta inadeguatezza del progetto. Tra mezz’ora devo andare a Piazza Verdi per lavoro, alla Zecca. io sono a Via del corso: ho tre postazioni sotto l’ufficio ma ZERO nella zona di destinazione. Questo è osceno, e sono costretto ad andare in scooter.
    Rompere le scatole alle istituzioni? Sto preparando, chiedo il contributo di tutti, un documento che enumeri tutte le assurdità del servizio. Lo posto qui. Quando sarà completo e soprattutto condiviso da tutti gli operatori, i comitato e le associazioni di ciclisti puntero’ a mandarlo dovunque. Contestualmente direi di creare un COMITATO BIKE-SHARING ROMA, sto per registrare il dominio. Insomma, forza!

    NUMERI
    Il servizio parte a Roma con 200 biciclette in un solo Municipio e con 19 stazioni. Tanto per fare un esempio, questi numeri sono gli stessi con cui è partito lo scorso 5 giugno il servizio “Bicimia” a Brescia. Soltanto che Brescia è grande 15 volte meno di Roma ed ha una frazione dei turisti della Capitale. A Parigi il servizio partì, un anno fa, con 10.600 biciclette per la sperimentazione in tutti gli Arrondissement con 750 stazioni. A Novembre del 2007 (dopo quattro mesi dall’inauguraizone) le bici superavano già le 20 mila e le stazioni erano oltre 1400, una ogni 300 metri, in tutta la città. Si sta puntando alle 50mila biciclette. Su un territorio comunale, tra l’altro, che è grande 10 volte meno che quello di Roma ed ha un terzo degli abitanti in meno. A Barcellona, dove ad oggi un cittadino su 10 ha deciso di spostarsi in bici, le dueruote del servizio Bicing gestito da Clear Channel (quello parigino è gestito da Decaux) sono 4300, 138mila gli abbonati (che crescono di 330 unità al giorno). Tra l’altro a Barcellona il successo clamoroso del servizio ha portato molti cittadini a comprarsi una bicicletta privata: i ciclisti sono passati da 45 a 58mila in un anno! Il servizio romano, invece, gestito da Cemusa, è inserito nel circuito Bicincittà (con Bari, Brescia, Cuneo, Biella, Novara, Parma, Pistoia, Prato, Reggio Emilia ed altri comuni minori) che ha in tutti i comuni in cui è presente ben… 8mila iscritti. Per continuare con qualche esempio, tornando alla Francia, basti vedere che 200 biciclette sono la dotazione che oltralpe è data a cittadine come Mulhouse, Besançon e Aix-en-Provence, ad oggi siamo posti a livelli di queste realtà.

    DESIGN
    la Parigina Velib’ ha un look anti vandalismo curato dalla azienda di urban-design Decaux, una ditta che, per dire, si fa disegnare le insegne turistiche di parigi da Philippe Starck! Le stazioni della spagnola Cemusa a Roma sono quanto meno discutibili. Dei parallelepipedi rossi e bianchi che gridano vendetta, chi è il designer? Diteci chi è il designer! Tra l’altro con una visibilità della luce segnaletica (la lucina rossa o verde che è diventata la caratteristica di ogni strada di Parigi) scarsissima durante il giorno. Le superfici delle ‘borne’ romane sono lisce, dunque attaccabili dagli adesivi pubblicitari abusivi. Quelle parigine sono bitorzolute e dunque facilmente pulibili e assolutamente in linea con tutto l’arredo urbano parigino che utilizza lo stesso materiale e la stessa superficie di difficile attaccabilità da parte degli attacchinatori. Il colore, a Parigi, è un neutro ed elegantissimo antracite che non disturba praticamente mai l’estetica delle strade in cui è installato. La resistenza dei rocchetti francesi è notevolissima, quelli romani sono già accasciati (ad es. la stazione di Via della Scrofa) ancor prima di essere entrati in funzione. Il design delle biciclette romane non è brutto, ma è pericolosamente normale. Le velib’ sono inconfondibili e a Parigi ormai fanno parte del paesaggio urbano (non è neppure possibile scattare una foto senza vederne alcune sullo sfondo) il loro colore è stato scelto direttamente dal Sindaco Delanoe tra le varie proposte del designer Patrick Jouin affinché si integrassero con eleganza nel contesto urbano, le Bicing barcellonesi sono diventate famose per essere bicolori e, secondo una recente inchiesta pubblicata su D di Repubblica, hanno soppiantato quanto a popolarità i famosi taxi giallo-neri della città. Tra l’altro caratterizzare le biciclette significa rendere molto molto meno appetibile il lavoro dei ladri: una bicicletta che si vede lontano un miglio essere quella del bike sharing (come la Velib’ parigina, ma anche la Bicing barcellonese che ha addirittura, per distinguersi, una ruota più grande dell’altra) è molto meno interessante da rubare. Riguardo ai loghi, ai brand del servizio, Roma risulta anche qui platealmente sconfitta dal simpaticissimo Velib’ e dal caratteristico Bicing, il nostro Roma-n-bike è inadeguato, brutto, sbagliato, non memorizzabile. Non a caso a Parigi si dice “hanno inaugurato una stazione del velib’ sotto casa mia”, a Roma si dirà sempre “hanno inaugurato una stazione del bike-sharing sotto casa mia”. Tutte le agenzie, i giornali, gli articoli e le recensioni parlano, a Roma, semplicemente di “bike sharing”, non di “Roma-n-bike”. Tra l’altro il nome del servizio parigino si presta a creare dei nomignoli e degli pseudonomi che fidelizzano l’utenza e ‘fanno community’. Gli utilizzatori del bike sharing nella capitale francese infatti si chiamano velibien, a Roma come dovremmo chiamarci? Roma-n-bikers? Suvvia… Occorrerebbe una survey, magari online, per far decidere il nome del servizio agli utenti.

    LOGISTICA
    Il successo o l’insuccesso di ogni bike sharing che si rispetti dipende anche dalla disponibilità delle biciclette nelle stazioni. E può succedere, a Parigi succede sempre, che ad esempio al mattino le bici siano prese d’assalto nei quartieri residenziali per essere portate in massa nei quartieri di lavoro. Dove magari si rischia di non trovar posto ecc. A questo servono i camion che, di continuo, staccano biciclette nelle stazioni sovraffollate e le attaccano in quelle svuotate. A Parigi vanno su e giù in tutta la città, lo stesso a Barcellona o a Lyon. Ci dovranno dunque spiegare come sarà possibile gestire questa tipologia di traffico avendo optato in questa prima fase a stazioni collocate nei vicoletti piu impervi del centro. Dove passeranno i furgoni-con-rimorchio? Dove sosteranno per effettuare le operazioni? Alcune delle 19 stazioni sono affogate nel più impervio labirinto di vicoli. La cosa rischia di rendere difficilissimo il servizio fondamentale di governo dei flussi.
    Da non dimenticare che a Roma non esiste alcun piano per la costruzione di piste ciclabili. E mente assai chi pensa che la città non sia adatta alla bicicletta: neppure Parigi lo era. I primi dati dell’assessorato alla mobilità parigino parlano di spostamenti in bicicletta che in un anno sono passati dall’1% al 10% del totale in città. Un successo clamoroso che ha trasformato Parigi da una città ostile alle bici (con quei boulevard dove si sfreccia come su autostrade) a una capitale mondiale della bicicletta tanto che ormai i siti e i blog sono affollati di recensioni di turisti che non prendono più il metro’ preferendo le biciclette pubbliche per fare qualsiasi cosa, compresa la spesa.

    FACILITA’ DI UTILIZZO
    Il servizio non è accessibile ai turisti, a Parigi è diventato uno strumento fondamentale della mobilità dei non parigini.
    Il servizio non è utilizzabile nottetempo, ma è proprio di notte che occorrerebbe di più non essendoci i mezzi pubblici e essenndo scarsi i taxi. Inoltre è proprio grazie ad un continuo presidio notturno da parte degli utenti, da parte di chi prende e lascia biciclette che si può scongiurare il vandalismo.

    A Parigi (come a Lyon) il servizio è utilizzabile a partire da 14 anni, a Roma occorre essere maggiorenni. Ma sono proprio i ragazzi (che magari non hanno auto o scooter) a potere essere educati ed abituati a girare in bicicletta fin da giovani. Così facendo si perde tutto il valore didattico dell’iniziativa.

    La sperimentazione, c’è da dirlo, è tale se durante il periodo sperimentale si appronta anche una opportuna fase di education. A Parigi, per esempio, durante la sperimentazione in ogni arrondissement c’era una stazione dedicata a fare istruzione a chi trovava difficoltà ad utilizzare il servizio. A Roma niente di tutto questo, il servizio è li e spessissimo capita agli utilizzatori che prendono o posano una bici di essere avvicinati da altri cittadini che chiedono informazioni, modalità, tariffe. I primi utilizzatori del Roma-n-bike stanno facendo i consulenti a gratis per conto del Comune, evvabbe…
    Per abbonarsi al servizio occorre interfacciarsi con i punti di informazione turistica (i pochi chioschetti del centro, che dovendo seguire gli abbonamenti al bike-sharing trascurano il loro normale lavoro ovvero quello di assistere ai turisti) e li sottoscrivere un abbonamento. Non è possibile, a differenza ad esempio di Parigi, abbonarsi semplicemente online; non è possibile, a differenza di Parigi, abbonarsi direttamente alla stazione con carta di credito. E così mentre a Parigi o a Lione ci si abbona direttamente da casa, a Roma bisogna fare una fila, firmare 12 documenti, ricevere 3 ricevute. Tutte queste firme non occorrono neppure per comprare casa.
    Le biciclette non hanno un lucchetto integrato, come in tutto il resto del mondo. Quest’ultimo viene consegnato a mano (!!) dagli addetti dei centri di informazione turistica. Secondo lorsignori l’utilizzatore dovrà prendere la bicicletta, utilizzarla per una mezz’ora e poi andare in giro, magari a prendere la metrò, con in mano un… lucchetto con catena!! Ma quando mai?? Dove lo metto? Nel taschino della giacca? Nel marsupio? O in borsetta?
    Le stazioni non hanno una colonnina informatizzata -come accade a Parigi e Lyon- che permetta di avere tutta una serie di servizi: abbonarsi, chiudere l’abbonamento, controllare il proprio credito o la propria spesa, se la stazione è piena controllare quale è la stazione più vicina con posti disponibili e così se la stazione è vuota e poi fare la diagnostica della bicicletta se si riconsegna una bicicletta cui, ad esempio, è saltata la catena o si sono guastati i freni. Tutte cose impossibili da fare a Roma. Inoltre quando si arriva ad una stazione già tutta piena, invece di avere un display che indica le stazioni vuote nelle circostanze, occorre chiamare un numero verde che però, spessissimo, risulta non funzionante.
    La tessera magnetica che sarà utilizzata per ritirare le bici non sarà in alcun modo integrata con il servizio pubblico di Atac. A Parigi la stessa tessera serve per entrare in metro’ o per ritirare la propria Velib’ indifferentemente. E anche a Brescia i servizi sono parzialmente integrati. Era davvero così tecnologicamente difficile integrare la bicicletta con il bip&go di Atac? Niente affatto, ma così facendo il servizio avrebbe funzionato. E non sia mai che funzioni…

    IN ITALIA
    Roma utilizzerà la piattaforma di Bicincittà (www.bicincitta.com) con una tecnologia Cemusa appunto. Questa piattaforma è utilizzata esclusivamente per città piccole o piccolissime. Con l’unica eccezione di Bari e appunto Brescia dove il servizio è appena partito. A Bari, invece, il servizio è molto deficitario. Vi sono cinque stazioni e solo 500 abbonati contingentati, praticamente se vuoi abbonarti ora non puoi farlo: è stato raggiunto il plafond. Si tratta, a prima vista, di un servizio adatto per centri piccoli, non certo per Roma. Milano si è premunita e per le sue 2000 bici che partiranno con l’estate (pochissime per Milano, ma sempre meglio delle 200 romane) ha affidato il servizio a Clear Channel, multinazionale americana che gestisce il Bicing barcellonese. Anche Torino è pronta. La città ha trovato 2 milioni di euro di investimenti per il servizio (non come Roma, che lo fa solo perché è gratis) e la sperimentazione parte con 116 stazioni (noi 19 !!!) e con 1.160 biciclette, in una città con un terzo degli abitanti di Roma e con un decimo dei turisti! A pieno regime, poi, Torino avrà 3900 biciclette e sarà il bike-sharing, sic, più grande del paese. All’ombra della Mole poi hanno un piano, in parte già realizzato, di 290 kilometri di piste ciclabili. Equiparabili a quelle di Parigi (371km), Barcellona è invece già arrivata a 128 kilometri e punta ai 200 per il 2011. C’è poi Firenze, altra città molto adatta alla bici, dove con l’autunno si parte con 50 stazioni e 800 bici che puntano a raddoppiare in due anni.

    CURIOSITA’
    In questi mesi con le stazioni già montate e il servizio non ancora partito, il Roma’n'Bike è stato ampiamente utilizzato per il posteggio abusivo dei motorini e per la doppia fila delle auto. Mesi e mesi di diseducazione al rispetto di queste stazioni. Sarà davvero buffo se, arrivando ad una stazione con magari solo un posto libero, si trovi questo stallo occupato da un motorino o se, peggio, si trovi la stazione completamente ostruita da qualche auto in doppia fila.
    L’assessore all’ambiente continua a dichiarare che anche l’Eur sta pensando un suo servizio di bike-sharing. Roma rischia così di essere l’unica città ad avere due servizi e due gestioni, per un prodotto che necessità come l’aria di essere invece integrato.

    CONCLUSIONI
    Insomma, per concludere, il rischio e la sensazione è che il servizio a Roma sia stato fatto apposta per NON funzionare. Basti pensare che non ci sono stazioni (fatta salva Piazza di Spagna) che abbiano l’interscambio con le uscite del metro’. Per dire: vengo con la metro a Barberini e poi piglio la bici per andare in centro. Niente. Non c’è stazione del bike sharing alla Stazione Termini, non c’è alla fermata Flaminio ne alla fermata Repubblica. Non c’è in prossimità degli ospedali, non c’è nelle varie sedi dell’università. E’ stata sopressa, guarda un po’, la fermata a Colosseo che avrebbe servito gli utenti della Linea B della metro, fino ad Ostia. Sospesa per un parere negativo della soprintendenza, si dice, ma allora perché nello stesso punto in cui doveva sorgere la stazione c’è un affitta-bici grande un ettaro !? A Barcellona sotto la stazione del metro’ ci sono le frecce che ti indicano da quale rampa uscire per trovare la stazione del Bicing! Insomma Roma-n-bike sembra fatto apposta per poter dire: lo vedete, la gente non lo usa, a Roma la bici non può funzionare. E invece, se venisse fatto seriamente, funzionerebbe e sarebbe un successo clamoroso come è a Parigi dove nessuno se lo sarebbe aspettato. A Parigi il servizio si è inaugurato con 10.600 bici. E si è detto subito: il giorno 4 settembre saranno 14.000, il giorno 31 dicembre saranno 20.000 e si sono rispettati i tempi. A Roma non esiste, guarda un po’, alcun progetto di sviluppo. Solo fino a qualche mese fa si sentiva dire cose tipo: “se le cose andranno bene si passerà a 20mila biciclette”. Ma sono mesi che questa cosa non si ripete più. A Parigi hanno dichiarato le 20mila biciclette senza dire “se le cose andranno bene”, perché è ovvio che se le cose vuoi farle andare bene vanno bene eccome vista la portata rivoluzionaria del progetto. Se le vuoi fare andare per forza male, invece…

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