Una via in ricordo di Paolo Seganti, vittima dell'omofobia

La fiaccolata in onore di Paolo Seganti, due anni faA proposito di aggressioni e di violenza, su Queerblog leggo "l'epilogo" - se di epilogo si può parlare in questi casi - di una vicenda avvenuta due anni fa nella nostra Capitale, e che ha lasciato l'amaro in bocca a molti: il brutale assassinio di Paolo Seganti, ucciso a 39 anni nel luglio del 2005. Perché era gay.

Ora il Comune di Roma, scrivono i nostri cuginetti omo, ha finalmente inaugurato il viale dedicato al ragazzo: Largo Paolo Seganti, strada all'interno del Parco delle Valli. Una prima volta per la città di Roma, che finora non aveva commemorato nessuna vittima dell'omofobia. E sì che di aggressioni e di omicidi a stampo omofobico, nella nostra città, ce ne sono stati tanti.

Appena qualche mese fa, un ragazzo è stato preso a pugni e calci per un complimento di troppo fuori da un locale gay a Testaccio. Lo scorso marzo, invece, l'assassinio di un 64enne omosessuale a San Giovanni scosse i manifestanti di Piazza Farnese in favore dei Pacs e dei pari diritti, due giorni dopo.

Ma la storia capitolina è costellata di fatti di questo genere. E la morte di Seganti, aggredito e ucciso a coltellate ai glutei e ai genitali (che gli sono poi stati tagliati), è forse solo l'atto più barbaro ed evidente. Ora c'è una via per ricordare questa violenza, e - si spera - per far riflettere un po' sulla condizione degli omosessuali in Italia. Servirà a qualcosa?

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