Preferenziali, storie di ordinaria maleducazione

Il traffico visto attraverso lo specchietto - Flickr: PandemiaQuesto post è un po' particolare, diciamo che è una riflessione fatta un po' a caldo su uno dei tanti mali italiani: la maleducazione alla guida. Ed è una esperienza di vita vissuta, calda calda, successa neanche una ventina di minuti fa.

Avete presente quelle cose strane, stranissime presenti nelle vie romane che si chiamano "corsie preferenziali"? Sì, proprio quelle riservate ai soli autobus e taxi e che servono per permettere ai mezzi di trasporto pubblici di non rimanere imbottigliati nel traffico capitolino, e di funzionare (relativamente) bene. Benissimo: il problema è che, per alcuni furboni, queste corsie sono preferenziali anche per loro. E allora le usano.

Capita così che mentre sei in fila dietro a decine di altre auto, in attesa di un semaforo che si sblocchi o che la coda si snellisca un po', una macchina ti sfrecci a fianco superando tutti, utilizzando la corsia riservata. Un auto normale, con dentro gente normale che però si ritiene - evidentemente - più intelligente di tutti gli altri buzzurri fermi e imbottigliati.

È immedesimandomi in questi automobilisti in coda e beffatti che oggi, mentre aspettavo il mio pullman per tornare a casa dal lavoro, ho lanciato un applauso beffardo all'ennesima automobilona che sfruttava la preferenziale senza averne il diritto. L'avessi mai fatto: il pazzo, alla guida di una carissima Audi e ben vestito in giacca e cravatta, si è fermato, ha ingranato la retromarcia ed è sceso dall'auto (lì, in mezzo alla preferenziale).

Come un pazzo mi è venuto incontro chiedendomi cosa avessi da applaudire, e alla mia risposta ha subito argomentato - con arroganza - dicendo che "Evidentemente se era sulla preferenziale, è perché poteva". Purtroppo non ho avuto la prontezza di spirito (per la stanchezza di 8 ore di lavoro, magari) di chiedergli una prova di quanto diceva: perché ragazzi, a dire di avere il permesso sia bravi tutti.

Forse è questo uno dei più grandi problemi italiani (e attenzione, ho detto "italiano": non romano, perché è una cosa diffusa su tutto lo Stivale). Forse è questo: la convinzione di essere "furbi", "intelligenti" a infrangere le regole che altri seguono. A passare avanti. Non so a voi, ma io tutta questa intelligenza non la vedo. E voi?

Facciamo così, lanciamo una bella iniziativa blogghereccia: "Un applauso per il furbone". La prossima volta che sarete in fila in auto, o aspettando il pullman, o seduti su una panchina e vedrete un intelligentone sfruttare le corsie preferenziali, fategli un bell'applauso beffardo. E se vi chiede cosa avete da applaudire, spiegateglielo. E se vi dice di avere il permesso, chiedetegli di farvelo vedere. E se ancora insiste, chiamate le Forze dell'Ordine per fare una verifica.

Perché forse è il caso che noi cittadini prendiamo una posizione chiara nei confronti di questo tipo di persone. Perché la maleducazione dobbiamo cominciare a combatterla noi per primi, senza star sempre lì a lamentarci e basta.

foto | Flickr

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