Una passeggiata dentro Regina Coeli - Visita nel carcere romano in attesa di restauro

Le urla inquietanti dei detenuti dalle loro "gabbie" per impressionare il gruppo di visitatori e per rompere la noia dietro le sbarre. La vista dall'alto del cortile dove i cittadini della prigione camminano in cerchio per l'ora d'aria. E quella brutta sensazione di sentirsi un po' come dei turisti in visita allo zoo. La visita al carcere romano di Regina Coeli che ho fatto oggi è andata più o meno come me l'aspettavo: qualche brividio, nel vedere per la prima volta dall'interno di una prigione i detenuti dentro le loro celle, ma interessantissima, nella consapevolezza che, teoricamente (!), non ricapiterà una simile occasione.

Il tour carcerario è stato permesso dall'occasione dei lavori di ristrutturazione di alcune sezioni dell'istituto penitenziario che oggi, dopo l'indulto, ha una popolazione solo poco superiore a quella consentita: 950 contro 907. I lavori, finanziati dalla Regione Lazio, porteranno acqua calda nei bagni e per questo noi giornalisti siamo stati invitati a fare un giro nei bracci interni. La visita è impressionante fin dai primi passi. Dal portone d'ingresso ci immettiamo in un lungo corridio intervallato da diverse cancellate di ferro battuto pesante. La prima tappa è una sorta di piazza interna costruita dentro ad una struttura ottagonale. Tutto intorno, su tre piani, le celle che guardano verso l'interno con i carcerati dentro. Sembra la prigione del film "Nel nome del padre" e le urla dei detenuti sono impressionanti. La visita prosegue. Eccoci nelle sezioni. Per arrivarci si salgono le scale e si vede il cortile interno dove i "galeotti" rompono la monotonia passeggiando e facendo due chiacchiere. Ogni sezione ha tre piani con celle diposte su due corridoi uno di fronte all'altro. Tra loro uno spazio vuoto ed una rete metallica per evitare che qualcuno si getti di sotto. Le celle di questa zona non hanno il bagno in camera. Ci sono due letti a castello con tre brande ciascuno, un tavolino ed una piccola cucinotta. Me le aspettavo così, ma vederle di persona è impressionante.

Qualche numero su Regina Coeli.

Dei 950 detenuti il 60% è costituito da cittadini stranieri, un terzo dei quali di origine rumena. I tossicodipendenti sono il 30% del totale, i sieropositivi sono solo 40 mentre 12 sono i malati di Aids. Centocinquanta i detenuti condannati in via definitva a fronte di 20-30 arrivi quotidiani.

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