Atac Roma: un vaso per tanti mali, dalle gallerie della metropolitana alle poltrone dei dirigenti

Lo scrigno di Atac sembra avere le carte ‘in regola’ (si fa per dire) per competere con quello (vaso-scrigno) della mitologica Pandora, e di certo ha iniziato a riversare i suoi mali sulle strade di Roma, tra le alte sfere e lungo le gallerie della metro B.

Una lista infinita, iniziata ben prima di Parentopoli e della crisi di cassa, soprattutto ben lungi dall’essere finita, dopo l’accordo con i sindacati, l’ennesimo sciopero, il manifesto dei dipendenti e la commissione tecnica chiamata ad individuare le cause del numero elevato di ritardi, disservizi e malfunzionamenti sulle linee della Metropolitana B e B1.

Un nuovo guasto tecnico questa mattina ha scatenato la folla e dovuto difendere una dipendente dall’aggressione verbale del branco inferocito, ma è dal carteggio dei dirigenti che arrivano le sfumature più gustose del regno del male.

Per la precisione da una lettera di dimissioni firmata dal responsabile dell'Ambiente Marco Visconti e recapitata al nostro sindaco, in seguito al tentativo dell'assessore ai Trasporti Aurigemma di spostare qualche testa di Atac, d'intesa con i vertici di Atac, i sindacati e una parte dell'opposizione.

Il tentativo di trasferire e ricollocare "diversi fra gli assunti con l'imbarcata di Parentopoli, dunque di stretta osservanza aennina ... in posizioni poco gradite per far posto a vecchi manager già in auge nell'era veltroniana o comunque apprezzati dal centrosinistra".

Fra i dipendenti spostati a quanto pare Cyntia Orlandi, grande amica della governatrice Polverini e Barbara Pesimena, moglie dell'assessore Visconti, spostati da Alemanno in persona. Indovinate chi l’ha spuntata?

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