Referendum sul trasporto pubblico, i Radicali: "Il Comune rallenta Mobilitiamo Roma"

sciopero Atac 30 marzo 2015

Il 10 agosto scorso i Radicali hanno consegnato in Campidoglio 33mila firme per indire una consultazione popolare sul servizio di trasporto pubblico: si tratta di un referendum che consulterà i cittadini romani sempre più esasperati sulla possibilità di liberalizzare il servizio dei trasporti pubblici.

A 88 giorni dalla consegna delle firme, per le quali sono stati necessari 90 giorni, il Comune non ha ancora risposto e i Radicali cominciano a lamentarsi:

"Per raccogliere le 33mila firme con cui i cittadini hanno sostenuto la nostra proposta sono stati necessari 90 giorni, durante i quali siano stati presenti nelle strade della città coi nostri tavoli e abbiamo chiesto ai romani di firmare, spiegando a ciascuno il significato del quesito. [...] Per contare quelle firme (operazione evidentemente assai più agevole che raccoglierle una per una) il Comune sta impiegando ad oggi 88 giorni, e al momento non è stato ancora in grado di completare la pratica e rendere così possibile l'indizione del referendum"

Alla faccia dell'"uno vale uno" e della restituzione del potere decisionale "al popolo", come da anni sbandierato dal M5s e come sempre affermato dal sindaco Virginia Raggi, punta di diamante del Movimento a Roma e sindaco della Capitale. Sembra quasi che il Comune non voglia che i cittadini si esprimano su una questione così delicata, che ha fatto saltare in aria ben più di una consiliatura:

"Questo comportamento [...] rappresenta una mancanza di rispetto per la volontà espressa dai cittadini che non è più possibile tollerare [...] Invitiamo la Sindaca Raggi a cessare quella che, con ogni evidenza, è una clamorosa presa in giro nei confronti dei romani che hanno sottoscritto la richiesta di referendum: e annunciamo che già nelle prossime convocheremo iniziative non violente per denunciare quanto sta accadendo, e per restituire ai cittadini l'esercizio dei diritti che viene loro arbitrariamente negato"

hanno dichiarato in una nota Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, e Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali Roma.

Dal Comune si aspetta un cenno. Che, tuttavia, tarda ad arrivare.

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