Roma, respinto il ricorso di Acea: il razionamento dell'acqua parte (forse) lunedì

Nasoni Roma-Settebello_Emanuele


Talmente tuonò che piovve, verrebbe da dire seguendo la triste e ansiogena situazione della siccità a Roma e nel Lazio, situazione che ha persuaso la Regione a chiedere, e costringere, Acea a interrompere la captazione dell'acqua dal Lago di Bracciano.

Ieri il Tribunale delle Acque ha respinto il ricorso presentato dall'Acea contro l'ordinanza della Regione Lazio che vieta i prelievi dal Lago di Bracciano a partire dalla mezzanotte di stasera. Continua quindi la corsa contro il tempo per evitare la chiusura dei rubinetti va avanti, tra le ipotesi in campo resta quella della turnazione che coinvolgerebbe 1 milione e mezzo di romani articolata in 8 ore di stop alternato in tre fasce orarie per aree.

Acea aveva impugnato il provvedimento della Regione prospettando "l'impossibilità di effettuare l'inevitabile turnazione nell'erogazione dell'acqua", ma il Tribunale replica che questa misura "appare una conseguenza non imposta in via esclusiva dall'ordinanza". Secondo il Tribunale, dovrà essere la società che gestisce il servizio a trovare soluzioni alternative.

Al momento non sono chiare alcune cose: come saranno organizzati e gestiti questi turni, in che modalità e con quali fasce orarie, oltre che tempistiche precise sulla durata del provvedimento di razionamento e, sopratutto, chiarezza sul quando realmente partirà. Sì, perché fino a poche ore fa i romani si attendevano, senza avere avuto alcun dettaglio da parte di Acea e del Comune, di vedersi razionare l'acqua già da stasera.

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