Roma, Radicali Italiani lanciano la raccolta firme per privatizzare l'Atac

Serviranno 30.000 firme di cittadini romani per richiedere al Comune di Roma di indire un referendum che porti a un bando di gara per l'affidamento ai privati del trasporto pubblico locale romano: Radicali Italiani, che già in passato hanno sensibilizzato più volte sulla necessità di cambiare pagina e rifondare completamente il trasporto pubblico romano, ha lanciato la raccolta firme lo scorso 10 maggio e fino al prossimo 10 agosto animerà numerose piazze cittadine con la campagna Mobilitiamo Roma.

Ad oggi sono già circa 5.000 le firme raccolte nell'ambito di questa iniziativa: Riccardo Magi e Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali Italiani e di Radicali Roma, hanno fornito in una conferenza stampa i primi dati sulla raccolta firme e sulle adesioni alla campagna referendaria: tra queste ci sono quella di Francesco Giavazzi, dei senatori Pietro Ichino e Linda Lanzillotta, del'on. Andrea Mazziotti e dell'economista Alessandro De Nicola.

"Atac è un'azienda fallita l'azienda che gestisce direttamente il trasporto pubblico della capitale ha un miliardo e trecento milioni di euro di debiti e un servizio che non migliora. C'è solo una soluzione: mettere a gara il servizio. Serve una gara europea con il Comune di Roma che deve recuperare il suo ruolo di programmatore di questo servizio. Purtroppo l'unico modo per farlo è attraverso un referendum comunale. Stiamo raccogliendo le firme dei cittadini romani: siamo a 5mila, ne servono 30mila in tre mesi. Apriamo a tutte le forze politiche, a cominciare dal Partito Democratico e M5S, che volessero unirsi a questa battaglia"

ha dichiarato Riccardo Magi nel corso della conferenza stampa.

L'iniziativa Mobilitiamo Roma nasce da una consapevolezza evidente a tutti coloro che utilizzano i mezzi pubblici per i propri spostamenti nella Capitale: il trasporto pubblico a Roma semplicemente non funziona. Questo nonostante ingenti investimenti fatti nel corso degli anni, che hanno portato ad un tracollo verticale della qualità del servizio e del parco mezzi di Atac, utilizzata più come mangiatoia politica e bacino elettorale da parte delle diverse giunte che si sono avvicendate negli anni. "Per invertire la rotta occorre mettere a gara il servizio affidandolo a più soggetti, rompendo il monopolio e aprendo alla concorrenza" si legge sul sito della campagna.

Atac ha accumulato, nel corso degli anni, un deficit di bilancio pari a 1,1 miliardi di euro, un parco autobus con un'età media di 10 anni e tram di 32 anni, perdite per centinaia di milioni di euro l'anno e un'offerta complessiva di trasporto diminuita vertiginosamente negli ultimi 10 anni. Il Comune di Roma, con la giunta guidata da Virginia Raggi, sostiene da tempo di stare analizzando la situazione per pianificare interventi strutturali volti a spendere meglio e incassare di più: nei mesi scorsi è stata lanciata una campagna di sensibilizzazione contro i passeggeri senza biglietto sui mezzi di superficie, sostenuta anche da una maggiore repressione del fenomeno con una maggior presenza di controllori sui mezzi ed alle fermate, e nel gennaio scorso il sindaco ha fatto sapere di non voler prendere in considerazione la possibilità di privatizzare l'azienda.

L'analisi delle problematiche è critica, tanto quanto quella denunciata dai Radicali:

"Abbiamo trovato Atac in stato di abbandono. E proprio chi l'ha ridotta così, in macerie, adesso ha ancora il coraggio di parlare. Noi abbiamo invertito la rotta. E i primi risultati si stanno già vedendo: non abbiamo la bacchetta magica per risolvere i tanti problemi che ci hanno lasciato ma di sicuro non ci tireremo indietro davanti a questa sfida così importante per il futuro di Roma"

dichiarò a gennaio Virginia Raggi.

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