Roma: sotto piazza Celimontana un acquedotto del terzo secolo avanti Cristo


Un acquedotto antichissimo è stato ritrovato in seguito ai lavori per la metro C. Tutto nasce dagli scavi eseguiti in piazza Celimontana per realizzare un pozzo di aerazione. Si è scesi fino ai 18 metri dall'attuale piano di calpestio, rendendo possibile il ritrovamento di strutture dall'Età del ferro all'Età moderna.

Le indagini sono durate due anni e sono state condotte sotto la responsabilità scientifica della Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale e, sul campo, da Paola Palazzo. La scoperta è quella dell'acquedotto ritenuto di un periodo di poco precedente la metà del III secolo avanti Cristo.

Questi i dettagli indicati nel comunicato stampa: "A una profondità di 17.40 metri e’ stato messo in luce un tratto di acquedotto sotterraneo in blocchi parallelepipedi di tufo granulare grigio (cosiddetto cappellaccio), che attraversa l’asse centrale del Pozzo 3.2 per una lunghezza di circa 32 metri e prosegue oltre l’area d’indagine delimitata dalle paratie di cemento. L’acquedotto e’ alto circa due metri compresa la copertura a doppio spiovente in tufo; i blocchi sono regolari, disposti in cinque filari sovrapposti. Il piano di scorrimento interno e’ costituito da uno spesso strato di cocciopesto, rinvenuto in perfetto stato di conservazione, che presenta una leggerissima pendenza da Est a Ovest".

Non sono presenti tracce di calcare, il che fa pensare che l'acquedotto sia stato poco utilizzato o che abbia avuto una manutenzione prima dell'abbandono.

Difficile l'identificazione della struttura. L'acquedotto scoperto potrebbe essere l'Acquedotto Appio (o Aqua Appia), il più antico di Roma, realizzato, nel 312 avanti Cristo.

L'acquedotto e parte della vasca è stato smontato e verrà riposizionato in una sede ancora non individuata.

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