Ignazio Marino contro il Pd e Renzi: "Le primarie? Sono diventate un rottame. Non partecipo"

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Forse l'ex sindaco di Roma sarà tra i candidati al Campidoglio alle prossime elezioni, ma di certo non correrà alle primarie dem. A dirlo è lo stesso Ignazio Marino in una lettera inviata al quotidiano Repubblica.

L'invito a dialogare partito lunedì dal candidato renziano al comune, Roberto Giachetti, sarà apparso come una provocazione a Marino. Quest'ultimo così ci ha tenuto a ribadire che non parteciperà alle primarie e che il Partito Democratico non dovrebbe nemmeno presentarsi a Roma dopo le vicende che l'hanno coinvolto.

Scrive l'ex primo cittadino:

"Molti in queste settimane mi hanno chiesto cosa farò io. Posso solo dire cosa non farò, e cioè: non parteciperò alle primarie del Partito Democratico [...] Le primarie hanno un senso a patto che chi le propone e chi vi partecipa ne rispetti il valore e poi l’esito. Se si calpesta la scelta dei cittadini, com’è successo a Roma, si svuota il significato stesso di quelle consultazioni"

Marino poi attacca frontalmente Matteo Renzi, considerato come il principale responsabile della fine della sua esperienza di governo cittadino:

"Il Presidente del Consiglio non si rende conto che con la sua interferenza sull’Amministrazione cittadina, interferenza che in altri casi egli stesso ha definito inaccettabile perché “il sindaco lo eleggono i cittadini”, ha reso le primarie, almeno a Roma, un rottame inutilizzabile"

E conclude, con un tono che non lascia spazio a fraintendimenti:

"Il Pd a Roma non dovrebbe nemmeno partecipare con il proprio simbolo alle elezioni amministrative del 2016. Troppo lacerante è stata l’eliminazione del sindaco scelto dagli elettori, troppo contraddittori i comportamenti e le dichiarazioni dei vertici del Pd, troppo pretestuose e in malafede le giustificazioni. Troppo evidente l’inganno perpetrato ai danni delle cittadine e dei cittadini di Roma, troppo lampanti i benefici delle lobby e dei potentati"

Adesso Giachetti ha sicuramente un problema in più. Dovrà convincere di essere lui il nuovo corso del Pd e dovrà stare attento a non perdere i consensi di quegli elettori che sono rimasti fedeli all'ex sindaco. Difficile dire oggi cosa farà Marino, se proverà comunque a scendere in campo o se terrà una posizione defilata. Quello che è certo è che non starà zitto in campagna elettorale.

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