Roma, Ignazio Marino ha formalizzato le dimissioni

Le ultime notizie sulle dimissioni di Ignazio Marino.

15:23 - Ignazio Marino ha consegnato in questi minuti le dimissioni alla presidente dell'assemblea capitolina Valeria Baglio, scattano dunque ora i 20 giorni entro i quali possono essere revocate, poi dal 2 novembre Roma sarà commissariata.

Lunedì 12 ottobre 2015 - Oggi dovrebbe essere il giorno dell'ufficializzazione delle dimissioni di Ignazio Marino da sindaco di Roma, ma intanto ieri sera a rubare la scena al primo cittadino ci ha pensato il Premier Matteo Renzi che, intervistato da Fabio Fazio, ha commentato:

"Si era rotto il rapporto fra amministrazione comunale e città"

Sottolineando, insomma, che non è il partito, ma la città ad aver rotto con Marino. Ieri, intanto, c'è stato un sit-in di sostenitori del sindaco in Piazza del Campidoglio: si sono accordati su Facebook, hanno raccolto un paio di migliaia di "like" e qualche centinaia si è presentata con striscioni e slogan. Verso le 13 Marino è sceso in piazza per salutarli, ma ha detto che non ci ripenserà e dunque oggi dovrebbe formalizzare le sue dimissioni per poi lasciare definitivamente il Campidoglio tra tre settimane.

Una petizione contro le dimissioni di Marino


Domenica 11 ottobre 2015 - L’attenzione della stampa italiana continua ad essere concentrata sul Campidoglio e su Ignazio Marino, che domani dovrebbe presentare ufficialmente le proprie dimissioni, dando il via al periodo di 20 giorni in cui potrà ripensarci. Oggi Corriere, uno tra i quotidiani in prima linea in questi giorni nel dare addosso al sindaco di Roma, riferisce che se entro le 19 di domani Marino non avrà presentato le dimissioni, il PD si metterà in moto per sfiduciarlo.

Intanto, oggi, il sindaco ha ringraziato su Facebook tutti gli utenti che si sono mossi e si stanno muovendo in suo supporto, dai firmatari della petizione su Change.org ai partecipanti al sit-in in programma per oggi davanti al Campidoglio:

Lunedì Marino formalizzerà le dimissioni


In questi giorni mi state dimostrando un grande sostegno. La petizione su Change.org, tutti i messaggi che mi stanno...

Posted by Ignazio Marino on Saturday, 10 October 2015

Sabato 10 ottobre 2015 - Sembra ormai confermato che Ignazio Marino, giunto in Campidoglio anche stamattina, presenterà lunedì la lettera di dimissioni. Da ore, però, continuano a susseguirsi le indiscrezioni sul dopo-Marino - nonostante i 20 giorni per fare marcia indietro.

Si fa con insistenza il nome di Alfonso Sabella, magistrato ed ex assessore alla legalità, come Commissario che potrebbe essere nominato dal Prefetto Gabrielli dopo il 2 novembre prossimo. Il diretto interessato, però, ha precisato di non aver ancora ricevuto alcuna chiamata o proposta.

Dimissioni effettive l'1 novembre


18:52 - "L'iter previsto dalle norme in fasi come quella che sta attraversando l'Amministrazione di Roma Capitale è chiaro. L'articolo 53 del Tuel sull'Ordinamento degli Enti Locali dice che le dimissioni diventano efficaci e irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al Consiglio, vale a dire da quando vengono protocollate. Non appena sarà depositata la lettera di dimissioni ne sarà data comunicazione ufficiale". A dichiaralo, in una nota, è stato il Presidente dell'Assemblea Capitolina, Valeria Baglio.

Ma poi, come spiegato in una nota del Campidoglio "il sindaco di Roma, Ignazio Marino, formalizzerà le sue dimissioni dall'incarico nella giornata di lunedì 12 ottobre, consegnandole nelle mani della presidente dell'Assemblea capitolina"

Dunque, prestando fede a quest'ultima dichiarazione, le dimissioni diventeranno effettive il 1 novembre, e non più il 29 ottobre.

18:00 - Anche l'Osservatore Romano si scaglia contro Ignazio Marino. E lo fa con un accanimento inusuale.

Il quotidiano del Vaticano afferma severo: "Ora la capitale, a meno di due mesi dall'inizio del Giubileo, ha la certezza solo delle proprie macerie [...] C'è una sola grande certezza: Roma davvero non merita tutto questo".

E entrando nello specifico dell'operato del sindaco dimissionario è impietoso: "Nelle analisi compiute dagli organi di informazione italiani, si nota la pressoché inedita unanimità nel considerare come inevitabile l'epilogo al quale si è giunti. Marino è caduto sotto i colpi di un'inesorabile serie di episodi che, a seconda dei casi, sono stati quanto meno qualificati come gaffes, gesti francamente inopportuni o superficialità. Lo stesso Renzi era intervenuto nei mesi scorsi per sollecitare un cambio di passo e cominciare a ricostruire".

16:45 - Si susseguono le dichiarazioni dei politici in seguito alle dimissioni di Marino, che sono state formalizzate fissando così la data del 29 ottobre come scadenza dei venti giorni.

Gran parte del Pd continua ad attaccare Marino. Il ministro Poletti ha dichiarato: "Lui ha considerato che la strada non era più percorribile. Aveva un problema che gli hanno rappresentato anche la sua giunta e i suoi consiglieri e credo non ci fossero molte altre opzioni davanti".

Sel dice di voler andare avanti con Marino in caso di cambio rotta: "Noi vogliamo andare avanti con il programma elettorale. È giusto chiedere al Sindaco un cambio di rotta, la verità, il rispetto del mandato. Altrimenti può anche confermare le sue dimissioni", ha dichiarato Gianluca Peciola, capogruppo Sel in Campidoglio.

Stamattina Marino ha celebrato in Campidoglio il matrimonio di due suoi amici. È apparso sereno e ha anche attraversato piazza del Campidoglio nella ressa di fotografi, giornalisti e video operatori, senza però rilasciare dichiarazioni.

11:40 - Alfonso Sabella, assessore alla legalità, parla con i giornalisti al Campidoglio prima di incontrare Marino. L'assessore difende il sindaco dimissionario: "È stato un accanimento mediatico senza precedenti". Sulla vicenda dei ristoranti e degli scontrini spiega: "In casi come questi è facile fare confusione, è stata solo una leggerezza". Sulle voci che lo danno possibile commissario spiega: "Non sono un politico, sono sempre stato fuori da discorsi politici e correnti, non so nulla".

Venerdì 9 ottobre 2015, ore 9:00 - Ignazio Marino, dopo le dimissioni, torna sulle contestazioni che l'hanno travolto e fa capire che non ci sono le condizioni politiche per revocare le dimissioni entro 20 giorni.

L'ex primo cittadino è durissimo nei confronti di quelli che nella maggioranza hanno deciso di scaricarlo. Nell'intervista rilasciata a Massimo Gramellini su La Stampa, dichiara a riguardo: "Ci avevano provato con la Panda rossa, i funerali di Casamonica, la polemica sul viaggio del Papa. Se non fossero arrivati questi scontrini, prima o poi avrebbero detto che avevo i calzini bucati o mi avrebbero messo della cocaina in tasca".

Sul caso delle note spese, pur ribadendo che si è alzato un inutile polverone per nulla, dice: "sono disposto a pagare di persona le mie spese di rappresentanza di questi due anni: 19.704,36 euro. Li regalo al Campidoglio, compresa la cena in onore del mecenate che poi ha staccato l’assegno da due milioni con cui stiamo rimettendo a posto la fontana di piazza del Quirinale, sette colonne del foro Traiano e la sala degli Orazi e Curiazi".

L'ex primo cittadino torna poi a difendere il suo operato: "Ho rotto le uova nel paniere del consociativismo politico. Ho riaperto gare di acquisti beni e servizi che erano in prorogatio da una vita. Ho tolto il business dei rifiuti a una sola persona e il patrimonio immobiliare a una sola azienda che ha incassato dal comune 100 milioni negli ultimi anni, la Romeo". E su Matteo Renzi si limita a dire laconico: "Non avendo avuto l’opportunità di parlare col presidente del consiglio, non ho potuto conoscere qual è il suo giudizio".

Su eventuali ripensamenti riguardo alle dimissioni, Marino fa capire ormai di essere isolato: "La decisione non è più nelle mie mani". E aggiunge: "Prendo atto che Pd e Sel, due partiti della maggioranza, hanno chiesto le mie dimissioni. E un chirurgo non può restare in sala operatoria senza il suo team".

Roma: Ignazio Marino si è dimesso, ma non si è ancora arreso (Video)


Giovedì 8 ottobre 2015

20:04 - In mezzo ai molti che attaccano Marino, c'è anche chi lo difende. Marco Cattaneo - giornalista de L'Espresso - non si è preoccupato di apparire impopolare ed ha difeso attraverso Facebook l'operato del Sindaco:

Ci ho provato eh, ma tocca dire la mia. Penso che Marino non dovesse candidarsi a fare il sindaco di Roma. E ciò...

Posted by Marco Cattaneo on Giovedì 8 ottobre 2015

19:52 - Marino ha diffuso una nota con la quale ha confermato le sue dimissioni, pur promettendo ancora battaglia. Il Sindaco ha spiegato a chiare lettere di aver presentato le dimissioni solo perché, in questo momento, c'è un problema politico (ndr non ha più la maggioranza). Nei prossimi 20 giorni è chiara la sua intenzione di lavorare per trovare una nuova maggioranza all'interno del consiglio comunale per poter ritirare le sue dimissioni e restare in carica. Nessuna ammissione circa le accuse per le "spese di rappresentanza" contestate, anzi. Questa la lettera del Sindaco dimissionario:

"Care romane e cari romani, ho molto riflettuto prima di assumere la mia decisione. L'ho fatto avendo come unica stella polare l'interesse della Capitale d'Italia, della mia città. Quando, poco più di due anni e mezzo fa mi sono candidato a sindaco di Roma l'ho fatto per cambiare Roma, strappando il Campidoglio alla destra che lo aveva preso e per cinque anni maltrattato, infangato sino a consentire l'ingresso di attività criminali anche di tipo mafioso. Quella sfida l'abbiamo vinta insieme. In questi due anni ho impostato cambiamenti epocali, ho cambiato un sistema di governo basato sull'acquiescenza alle lobbies, ai poteri anche criminali. Non sapevo - nessuno sapeva - quanto fosse grave la situazione, quanto a fondo fosse arrivata la commistione politico-mafiosa. Questa è la sfida vinta: il sistema corruttivo è stato scoperchiato, i tentacoli oggi sono tagliati, le grandi riforme avviate, i bilanci non sono più in rosso, la città ha ripreso ad attrarre investimenti e a investire. I risultati, quindi, cominciano a vedersi. Il 5 novembre su mia iniziativa il Comune di Roma sarà parte civile in un processo storico: siamo davanti al giudizio su una vicenda drammatica che ha coinvolto trasversalmente la politica. La città è stata ferita ma, grazie alla stragrande maggioranza dei romani onesti e al lavoro della mia giunta, ha resistito, ha reagito. Tutto il mio impegno ha suscitato una furiosa reazione. Sin dall'inizio c'è stato un lavorio rumoroso nel tentativo di sovvertire il voto democratico dei romani. Questo ha avuto spettatori poco attenti anche tra chi questa esperienza avrebbe dovuto sostenerla. Oggi quest'aggressione arriva al suo culmine. Ho tutta l'intenzione di battere questo attacco e sono convinto che Roma debba andare avanti nel suo cambiamento. Ma esiste un problema di condizioni politiche per compiere questo percorso. Queste condizioni oggi mi appaiono assottigliate se non assenti. Per questo ho compiuto la mia scelta: presento le mie dimissioni. Sapendo che queste possono per legge essere ritirate entro venti giorni. Non è un'astuzia la mia: è la ricerca di una verifica seria, se è ancora possibile ricostruire queste condizioni politiche. Questi i motivi e il quadro in cui si inseriscono le mie dimissioni. Nessuno pensi o dica che lo faccio come segnale di debolezza o addirittura di ammissione di colpa per questa squallida e manipolata polemica sulle spese di rappresentanza e i relativi scontrini successivamente alla mia decisione di pubblicarli sul sito del Comune. Chi volesse leggerle in questo modo è in cattiva fede. Ma con loro non vale la pena di discutere. Mi importa che i cittadini - tutti, chi mi ha votato come chi no, perché il sindaco è eletto da una parte ma è il sindaco di tutti - comprendano e capiscano che - al di là della mia figura - è dal lavoro che ho impostato che passa il futuro della città. Spero e prego che questo lavoro - in un modo o nell'altro - venga portato avanti, perché non nascondo di nutrire un serio timore che immediatamente tornino a governare le logiche del passato, quelle della speculazione, degli illeciti interessi privati, del consociativismo e del meccanismo corruttivo-mafioso che purtroppo ha toccato anche parti del Pd e che senza di me avrebbe travolto non solo l'intero Partito democratico ma tutto il Campidoglio".

19:38 - Il Sindaco Ignazio Marino si è arreso ed ha rassegnato le dimissioni per evitare di venire sfiduciato dalla sua maggioranza in consiglio comunale.

19:12 - Per adesso non ci sono novità dal Campidoglio.

18:24 - Causi e Sabella hanno da pochi minuti raggiunto Palazzo Senatorio dove si trova in questo momento il Sindaco Marino. Presto potrebbero esserci novità.

17:52 - È terminata la riunione tra Orfini e i consiglieri comunali. L'ex vicesindaco Marco Causi e l'assessore Alfonso Sabella stanno tornando in Campidoglio per chiedere nuovamente a Marino di dimettersi.

17:14 - Il Presidente del PD, Orfini, ha convocato al Nazareno i consiglieri comunali del suo partito per le ore 17:30. Probabilmente vorrà capire quanti sono i consiglieri fedeli al Sindaco che, quindi, non voterebbero in aula una mozione di sfiducia.

16:58 - Prosegue il braccio di ferro tra Marino e il PD. Il Sindaco continua a resistere e sta cercando di capire se ha ancora una maggioranza in consiglio comunale. PD e SEL sono sempre pronte a sfiduciarlo.

16:15 - Dal PD arrivano conferme ufficiose: pronta la mozione di sfiducia.

16:09 - È scaduto l'ultimatum. Marino non vuole dimettersi, piuttosto preferisce essere sfiduciato in aula. Intanto davanti al Campidoglio proseguono le proteste, con tanto di cori, da parte di tutti gli oppositori possibili: c'è Fratelli d'Italia così come il Movimento 5 Stelle, ma anche bandiere di Forza Italia, Casa Pound e del movimento di Alfio Marchini. Situazione paradossale.

15:47 - Si è dimessa anche Luigina Di Liegro, assessore al Turismo della capitale dal 28 luglio 2015.

15:22 - Nonostante le dimissioni degli assessori e del vicesindaco, pare che Marino non sia intenzionato a dimettersi. L'ultimatum delle ore 16 si avvicina: probabilmente verrà sfiduciato in aula.

15:10 - Prosegue l'attesa: sotto al Campidoglio ci sono molte persone, con bandiere di vari partiti e movimenti politici.

14:49 - Arrivano conferme circa le dimissioni di Esposito e Causi che abbiamo annunciato in precedenza; anche Sky ha dato adesso la notizia.

14:40 - Pare si sia dimesso anche il vice-sindaco Causi. Ricordiamo che queste sono indiscrezioni provenienti dal Campidoglio. Pare che Rossi-Doria, Causi ed Esposito si siano dimessi difronte al tentativo estremo fatto da Marino per restare in sella.

14:36 - Anche Marco Rossi-Doria, assessore all'istruzione, ha presentato le sue dimissioni. Intanto pare sia arrivato un ultimatum da PD e SEL: se il Sindaco non si dimetterà entro le 16 anche i partiti di maggioranza lo sfiduceranno in aula.

14:30 - Notizia flash: l'assessore Esposito ha presentato le sue dimissioni.

14:28 - Secondo alcune indiscrezioni, anche i consiglieri comunali del PD stanno partecipando alla riunione della giunta. Il Sindaco avrebbe chiesto la fiducia ad assessori e consiglieri, senza però raccogliere consensi.

14:00 - Arrivano conferme: è in corso la riunione della giunta. Prima di questa seduta Marino ha incontrato consiglieri comunale e assessori del PD.

13:39 - Secondo le ultime indiscrezioni gli assessori sarebbero ancora pronti a dimettersi pur di indurre il Sindaco a cedere. Entro le ore 15 potrebbero arrivare le ormai attese dimissioni.

13:28 - Non ci sono ancora notizie sulla riunione della giunta; non si ancora se sia in corso o se sia stata nuovamente rinviata.

13:08 - Davanti al Campidoglio è arrivato anche un mezzo blindato della Polizia. Per ora non ci sono notizie sulla riunione della giunta.

13:01 - A minuti dovrebbe iniziare la seduta della giunta. Intanto si parla di una possibile nomina del Prefetto Franco Gabrielli a commissario fino alla prossima primavera.

12:57 - Anche Gianluca Peciola, capogruppo di SEL al Campidoglio, ha parlato ai microfoni di Sky. Il consigliere comunale ha denunciato l'ostruzionismo dei mesi scorsi da parte del Governo nei confronti del Sindaco e della sua giunta. Secondo Peciola il governo nazionale non avrebbe stanziato fondi sufficienti in vista del Giubileo e in più non avrebbe messo Marino nelle condizioni di poter utilizzare questi soldi.

12:48 - Parole durissime su Marino da parte di Raffaele Ranucci. Il senatore del PD ha detto a chiare lettere che - dal suo punto di vista - Marino non sarebbe in grado di ricoprire la carica di Sindaco, cosa che Ranucci ha raccontato di aver detto proprio a Marino durante la campagna delle Primarie del Pd. Il Sindaco è diventato il bersaglio di tutti.

12:26 - Secondo le ultime notizie, il Sindaco Marino in questi minuti si starebbe confrontando con il vicesindaco Marco Causi.

12:22 - La giunta straordinaria è stata posticipata alle ore 13.

12:20 - Terminata l'intervista in diretta ad Esposito a Sky. Dalle parole e dai toni utilizzati dall'Assessore ai Trasporti della Capitale, sembrano comunque scontate le dimissioni del Sindaco: "Penso che la situazione così com'è ci porterà inevitabilmente alla fine di questa amministrazione".

12:16 - L'assessore Stefano Esposito sta parlando in diretta a Sky e sta smentendo la notizia delle dimissioni degli assessori del PD: "non ci siamo dimessi, attendiamo le valutazioni del sindaco"

Aggiornamento ore 12:00 - La seduta straordinaria convocata per questa mattina non si terrà. Il Presidente del Consiglio Comunale ha fatto l'appello per 4 volte, ma non è mai stato raggiunto il numero legale necessario ad aprire la seduta. Tra gli assenti anche il Sindaco, ancora chiuso nel suo ufficio insieme ai suoi più fedeli collaboratori. Le dimissioni potrebbero comunque essere annunciate a breve.

Marino: ipotesi dimissioni

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Giovedì 8 ottobre 2015, ore 11

La giunta straordinaria convocata per le 11 è stata rinviata alle 12. Secondo voci insistenti Ignazio Marino sarebbe prossimo a rassegnare le sue dimissioni dalla carica di Sindaco dopo aver preso atto della sfiducia arrivata dal suo stesso partito. Sarebbe per questo pronto ad anticipare i tempi, e cioè ad andarsene prima di essere messo alla porta. A spingerlo a questa decisione sofferta sarebbero infatti gli stessi compagni di partito che, per ragioni di opportunità politica, sarebbero pronti a sfiduciarlo pur di non irritare Matteo Renzi.

Il segretario-premier avrebbe infatti formalmente silurato ieri sera il "suo" Sindaco nel corso di un vertice notturno a Palazzo Chigi. Secondo indiscrezioni insistenti di questa mattina, gli stessi assessori di Marino avrebbero minacciato di dimettersi in blocco per prendere le distanze dal Sindaco.

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