Morto Remo Remotti, il poeta della vera Roma. Mercoledì la camera ardente al Campidoglio

Si è spento nel solstizio d'estate il poeta moderno che per 90 anni ha vissuto, e cantato, il proprio conflitto amoroso con la Città Eterna

I cittadini romani potranno rendere omaggio a Remo Remotti mercoledì mattina. La camera ardente sarà aperta dalle 10.00 alle 13.00 del 24 giugno nella sala del Carroccio del Campidoglio. Nel frattempo il Policlinico Gemelli ha diffuso una nota: "Il poeta e attore Remo Remotti è deceduto al Policlinico Gemelli la notte scorsa, intorno all'una. Era giunto al Pronto Soccorso del Gemelli giovedì 18 giugno e ricoverato presso l'UOC di Clinica medica e malattie vascolari a causa di una seria patologia ematologica che ne ha determinato la morte".

Morto Remo Remotti, il poeta della vera Roma


Si è spento a Roma, la notte del 21 giugno 2015, il grande Remo Remotti, anima polemica e poetica della Città Eterna, in costante conflitto amoroso con la città che gli diede i natali.

Se n'è andato, quello stronzo di Remo, "con un piede nella tomba e l'altro nella sorca" avrebbe detto lui: poeta, attore e umorista, pittore, scrittore, scultore, cantante, drammaturgo, viaggiatore e spirito libero, Remo era nato a Roma nel 1924 "nel Fascismo, nella Chiesa Cattolica e nel cuore della borghesia romana: praticamente, sono nato nella merda" e, dopo la laurea in legge, si è trasferito in Perù.

Viaggia molto, Remo, appena partito dall'Italia scrive un'ode a "Mamma Roma", alla quale da l'addio per poi tornare più incazzato di prima. Viaggia in America Latina, in Asia, poi torna a Milano e nel 1960 sposa Maria Luisa Loy, figlia del regista Nanni: comincia a frequentare l'ambiente artistico milanese, vende i suoi quadri ai ricchi borghesi del nord e poi si trasferisce in Germania sul finire degli anni '60. La sua filmografia è lunga come quella di un attore navigato, il suo carattere schiettamente irruento ne fanno un personaggio amato da registi come Nanni Moretti, Marco Bellocchio, Francis Ford Coppola e "quello stronzo" di Woody Allen, i suoi quadri sono presenti alla Galleria nazionale di arte moderna di Roma ed ha festeggiato i novant'anni, lo scorso novembre, esponendo i suoi dipinti e le sue sculture nella mostra "Ho rubato la marmellata" presso la galleria De Crescenzo & Viesti di Roma.

Remo Remotti era tanto: piaceri e dolori, pensiero e azione, sofferente fin da bambino di disturbi psichiatrici, è stato ricoverato nel 1968 in una clinica di Roma dove ha conosciuto, e cominciato ad amare, la sana e lucida follia dei matti. Remo Remotti non era nessuno, non era ciò che la madre aveva desiderato fosse e non era certamente ciò che la società voleva che sia una "persona integrata": Remo Remotti era Remoremotti tutta una parola, tuttalpiù "quello stronzo" di Remo Remotti.

Vaffanculo merdone, questa volta ci hai fatto piangere come stronzi.

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