Ostia, apre la spiaggia della legalità di Libera

Apre domani la 'Spiaggia Libera-SPQR' concessa a Uisp Roma e Libera. Sabella: "Questo posto è un bene pubblico"

Ieri mattina a Ostia è stata inaugurata la Spiaggia Libera-SPQR, un arenile libero presso il lungomare Amerigo Vespucci 144, attrezzato nel rispetto dell'ambiente e del bene pubblico del Comune di Roma, dato in concessione all'Ati (Associazione territoriale d'impresa), composta da Uisp Roma e dall'associazione Libera.

All'inaugurazione erano presenti Alfonso Sabella, assessore alla Legalità e al Litorale del Comune di Roma e neo-commissario per il Municipio X, Gianluca Di Girolami dell'Uisp Roma, Enrico Fontana, presidente di Libera e Francesca Alberti di Fillea Cgil Roma e Lazio.

L'apertura al pubblico dell'arenile avverrà ufficialmente domani, 1 maggio, e nel corso dell'inaugurazione si è descritta l'iniziativa come un ulteriore tentativo di ripristino della legalità sul litorale romano, da decenni soffocato dalla cementificazione selvaggia ed abusiva.

Sul lungomare di Ostia, negli anni, si è speculato tanto a livello imprenditoriale e criminale, la cronista di Repubblica Fedrica Angeli, che racconta il malaffare ed il crimine organizzato lungo il litorale romano, viene continuamente minacciata e vive sotto scorta, quanto a livello politico: basti ricordare le due ipotesi principe per la riqualificazione di Ostia snocciolate dall'amministrazione Alemanno, un waterfront e una pista da sci.

Dal canto suo il sindaco Ignazio Marino ha invece cercato di dare, già dalla campagna elettorale, un'impronta diversa al lungomare di Ostia: inglobando nella compagine elettorale anche l'oggi consigliere Riccardo Magi, Presidente di Radicali Italiani ed esponente di Radicali Roma, il sindaco democratico si è letteralmente lasciato trasportare dai Radicali nell'illegalità dilagante di Ostia, promettendo di abbattere "lo scempio del lungomuro" che incredibilmente impedisce vista ed accesso libero al mare. Sul lungomuro è tornato anche l'assessore Alfonso Sabella proprio ieri, in occasione della presentazione della Spiaggia Libera-SPQR:

"Ostia, l'affaccio della Capitale sul Mediterraneo potrebbe essere una grande città di mare ma vedo solo muri soffocanti. Ai ragazzi chiedo di non distruggere questo posto. È un bene pubblico. [...] Le separazioni laterali e la recinzione non possono essere più alte di 90 cm, è scritto nella concessione, qui sembra il muro di Berlino e per di più c'è un filo spinato che è assolutamente vietato."

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La questione lungomare non è di poco conto e sulle misure adottate recentemente dal Comune di Roma, in particolare nell'ordinanza per l'accesso libero al mare firmata di recente dal sindaco Marino, i Radicali Roma hanno sollevato non poche perplessità. Su tutte, il riconoscimento dell'esistenza di "varchi pubblici" per l'accesso al mare, cosa che implicitamente prevede anche l'esistenza di "varchi non pubblici", di fatto illegali.

Una questione che sindaco, giunta e più in generale la maggioranza in Campidoglio hanno semplicemente ignorato, ma che rappresenta (oltre che un precedente) una vera e propria linea guida che il Comune sembra aver intrapreso.

A chiarire è stato sempre l'assessore Sabella durante la conferenza stampa di ieri:

"Il problema di Ostia non è il varco per l'accesso alla battigia, non è avere un corridoio stretto per arrivare al mare e fare un tuffo. Il problema di Ostia è che occorre creare una permeabilità massima tra tessuto urbano e lungomare. Così come avviene in tutte le grandi città di mare. Sulla pulizia dei varchi di accesso pare ci sia da parte dei balneari la volontà di pulire i varchi che aprono all'interno delle loro concessioni. [...] Stiamo aspettando la determinazione del Tar perché purtroppo abbiamo scoperto che il varco pubblico d'accesso che gravava sulla concessione dello Shilling stranamente nella planimetria non c'era. Chi ha firmato la planimetria è il presidente della Federbalneari".

Le parole del neo-commissario di Ostia, di fatto, sembrano confermare quanto denunciato dal consigliere comunale Riccardo Magi: se il problema di Ostia non è "il varco" ma la "permeabilità massima" è evidente che la questione si fa interessante, perchè riporta prepotentemente in auge sia il tema concessioni sia sopratutto il tema del libero accesso al mare, anche se è evidente la "resistenza" di molti concessionari anche alle misure della giunta Marino.

Certo è che fa strano pensare che solo un anno fa l'operaio incaricato dal Comune di aprire il primo varco nel lungomuro doveva tornarsene mestamente a casa dopo l'impedimento (anche fisico) da parte di alcuni esponenti di Assobalneari, mentre oggi assistiamo alla "volontà di pulire i varchi che aprono all'interno delle concessioni" vista come una vittoria (di Pirro) sull'abusivismo.

Agli occhi di chi segue la vicenda da diverso tempo sembra che il Comune voglia non prendere una posizione chiara pur mostrando di aver preso una posizione, un atteggiamento che allo stato attuale fa comodo a tutti, anche perchè domani si apre la stagione balneare.

Foto | Giovanni Carapella su Twitter

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