Tornano Le Iene e colpiscono ancora. Tanto per cambiare almeno due servizi spettacolari sono su Roma. Il più tragico è sicuramente quello sui dipendenti pubblici “furbetti” dell’ufficio comunale.
Il mitico Filippo Roma indaga come spesso gli capita su una tradizione secolare (non solo romana) ma che in pochi hanno il coraggio di denunciare. Una sorta di abitudine. Quella dei lavoratori statali che fanno finta di lavorare. Timbrano il cartellino (oggi il badge, da qui i famosi “beggiatori multipli”) o i cartellini e via, a farsi i propri affari.
La cosa assurda di questo sistema è che i “pizzicati” s’indignano pure! Si offendono. Capite? Come se fosse un diritto violato, la pretesa di rubare denaro pubblico sul posto di lavoro. Perché di questo si tratta. Provate a farlo in una società privata. Provate a non lavorare e chiedere lo stipendio. Come diceva Rey Stenz, in Ghostbusters. Incredibile, ma nel settore privato “pretendono risultati”.
Calabresi invece becca ancora una volta i politici sui manifesti abusivi. Una tarantella insopportabile. Con l’aggravante del tentativo di condono, fatto fallire speriamo proprio da questa inchiesta.
Ma la cosa più scioccante, come sempre, è nell’intervista al responsabile delle comunicazione del PD, dove emerge che solo a Roma esiste questa evasione odiosa e questo costume del “chissenefrega” sul tema. Ma perché? Forse perché la potenza degli abusivi è tale da dominare tutta la scena..?
er56
27 gen 2012 - 21:11 - #1io li licenzierei in tronco
qqtt
27 gen 2012 - 22:01 - #2non capisco perchè nei servizi non si presentino con la polizia, vedi come gli va di discutere se durante il cornetto vengono interrotti non da filippo roma ma da qualcuno in divisa