Roma, musei a rischio e non solo il Palaexpo

Musei che nascono e altri che sono a serio rischio chiusura: in città in pericolo tutto il settore cultura

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Cultura a rischio, ma anche il ricordo del nostro passato e i tesori inestimabili che conservano le esposizioni permanenti. Sì, perché sono molti i musei in bilico, i quali da anni vivono sul filo del rasoio di una possibile chiusura definitiva dei cancelli. Il numero di quelli in pericolo bancarotta non si contano.

Il provvedimento di chiusura potrebbe colpire nemmeno tra troppo tempo, il Palaexpo ad esempio, che in tal senso è un caso peculiare. Il suo problema principale è l’immediata necessità di creare una super fondazione che unisca il sistema museale romano capace di dar forza alla struttura. Questo permetterebbe di farla diventare competitiva sui mercati culturali mondiali.

Non sarebbe però l’unico caso. Del gruppo dovrebbero far parte pure le Scuderie del Quirinale, il Macro, i Musei comunali di arte contemporanea, la Centrale Montemartini, i Musei Capitolini e la Galleria Borghese. Quest’ultima pur essendo dello Stato si presta alla perfezione al tipo di obiettivo. Ci sarebbero pure potenziali investitori esterni, però c’è uno stop non indifferente. Il Comune continua a tagliare, per via di mancanza di fondi e il rischio di chiusura diventa concreto.

Tenere aperto il Palaexpo, ad esempio, per un anno, tra personale, luci e il resto costa una cifra pari a 10 milioni di euro, mostre escluse. Questo rende più chiara la situazione. La soluzione sarebbe quella di nuovi investimenti o la possibilità di creare una vera e propria fondazione. Con investimenti romani e stranieri e, soprattutto, con la possibilità di inserire Roma nel circuito dei dieci maggiori musei del mondo che possono pensare e realizzare, in sinergia totale e con scambio di pezzi pregiati, le più importanti mostre planetarie. Accade così per la Tate, per il Moma, per il Centre Pompidou. Ci sono speranze, però, per l’eventuale nuovo organismo che potrebbe partire in autunno e salvare i musei romani, si spera.

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